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Squali grigi in Sicilia.

I Carcharhinus plumbeus dello Scoglio di Lampione

Agosto 1964

Il subacqueo e fotografo Roberto Merlo documentò sul mensile 'Mondo Sommerso' nell'agosto del 1964 la presenza degli squali grigi nelle acque dell'isolotto deserto del Canale di Sicilia, al largo di Lampedusa. Secondo Merlo, ad attirare questi pesci predatori - tuttora presenti a Lampione - sarebbe stata anche la pesca con il tritolo praticata allora dai pescatori lampedusani: gli squali si sarebbero cibati dei pesci uccisi dalle deflagrazioni e sfuggiti alle reti.


Quello proposto da REPORTAGE SICILIA è probabilmente uno dei primi articoli giornalistici dedicati agli squali di Lampione, il grosso roccione deserto che si erge sul mare del Canale di Sicilia, 12 miglia ONO da Lampedusa e già noto ai naviganti di epoca greco-romana con il nome di ‘Schola’.

La storia di questo estremo lembo d’Italia, geologicamente legato alla piattaforma continentale africana, lascia spazio a poche indicazioni: un divieto di approdo per motivi sanitari – motivato dal rischio di contagio della peste libica, nel 1783 – e la scoperta tra i fondali dello scoglio, nel 1897, di un florido banco di spugne nere, oggetto di razzia ad opera di pescatori greci e dalmati.


Il reportage venne pubblicato nell’agosto del 1964 dalla rivista ‘Mondo Sommerso’, a firma del subacqueo Roberto Merlo. Quest’ultimo, poche settimane prima vi aveva organizzato una spedizione di tre giorni, proprio con l’intento di documentare la presenza degli squali. Grazie all’aiuto di Raimondo Di Malta, definito “il famoso oste di Lampedusa”, un paio di pescatori della maggiore delle Pelagie trasportarono a Lampione l’equipe di subacquei, ed i viveri necessari alla sopravvivenza su quel rettangolo di terra lungo 250 metri ed alto 36, popolato solo dalle berte maggiori, da lucertole e formiche di origine africana.

Il reportage di ‘Mondo Sommerso’ restituisce l’immagine crudele della caccia con il fucile agli squali – una pratica oggi fortunatamente avversata dalla maggioranza dei subacquei – ed i colori del mare di uno dei pochissimi luoghi ancor oggi davvero selvaggi del mar Mediterraneo. Ai nostri giorni, Lampione ospita un colonia di squali grigi e squali martello. Nel 1964, le fotografie di Roberto Merlo documentarono una circostanza da mettere forse in relazione alla presenza di questi pesci pelagici: l’utilizzo del tritolo da parte dei pescatori provenienti da Lampedusa.

Scrive Merlo:
   
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