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Sudafrica: Kleinbaai, la capitale degli squali

Luglio 2015

Autore: Giovanni Rossi Filangieri
Album originale

A circa 200 km da Città del Capo in direzione di Capo Agulhas, sul promontorio di danger point e dell’omonimo celebre faro, c’è un piccolo villaggio di casette colorate affacciate su una baia di roccia e sabbia: Kleinbaai. Distanti solo venti minuti di barca ci sono Dyer Island e Geyser rock; tra queste due isolette, “Shark Alley”, il Viale degli squali. Geyser Rock è luogo di riposo e riproduzione di una nutrita colonia di Otarie del Capo (Cape Fur Seal) stimata in 60.000 esemplari. A Dyer Island in particolare dimorano alcune migliaia di pinguini africani, e molte specie di grandi uccelli marini come Cormorani, Albatros e Gabbiani antartici.
Nell’oscurità dell’oceano intorno a queste rocce si spostano in perenne ricerca di prede i loro antagonisti per eccellenza: i grandi squali bianchi. In queste acque, infatti, vi è una delle maggiori colonie di questi grandi predatori. Kleinbaai è un luogo leggendario proprio tra gli amanti degli squali, ed in particolare del grande squalo bianco, ed è la sola ragione per cui Gansbaai, il più famoso villaggio vicino, è noto tra i luoghi culto del turismo naturalistico.
L’intero Villaggio di Kleinbaai vive del grande Squalo Bianco e le molte barche per le immersioni in gabbia con gli squali partono tutte dal suo minuscolo porticciolo naturale. Parlare di porto è un azzardo, poiché si tratta di una minuscola rientranza protetta dalla violenza dell’oceano solo da un piccolo antemurale e da una barriera naturale di Kelp. Le barche vengono messe a mare con i trattori e tornano a terra a fine giornata.
Qui tutto parla degli squali bianchi: dai negozi che espongono souvenir dedicati, ai tanti diving, alle case che spesso in giardino hanno vecchie gabbie antisqualo, alle poche guest house che hanno nomi legati al grande predatore. Persino l’unico ristorante sempre aperto si chiama “The Great White Restaurant”, un luogo alquanto suggestivo non solo per l’atmosfera, l’ottimo cibo e il grande camino, ma per l’enorme scheletro di balena appeso al soffitto che incombe sull’intera sala. Qui si proiettano di continuo foto e filmati del grande squalo bianco. Ha anche un fornitissimo gift shop.
A cena qui è facile incontrare personaggi leggendari, come Mike Rutzen, che ha il suo diving a poche centinaia di metri, o Andy Casagrande.

Se amate lo squalo bianco, è qui che dovete venire per vivere giornate indimenticabili, tra gente di mare e autentici appassionati.

Sarà bello passeggiare la sera sotto il cielo incredibilmente stellato e terso, ripensando a ciò che si è fatto e visto.

E nel silenzio di questo angolo sperduto di mondo, rotto talvolta dal canto delle balene di passaggio, potreste persino sorprendervi a piangere di commozione.

   
© 1999-2017 Antonio Nonnis  
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