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Gli squali pericolosi per l'uomo


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Le specie che hanno contribuito a creare il mito del killer

Il dodici per cento degli attacchi a persone nelle acque dei mari e degli oceani, nei quali si e' potuto identificare l'aggressore, sono imputabili al Grande Squalo Bianco, il che ne fa la specie più famigerata per ciò che riguarda la sua pericolosita' nei confronti dell'uomo. Eppure lo squalo bianco non e' da solo sul banco degli imputati.

Delle circa 350 specie note di squali, sono 27 quelle che di certo hanno attaccato persone o barche, una quarantina sono giudicate potenzialmente pericolose e le rimanenti 280 sono considerate innoque.

Ecco un elenco dei 12 squali che più hanno contribuito, a creare il mito dello squalo assassino.

Carcharodon carcharias  Grande Squalo Bianco
E' un grande e pesante squalo dalla forma affusolata, con coda a mezzaluna e naso conico. In base alle catture documentate, o ad altri indici della sua presenza, si riportano come sospetti centri in cui abbonda i seguenti: le acque costiere del SudAfrica (in particolare dalla Namibia a Natal); Est, Ovest, e, in particolare, il Sud dell'Australia; Nuova Zelanda; l'arcipelago Giapponese; le coste Nord-Orientali del Nord America, specialmente Long Island e dintorni; la costa Pacifica del Nord America, in particolare dall'Oregon a Baja; le coste sud del Messico, Cile centrale; il mar Mediterraneo primariamente nella regione centro-occidentale, canale di Sicilia e mar Tirreno.
Al Grande Squalo Bianco sembra non piacere il sapore umano, o almeno troverebbe il sapore insolito. Ulteriori ricerche dimostrano che il primo morso serve a capire se vale la pena attaccare l'oggetto. Gli esseri umani, per la maggior parte, sono troppo ossuti per il loro gradimento, preferiscono di gran lunga una foca grassa, ricca di proteine. Tuttavia, alcuni ricercatori hanno ipotizzato che la ragione della bassa percentuale di decessi non è perché gli squali non amano la carne umana, ma perché gli esseri umani sono spesso in grado di fuggire dopo il primo morso.

Carcharhinus amblyrhynchos  Squalo grigio di scogliera
Di taglia medio-piccola, frequente lungo le barrierecoralline del mar Rosso, dell'oceano Indiano e dell'oceano Pacifico australe, ma assente nel Mediterraneo. Mentre in mar Rosso e oceano Indiano sembra sia abbastanza benevolo nei confronti dell'uomo, e' noto per la sua aggressivita' nel Pacifico, dove ha attaccato di frequente, soprattutto per difendere il suo territorio da intrusioni.

Carcharhinus brevipinna Squalo tessitore
Cosmopolita, comune in acque tropicali e temperato-calde, nel Mediterraneo lo si puo' trovare sopratutto lungo le coste dell'Africa. La sua lunghezza massima e' inferiore ai due metri e ottanta. Malgrado abbia attaccato l'uomo, non viene considerato pericolosissimo.

Carcharhinus leucas  Squalo Zambesi, leuca, toro, carcarino
Cosmopolita ma assente nel Mediterraneo. Dopo lo squalo bianco, il tigre e il mako e' considerato il più pericoloso, nonostante non raggiunga la lunghezza di tre metri e mezzo: gli si attribuisce l'8 per cento degli attacchi. Si nutre soprattutto di altre specie di squali. L'acqua dolce non costituisce per lui un problema, e pertanto lo si puo' trovare anche nei grandi fiumi tropicali a migliaia di chilometri di distanza dalla foce, come nel Rio delle Amazzoni, lo Zambesi, il Gange, il Missisipi e il Tigri.

Carcharhinus longimanus  Carcarino longimano
Specie tropicale d'alto mare, la cui presenza nel Mediterraneo e' dubbia, mentre e' considerata comunissima su acque oceaniche. Le pinne pettorali tipicamente allungate gli hanno valso il nome specifico. La sua lunghezza massima e' di poco inferiore ai quattro metri. Viene da molti considerato uno degli squali più pericolosi, e forse il principale responsabile di molte stragi in occasione di naufragi avvenuti in mare aperto.

Carcharhinus melanopterus  Carcarino dalle pinne nere
Tipico squalo di barriera corallina, di media taglia, con la punta delle pinne elegantemente orlata di nero. E' presente nell'oceano Indiano, nel Pacifico occidentale e nel mar Rosso. Di qui, attraverso lo stretto di Suez, e' passato nelle acque costiere mediterranee dell'egitto. Ha attaccato attratto dal pesce fiocinato, per lo più senza esiti mortali.

Carcharhinus obscurus  Squalo bruno
Cosmopolita, comune tanto in acque costiere quanto al largo, soprattutto nei mari tropicali. E' presente, ma raro nel Mediterraneo sudoccidentale. Raggiunge la lunghezza di quattro metri. E' una specie che incute rispetto, e si sa che talvolta ha attaccato l'uomo.

Galeocerdo cuvier  Squalo tigre
Secondo solo allo squalo bianco nella fama di aggressore, e' il responsabile del 10 per cento degli attacchi. Tropicale e costiero, non e' mai stato osservato nel Mediterraneo. Raggiunge forse i sei metri di lunghezza massima. Molto aggressivo, non esita ad avventurarsi in acque bassissime oppure nelle sporche acque dei porti in cerca di cibo. E' uno degli squali dalla dieta più varia.

Isurus oxyrinchus  Mako o ossirina
Pelagico, cosmopolita in acque tropicali e temperate, e' presente ma non molto comune in Mediterraneo. Supera la lunghezza di quattro metri. E' uno squalo veloce, scattante e aggressivo, molto elegante, che si ciba prevalentemente di tonni e pesci spada ma che ha attaccato l'uomo più volte (9 per cento dei casi), spesso con esito fatale.

Negaprion_brevirostris  Squalo limone
Molto comune nelle acque costiere dei Caraibi e del golfo del Messico, e' invece assente dal Mediterraneo. La sua lunghezza massima e' di tre metri e mezzo. Ha attaccato l'uomo, specialmente se molestato.

Prionace glauca  Verdesca
Cosmopolita, pelagico, abitante delle acque temperato-calde, e' probabilmete lo squalo più comune del Mediterraneo. Di un bel colore azzurro sul dorso, non raggiunge i quattro metri di lunghezza. Anche se non viene considerato tra gli squali più pericolosi, il 4 per cento delle aggressioni umane e' a suo carico, e dovrebbe incutere rispetto.

Sphyrna mokarran  Squalo martello maggiore
E' la più grande (oltre sei metri di lunghezza) delle 8 specie di squalo martello, e pertanto considerata la più pericolosa, anche se attacchi da martelli (complessivamente il 5 per cento del totale) sono forse imputabili anche a specie più piccole. Presente nelle acque tropicali e temperato calde di tutto il mondo, costiere e pelagiche, si trovano anche in Mediterraneo, soprattutto lungo la costa africana.

   
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