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Il più grande raduno di squali elefante

Un nuovo studio attesta, con immagini, una storica concentrazione di questo sfuggente gigante dei mari nelle acque dell'Atlantico, spiegandone i motivi. La sua presenza nel Mediterraneo.

di Simone Repetto

È il secondo pesce più grande al mondo, dopo lo squalo balena, ma agli occhi umani resta una specie sfuggente, poco conosciuta e inoffensiva. Si tratta di Cetorhinus maximus, lo squalo elefante o pellegrino, o più semplicemente cetorino, tornato recentemente agli onori della cronaca scientifica internazionale per il più grande raduno mai registrato.

Ne ha dato notizia il Journal of Fish Biology, pubblicando uno studio pluriennale condotto da un team scientifico con a capo Leah Crowe, biologa del Center for Coastal Studies del Massachusetts e del Noaa americano, basato su avvistamenti di gruppi di squali elefante nella acque nord-orientali degli Stati Uniti, dal 1980 al 2013, mentre si conducevano ricognizioni aeree per lo studio di specie target, come le balene franche, incrociando altresì dati satellitari ed oceanografici.

Nel novembre 2013, durante uno di questi voli, nelle acque meridionali del New England è stata osservata la concentrazione record di quasi 1400 cetorini, con molti giovani, nel raggio di quasi 18 chilometri dal punto centrale dell'aggregazione. Vista l'alta percentuale di zooplancton e clorofilla nelle acque dove nuotavano gli squali, i ricercatori ritengono che lo scopo principale di tali assembramenti sia alimentare, essendo la loro dieta principalmente composta da plancton e piccoli organismi in sospensione, che vengono filtrati attraverso ampie strutture branchiali specializzate, dette branchiospine.

La vicinanza tra esemplari ed il tipo di nuoto, sempre secondo i ricercatori, potrebbero facilitare i processi di nutrizione, in quanto gli squali elefante, per setacciare quanta più acqua possibile, sono costretti a nuotare a lungo con le grandi fauci spalancate, spendendo molte energie nell'avanzare. Uno sforzo importante, da parte di esemplari lunghi dai 4 agli 8 metri, anche se i cetorini possono raggiungere e superare i 10 metri e le 5 tonnellate di peso. Gruppi di almeno 30 individui, sono stati visti nuotare, tra l'estate e l'autunno, dalla Nuova Scozia a Long Island, alle porte di New York, con temperature superficiali marine comprese tra i 13 e i 20 gradi.

Nonostante le nuove e preziose informazioni sulla potenziale funzione biologica e socializzante di tali grandi unioni, peraltro non comuni, restano ancora molti i punti oscuri di una specie assai elusiva. Secondo il Pacific Shark Research Center, infatti, gli squali elefanti trascorrerebbero solo il 10 per cento in superficie ed il resto nelle profondità, dove è difficile studiarli. E compiono lunghe migrazioni: uno squalo marcato a San Diego, in California, è riapparso otto mesi dopo alle Hawaii, coprendo una rotta di almeno 4 mila chilometri. Un altro studio, compiuto nell'Atlantico nord-orientale, ha dimostrato come i cetorini durante l'inverno si spostino dalle acque britanniche verso sud, arrivando alle coste iberiche e nordafricane.

Nel Mediterraneo

In tutto il mondo, sono note solo alcune zone dove si fanno vedere, da soli o in compagnia, con una certa frequenza stagionale. Tra queste anche alcune nel Mediterraneo ed in Italia, nelle acque del nord Sardegna, in quelle della Puglia meridionale, secondo diverse ricerche condotte, in particolare da Eleonora De Sabata e Simona Clò, responsabili della più grande indagine mai avviata sulla specie in Mediterraneo, denominata Operazione Squalo Elefante.

In base alle segnalazioni raccolte, i cetorini compaiono regolarmente in primavera, soprattutto tra marzo e aprile, sfruttando il giusto mix fra temperatura superficiale del mare e concentrazione di biomassa planctonica, probabilmente seguendo, durante migrazioni verticali, nutrienti e correnti in risalita da profondi canyon abissali.

Quando vengono scorti a nuotare lentamente in superficie, stupefatti e fortunati spettatori li ammirano a bordo di imbarcazioni di passaggio, talvolta in giornate di calma assoluta. In questi casi, ricordano i biologi, è di fondamentale importanza la foto-identificazione della pinna dorsale, che permette di riconoscere ogni singolo individuo, al fine di saperne di più su diffusione e spostamenti nel bacino mediterraneo, ad oggi poco conosciuti.

Dal 2005 al 2012, nelle acque del nord Sardegna sono stati identificati 111 esemplari, 14 dei quali catturati accidentalmente dai pescatori. Quella delle reti è una delle insidie principali per la specie, che finisce spesso per incapparvi fatalmente, nonostante varie convezioni internazionali ne vietino la cattura.

Lo squalo elefante, è considerato minacciato ed inserito nella lista rossa Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura), oltreché tutelato, in Mediterraneo, dal Piano di azione per la conservazione dei pesci cartilaginei dell'Unep (Piano ambientale delle Nazioni Unite). Dallo sconsiderato sviluppo dell'attività umana, è arrivata anche un'altra minaccia, subdola perchè poco visibile ed evitabile, rispetto agli attrezzi da pesca. Oltre ai cambiamenti climatici, inquinanti come le microplastiche disperse in mare, essendo gli squali elefante grandi filtratori, finiscono per essere ingerite insieme al cibo.

Secondo uno studio del 2014, condotto da ricercatori dell'Università di Siena, nei tessuti di alcuni esemplari di cetorini e balenottere comuni esaminati nel mare nostrum, sono state trovate alte concentrazioni di ftalati, composti nocivi della plastica che, entrando nel loro metabolismo possono interferire negativamente, ad esempio a livello ormonale e nei processi riproduttivi, ignorando ad oggi quali possano essere le conseguenze dovute all'esposizione cronica a tali sostanze disperse in mare.

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Link su squali - biologia - conservazione della natura

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Elasmo.com - Fossili di squalo del nord America

Il sito è in linea dal 1996 con l'obiettivo di migliorare la conoscenza degli squali fossili del Nord America. Sebbene alcune pagine più vecchie avrebbero bisogno di aggiornamento, resta un riferimento importante per gli appassionati.

Elasmodiver - Di Andy Murch

Andy Murch è un fotografo di squali freelance dello Shark Diver Magazine. Egli è anche il creatore di Elasmodiver.com che è una delle più grandi fonti di informazione su squali e razze su internet.

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Contiene 32900 Specie, 303000 nomi comuni, 54800 immagini, 51400 Referimenti, aggiornato da 2150 collaboratori. Riceve 800.000 visite al mese. E' il punto di riferimento di Squali.com per la collocazione tassonomica degli squali.

IUCN - Sito ufficiale italiano

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Riccardo è il fondatore della Sharkacademy e una delle persone più appassionate e operative del settore. Credo abbia la più grande collezione al mondo sugli squali, dai reperti biologici ai denti fossili, dalle pubblicazioni alle riproduzioni di specie a grandezza naturale. Organizza viaggi e corsi con rilascio di brevetti, cura vari progetti di ricerca e non mancherà di sorprendervi.

ZOOTAXA : la grande rivista della tassonomia animale

Zootaxa è una rivista internazionale per una rapida pubblicazione di documenti di alta qualità su qualsiasi aspetto di zoologia sistematica, con una preferenza per le grandi opere tassonomiche quali monografie e revisioni. Contiene documenti su animali sia vivi che fossili, e considera tutti gli aspetti tassonomici, tra cui teorie e metodi di sistematica e filogenesi, monografie tassonomiche ...


   
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