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Un incontro a sorpresa con il Pinna Bianca Oceanico nel 1995

Autore: Chuck Babbitt

Era il Febbraio 1995 quando incontrai il pinna bianca oceranico

Ci trovavamo a 20 miglia ad est della baia di Kanohe, tra O'ahu e Moloka'i. Eravamo in 4, cercando di godere, ma senza successo, di una bella giornata invernale Hawaiiana su una barca di sei metri circa. Quattro...il capitano Thad, Sheila la sua fidanzata, il mio amico Dan e io.

Ci trovammo circondati da un grosso gruppo di focene, di circa 40 o 50 animali, che si dirigevano lentamente ad ovest, verso O'ahu. Le balene occupavano un paio di acri di acqua blu, muovendosi molto lentamente.Io ho afferrato la maschera, le pinne, il boccaio e la mia vecchia Nikonos e sono scivolato in acqua. Scoprii piu' tardi che questa non era la maniera di agire, e in aggiunta anche in violazione della Carta di Protezione dei Mammiferi Marini.

Nuotai fuori dalla barca in direzione di un grande maschio. Come approcciai verso di lui,giro' lentamente da una parte guardandomi con indifferenza e torno' ad andare per la sua strada. Io restai con la sua, scioccante immagine, per circa 10 minuti. Il mio cuore correva per l'emozione di essere stato a cosi' stretto contatto con un grande animale in oceano aperto, niente al di sotto di me, solo duemila piedi di acqua blu.

Nuotai indietro verso la barca e vi saltai dentro, sorridendo e ridendo, completamente divertito dall'esperienza. Thad e Dan presero ad alternarsi nell'uso della mia attrezzatura a scattare foto delle balene (grossi esemplari della famiglia delle focene) e nella conduzione dell'imbarcazione. C'era ancora pellicola, presi l'equipaggiamento a Dan e scivolai giu'.

Di nuovo vidi un grande maschio fluire attraverso il blu, ma scivolava via davanti a me con lenti e blandi colpi della sua coda. Dan mi lancio' una cima dalla poppa della barca, trainandomi attraverso l'acqua intorno e leggermente davanti al lento maschio che incrociava. Andavo e nuotavo lontano dalla barca a circa quindici piedi da lui. Ero ancora molto eccitato, ma allo stesso tempo sentivo un irreale senso di tranquillita' e di pace. Mi torno'  in mente, da racconti e video che avevo visto, che una donna era stata trascinata per un piede a circa quaranta piedi sott'acqua da un maschio "giocherellone" di focena, ma questo animale non sembrava interessato o infastidito dalla mia presenza.

Il maschio scese a circa venti piedi sotto, cosi' presi fiato e andai giu' per fargli alcuni scatti ravvicinati. Mentre nuotavo in giu', inizio' a ciarlare e cinguettare, i primi suoni che udivo da uno di questi animali. Appena inizio' a mancarmi il respiro, girai e andai verso la superficie, e guardando orizzontalmente nel blu ebbi una sorpresa. C'era un pinna bianca oceanico accompagnato da tre pesci pilota bianchi e neri. Era a una distanza di circa venti piedi, mi dava il lato sinistro, scivolando a circa cinque piedi dalla superficie.

Immediatamente gli scattai una foto, e, appena ripresa aria, gridai qualcosa di incomprensibile attraverso il boccaio. Come tornai a guardare in basso, qualcosa catturo' la mia attenzione, ero stanco di girare in acqua e vidi un altro pinna bianca a circa venticinque piedi sulla mia destra. Continuando a ruotare, ne vidi un altro dietro di me. Mi stavano circondando muovendosi in senso orario. Tirai fuori la testa in superficie, sputai il boccaio e urlai alla barca che sembrava essere lontana un miglio (circa 150 piedi), "Venite qui! Sono circondato dagli squali!", chiesi con calma. Giusto. Sheila mi disse che stavo gridando come una ragazzina.

Guardai giu' verso il primo squalo, avevo notato che era piu' lontano ma che si muoveva stranamente. Le lunghe pinne pettorali erano leggermente abbassate, la sua parte posteriore arcuata e il muso era contratto e tirato da parte a parte. Scattai velocemente un'altra foto e tornai a cercare la barca.

Sentendomi gridare "Squali", Thad ha cercato di accendere il motore ingolfandolo. Per fortuna e' ripartito giusto in tempo e Dan precipitandosi verso poppa ha afferrato la cima usata per trainarmi nell'acqua. Dan volo' quasi fuori quando Thad alla fine mise in moto e si precipito' verso di me.

Io afferai la cima appena la barca scivolo' verso di me, e tra il vigore di Dan e la mia Adrenalina per poco non levito fuori dall'acqua. Guardammo indietro mentre uno dei predatori scivolava sulla poppa della barca, certamente contrariato dal fatto che cio' che sembrava assomigliare ad una facile preda improvvisamente fosse scomparsa nell'aria.

Risi per quasi tutto il tragitto fino alla scaletta della barca, suonato dall'overdose di adrenalina. Piu' tardi appresi leggendo un libro sulla storia naturale di Palau, che non e' consigliabile entrare in acqua con le focene, in quanto "spesso sono accompagnate da grandi squali pelagici". E me lo dicono adesso ...

I pinna bianca oceanici (Carcharhinus longimanus) sono grandi predatori dell'oceano aperto, comuni nelle profonde acque tropicali di tutto il mondo. Sono considerati fra i quattro squali piu' pericolosi per l'uomo, insieme allo squalo bianco, il tigre e il bull (ndr. C. Leucas). Non avvicinandosi alla terra ferma, sono piuttosto un pericolo per le vittime dei naufragi (e degli idioti che nuotano im mare aperto con le focene).

Riguardo alla taglia degli squali da me incontrati, e' facile esagerare, ma potrei dire che erano tra i 6 gli 8 piedi. Sono riuscito a fotografarne soltanto uno, un maschio, (identificato dalle appendici che aveva sotto), accompagnato da tre pesci pilota. Gli altri due li ho visti brevemente mentre mi rigiravo. Non mi sono fermato per guardare le appendici o contare i pesci pilota. Ha divertito molto i miei amici il fatto che ero cosi' eccitato nel girarmi tre volte che ho visto sempre lo stesso squalo. Ma io ne visti tre... quello e' accaduto e cosi' lo racconto.

Quanti reali pericoli ho corso ? E' difficile sostenere che io fossi in procinto di essere attaccato, ma la situazione non era buona. I movimenti fisici dello squalo che stavo guardando indicavano un'eccitazione crescente e una crescente minaccia, e non avrei potuto guardare anche gli altri due nello stesso momento. Sono sicuro che i miei movimenti nel raggiungere la superficie un paio di volte e la semplice carica elettrica che diffondevo nell'acqua per la paura e l'adrenalina deve averli almeno incuriositi. Gli squali tendono ad essere cauti e probabilmente mi avrebbero toccato un paio di volte per valutare la mia resistenza prima di provare ad assagiarmi. Fortunatamente per me queste sono tutte congetture.

Oh si, ancora qualche dettaglio. Le focene hanno continuato ad incrociare lentamente per mezz'ora o quarantacinque minuti circondandoci. Ma i miei amici mi hanno detto che appena prima che sentissero le mie richieste di soccorso, l'intero gruppo aveva iniziato ad agitarsi e poi a saltare e nuotare verso la mia direzione. Cosa questo avesse a che fare con me e i miei piccoli incontri, io non lo so. Ma questo e' successo nel momento in cui ho sentito il maschio di focena sotto di me iniziare ad emettere dei suoni.


   
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