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Come, dove e quando attaccano gli squali

In tutto il mondo, probabilmente, avvengono da 70 a 100 attacchi all'anno, di cui 5-15 mortali. Diciamo "probabilmente" perche' non tutti gli attacchi vengono resi noti; le nostre informazioni dai paesi del terzo mondo sono essenzialmente scarse, ed in altre aree ci si sforza di tenerli nascosti per paura di cattiva pubblicita'.

Nel passato il ritmo delle morti era molto piu' alto di oggi, ma l'avvento di misure d'emergenza di pronto intervento ed il miglioramento dei trattamenti medici ha ridotto di molto le probabilita' di morte. I numeri attuali degli attacchi stanno certamente crescendo ogni anno a causa dell'aumento dei bagnanti in acqua, ma non ci sono indicazioni del cambiamento della stima pro capite di attacchi. Molti avvengono nelle acque vicino alla riva, solitamente presso i litorali o in mezzo a strisce di sabbia dove gli squali mangiano e possono restare intrappolati durante la bassa marea. Sono facili siti di attacco anche quelle aree che scemano gradualmente verso il fondo. Gli squali si aggregano in queste zone perche' cosi' fanno le prede di cui si cibano.

Ci sono tre tipi principali di attacchi non provocati. Il piu' comune e' il "mordi e fuggi" che avviene tipicamente in zone di frangenti con vittime tra i bagnanti ed i surfisti che vedono raramente il loro aggressore il quale sparisce dopo aver inferto un singolo morso e lasciando una ferita. In molti casi questo probabilmente genera errori di identificazione per le condizioni di scarsa visibilita' e l'ambiente fisico non favorevole (frangere delle onde e forza della corrente).

Uno squalo che cacci in quelle condizioni deve decidere velocemente e muoversi con rapidita' per catturare le sue prede tradizionali. Quando queste condizioni ambientali difficili si sommano con la provocante presenza umana e le attivita' associate con i passatempi acquatici (schizzare, portare oggetti rilucenti, costumi da bagno con colori contrastanti, pigmentazione contrastante come quella delle piante dei piedi), non c'e' da sorprendersi che gli squali possano occasionalmente scambiare un essere umano con la sua preda abituale.

Noi sospettiamo che, mediante il morso, lo squalo realizzi rapidamente che l'uomo e' un oggetto sconosciuto, o che sia troppo grande, ed immediatamente molla la presa e non torna piu'. Alcuni di questi attacchi potrebbere anche essere in relazione alla comunicazione durante il pasto, come alcuni comportamenti di esemplari dominanti visti in molti animali terrestri. I danni alle vittime del "mordi e fuggi" sono limitati normalmente a lacerazioni relativamente piccole, spesso sulle gambe al di sotto del ginocchio e raramente pongono in pericolo di vita..

I tipi di attacco "urta e mordi" e "l'agguato", anche se sono meno frequenti, provocano piu' danni e molti con conseguenze letali. Di norma coinvolgono subacquei o nuotatori in acque qualche volta piu' profonde, ma in alcune aree del mondo avvengono vicino alla riva in acqua bassa.

Gli attacchi "urta e mordi" sono caratterizzati da movimenti circolari intorno alla vittima, che spesso viene urtata prima dell'attacco vero e proprio.

Gli attacchi "all'agguato" si differiscono dal tipo precedente perche' l'urto avviene senza preavviso. In entrambi i casi e diversamente dal tipo "mordi e fuggi" sono frequenti attacchi ripetuti e normali morsi multipli o sotenuti. I danni provocati sono normalmente molto seri e frequentemente causano la morte.

Si pensa che attacchi del genere siano il risultato di pasti reali o comportamenti agonistici piuttosto che di errori di identificazione della preda. Molti attacchi sono la conseguenza di disastri del mare, come incidenti aerei o naufragi, e probabilmente del tipo "urta e mordi" e "all'agguato".

Quasi ogni squalo dai due metri in avanti e' una potenziale minaccia per gli esseri umani. Tre specie, tuttavia, sono state indiziate come aggressori primari di esseri umani: il grande squalo bianco Carcharodon carcharias , lo squalo tigre Galeocerdo cuvier, e lo squalo toro Carcharhinus leucas.

Hanno tutti una distribuzione cosmopolita, raggiungono grandi dimensioni e consumano prede grandi come i mammiferi marini, tartarughe marine e pesci come componente abituale della loro dieta. Queste specie probabilmente sono responsabili per la maggior parte degli attacchi "urta e mordi" e "all'agguato".

Anche altre specie, incluso il grande squalo martello Sphyrna mokarran, il mako pinna corta Isurus oxyrhinchus, il pinna bianco oceanico Carcharhinus longimanus, il Galapagos Carcharhinus galapagensis, e certi squali del reef (come lo squalo del reef Caraibico Carcharhinus perezi), sono state coinvolte in questi due tipi di aggressione.

Sappiamo meno sulle strategie offensive del "mordi e fuggi" in quanto lo squalo e' osservato raramente ma e' lecito assumere che siano coinvolte una vasta gamma di specie. Esempi dalla Florida, che ogni anno conta dai 20 ai 30 attacchi di questo genere, suggeriscono che il pinna nera Carcharhinus limbatus (possibile anche il Carcharhinus brevipinna e il Carcharhinus acronotus), sia il maggiore imputato nella regione.
   
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