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Isole Tsoi, Papua Nuova Guinea

Cronaca di un rischio annunciato con i grandi squali dalle punte argentee

  Carcharinus albimarginatus
Luglio 1996
Di Franco e Mina Banfi

Avevo letto di una localita' sperduta nel Pacifico dove squali di quasi tre metri di lunghezza si lasciano avvicinare a distanza di grandangolo. E non squali "qualunque" ma i terribili Carcharinus Albimarginatus, animali d'alto mare potenzialmente molto pericolosi perche' sono attratti dalle bolle dei sub. Foto di questi squali ne avevo viste pochissime, data la rarita' dell'incontro. E cosi' sto volando in compagnia di mia moglie Mina verso la lontana Papua Nuova Guinea, con destinazione Kavieng, capoluogo della Nuova Irlanda. Qui ci imbarcheremo sulla motobarca "Tiata" per fare una crocera che ci portera' a "Silver Tip", la secca con gli squali che si trova un miglio al largo delle Isole Tsoi.

Tra il dire e il fare ...Ma non e' cosi' semplice come a dirsi. Il terzo giorno di crocera dovremmo essere gia' arrivati. E invece siamo ancora molto lontani. Le avverse condizioni del mare ci hanno reso la navigazione difficile e cominciamo a pensare che, forse, non riusciremo mai ad immergerci su questa mitica secca.

Del tutto inaspettatamente invece, il sesto giorno il mare comincia a calmarsi. All'alba del settimo, ormeggiamo finalmente a una boa fissata sul reef di "Silver Tip". Il sommo della secca si trova a 12 metri. Decido cosi' di portare con me due custodie, per avere piu' fotogrammi ma soprattutto per disporre di due diverse ottiche con cui riprendere gli squali.

Chi va in affanno e' perduto. Siamo pronti a tuffarci. Kewin, il capitano della barca, ci ripete per l'ennesima volta il briefing, che ormai sappiamo a memoria. Ma e' importante che tutti abbiamo ben chiaro che tipo di immersione stiamo per fare. Gli squali a volte sono molto tranquilli, ma spesso non lo sono affatto. In ogni caso si avvicinano fin troppo ai subacquei e una persona che abbia un po' di paura puo' facilmente farsi prendere dal panico e perdere il controllo. "Se qualcuno si spaventa", conclude Kewin, "deve sospendere l'immersione e risalire a bordo nuotando con calma, per non attirare l'attenzione degli squali".

Guardiamo l'acqua con apprensione, cercando di intravvedere attraverso la superficie trasparente qualche sagoma affusolata. Ma e' inutile indugiare. Con un balzo ci lasciamo cadere in acqua, prendiamo le macchine fotografiche e scendiamo verso il sommo della secca. Si vedono gia' gli squali ma sono ancora lontani, nuotano a scatti sul fondo sabbioso ad una profondita' di 45 m circa. Ma appena scendiamo di pochi metri, i punta argentee piu' curiosi risalgono dal fondo per venire a osservarci. Sono ancora un po lontani, ma comincio a scattare alcuni fotogrammi affascinato dai movimenti e dalla loro forma cosi' perfetta.

Accerchiati da otto femmine. Dopo pochi minuti ci troviamo circondati da otto squali dalle punte argentee, il piu' piccolo e' lungo appena un metro e mezzo, ma il piu' grosso arriva quasi a tre. Poi ci spiegheranno che sono tutte femmine, forse in periodo di riproduzione. Si avvicinano sempre di piu' ed ho un attimo di esitazione. Poi pero' si allontanano e non si capisce se siamo noi a studiare loro o viceversa. Ci passano sopra la testa, stagliandosi contro il sole, mostrandoci la loro sagoma. Ora uno dei piu' grandi mi si avvicina.

Impugno la custodia con l'ottica macro, lo inquadro perfettamente nel mirino, la testa contornata da pesci pilota e l'occhio plumbeo che osserva ogni mio movimento. Scatto. Al lampo del flash non si scompone minimamente e continua imperterrito nella sua traiettoria. Ora impugno la custodia con il grand'angolo, ma ho un po' di paura a brandeggiare il flash a mano. Non vorrei che un movimento sbagliato potesse in qualche modo innervosire i "miei modelli". Ma gli squali tengono d'occhio tutti i miei movimenti senza preoccuparsi minimamente, mostrando una perfetta sicurezza delle proprie azioni.

Finalmente ci passa la paura... Dopo un po' di tempo trascorso sott'acqua i punte argentee non ci fanno piu' paura, il loro movimento e' cosi' tranquillo che sembrano inoffensivi. Rimane da spiegare come mai questi Carcharinus Albimarginatus, una specie che di solito vive in alto mare e si spinge fino a notevoli profondita', stazionino qui, su questa secca. Forse e' perche', come Kewin mi spiega piu' tardi, Ron e Valerie Taylor, due tra i maggiori esperti di squali del mondo, hanno fatto proprio in questa zona i primi esperimenti di "shark feeding". Da allora, pare, gli squali se ne ricordano e non hanno mai piu' lasciato Silver Tip.

   
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