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Squali martello Sphyrna mokarran nell'Isola di Malpelo - Columbia -

Marzo 1999
Di Fulvio Colombi videoperatore subacqueo professionista.

Il video della spedizione a Malpelo è stato trasmesso da RaiTre Nazionale. Nella sua carriera ha ottenuto vari riconoscimenti tra cui:

Il suo filmato "Oasi di corallo" girato in Sudan è stato trasmesso l'8 Gennaio 1999 da SuperQuark. Per il suo lavoro "Noise" ha ottenuto una menzione speciale al festival di Antibes nel 1999.

Il viaggio

Parto da Cagliari il 9 Marzo 1999, destinazione Roma. Alle otto di sera sono a casa dell'editore Cocchetti, dove conosco anche l'altro membro della spedizione, Paolo Monachello. L'indomani, alle cinque del mattino, ci svegliamo per il trasferimento all'aereoporto con ben 19 bagagli e un peso complessivo di circa 300 kg. Partiamo, e in successione, durante le circa venti ore di volo, tocchiamo Londra, Caracas, Bogota' e infine Cali, in Colombia, dove arriviamo distrutti per il fuso orario e il trasporto dei bagagli. Pernottiamo in un hotel che si chiama Americana e l'indomani uno di noi resta sempre in camera per controllare che non ci rubino niente.

La citta' e' alquanto povera, situata in un territorio controllato dalla FARC (Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane), che marchiano tutto, anche i mezzi di trasporto, con un logo particolare. Il veicolo che ne fosse sprovvisto, verrebbe distrutto immediatamente. La FARC controlla il narcotraffico, ed ha la base all'interno della foresta tropicale ai piedi della Catena Andina. La guerra tra le Autorita' e la FARC, ogni giorno riempie le pagine dei quotidiani locali e i telegiornali, e le notizie raccontano le stragi compiute. In citta' ci viene sconsigliato di uscire la notte, ed anche di non portare l'orologio perche' sicuramente ci avrebbero rapinato.

L'indomani incontriamo il quarto Italiano, Stefano, che ha il compito di metterci in contatto con un boss locale che a sua volta avrebbe procurato un' imbarcazione. Troviamo il boss, un uomo alto un metro e novanta di almeno 150 chili che si chiama Franco. Carichiamo i bagagli nel suo pulmino e partiamo per "Port Buenavventura".

Il tragitto notturno, in mezzo alla foresta, e' molto pericoloso, Franco guida come un matto tenendo in vista una pistola P38 per ogni evenienza. Sembra di stare dentro un film. Finalmente arriviamo in un porto buio, osservati da persone di colore dal volto sinistro mentre ci occupiamo delle operazioni di carico. Per raggiungere l'Asturia, che ha tutta l'aria di essere un vecchio peschereccio malandato, facciamo sponda su una nave in disarmo.

Iniziamo la traversata, e sono 530 km e 25 ore di mare lungo, con l'Oceano Pacifico che resta tranquillo. Ore 6.00, sento le macchine che si fermano e dal mio oblo' scorgo nella penombra la sagoma di una enorme montagna che cade a picco sul mare: ecco Malpelo! Insieme alle isole di Cocco e alle Galapagos forma il così detto Triangolo d'oro. Pare che Darwin la visito' prima delle Galapagos, la cui natura contribuì definitivamente alla formulazione della sua teoria dell'evoluzione attraverso la selezione naturale delle specie.
Malpelo e' un'isola vulcanica alta circa 900 metri, priva di vegetazione e con le coste che cadono a picco sul mare. Su un pianore a circa 300 metri di altezza ha sede un avamposto militare, dove tre uomini assicurano l'attivita' di una radio trasmittente per conto del Governo Colombiano, ed al tempo stesso controllano il Parco Naturale in cui vivono specie animali che non si trovano in nessun'altra parte del mondo.

Nei giorni di permanenza a bordo, si alternano immersioni e riprese subacquee a ritmo serrato. Ma non lavoriamo con tranquillita' perche' la custodia della BetaCam, la seconda macchina da presa, si e' spaccata nel trasporto aereo e dunque possiamo contare soltanto sulla mia camera digitale. Sott'acqua la situazione non e' facile: forti correnti, acqua torbida e tanto pesce.

Mandrie di centinaia di squali martello ci sfilano accanto, il fondale e' incredibilmente ricco di murene (in una tana ne abbiamo contato una decina), cernie, Jack fish, carangidi e c'e' perfino chi dice di aver incontrato uno squalo bianco di 6 metri per due volte. I denti di cane sono presenti solo su bassissimi fondali, e gli effetti del moto ondoso si notano anche a 20 metri di profondità a causa dell' azione delle forti mareggiate che formano onde e movimenti di marea incredibili.

Nello stesso periodo, nella zona era presente un'altra barca, L'Inzan Tiger, con a bordo la biologa Guardia Marina Alessandra Hanon Bessudo, a cui e' affidata l'area protetta. L'ultimo giorno abbiamo effettuato le riprese sull'isola e l'unico modo di salire era una scala sorretta da un ponte di ferro sospeso sul mare, da cui pendeva una scaletta in corda alta circa 10 metri. Irracontabile roba da freeclimber. Saliamo da un gommne che faceva su e giu' insieme alle le onde. Una volta fatta, iniziamo a girare la nidificazione delle sule, i granchi endemici, le lucertole e tutto il resto.

Durante tutto il periodo, abbiamo vissuto sulla barca che rollava e beccheggiava, con una umidità nell'aria, segnata dall'igrometro, di circa il 75%. Nel viaggio di rientro la barca ha perso un'elica, incredibile, e abbiamo viaggiato a velocità ridotta. Il rischio corso è stato enorme, perché la barca non era dotata di sistemi di segnalazione.

Sull'aereo, durante il ritorno, non possiamo fare a meno di tirare un bel respiro di sollievo, ma anche un gran sospiro, pensando alla bellezza selvaggia ed inospitale dell'Isola di Malpelo.

Fulvio Colombi
   
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