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La pericolosità del Grande Squalo Bianco per gli esseri umani

Il Grande Squalo Bianco è lo squalo che chiunque e' portato a odiare. La star del libro "Jaws", chiamato anche la morte bianca in Australia, e quello a cui molta gente pensa al solo sentire la parola "squalo". Il grande squalo bianco e' capace di ingoiare un uomo senza masticarlo.

Il pensiero di essere mangiati vivi spaventa cosi' tanto che la gente diventa irrazionale con qualunque cosa abbia a che fare con gli squali. L'autore, Peter Benchley, conosceva lo squalo bianco fin troppo bene, avendo lavorato per il National Geographic magazine e spesso frequentava le imbarcazioni ascoltando storie di squali.

Egli ebbe l'acutezza sufficiente per inculcare la paura nella gente, quando scrisse "Jaws". E' interessante che tutta la storia si basa su fatti realmente accaduti in New Jersey nel 1916.

E' ancora piu' interessante notare che dopo la ricerca si pensa che gli attacchi furono opera di un Zanibezi, o Bull Shark, e non di uno squalo bianco come ritenuto precedentemente. Si crede che la morte bianca possa vivere fino a piu' di 100 anni ed e'considerato lo squalo piu' pericoloso in assoluto.

Pero' c'e' da dire che molti degli attacchi di cui e' stato accusato sono adesso attribuiti ai Bull Shark. Il piu' alto numero di attacchi e' stato resgistrato, sorprendentemente, in California, USA, con almeno 65 attacchi conosciuti, l'Australia giunge seconda.

Molti degli esemplari piu' grossi sono stati notati nel Sud Australia, che e' tuttora il miglior posto al mondo dove andare a vederli. La massima taglia ufficiale e' 6,4 metri (21 piedi) di lunghezza, e 3312 Kg/7302lb di peso. Ci sono state asserzioni esagerate di individui sopra i 30 piedi ma molte sono risultate false. Attualmente si pensa che possano crescere al massimo fino a 25 piedi. Nel 1978, fu catturato uno squalo che misurava 9 metri (29,5 piedi) ma non fu verificato ufficialmente. Lo squalo bianco mette al mondo esemplari formati, al contrario di altre specie di squalo che sono ovipare. Il piccolo non riceve cure parentali dalla madre, deve subito badare a se stesso e si crede (in base ai feti trovati in una femmina gravida) che alla nascita raggiunga la lunghezza di 4 piedi.

Ho visto alcune loro foto, e sembravano perfette miniature degli invidividui adulti, oltre ad essere grandi quanto molti altri squali non sarannno mai nemmeno in eta' matura. Il piu' piccolo squalo bianco mai catturato era lungo appena 47 pollici e si pensa che fosse un neonato. Crescono circa 10" / 25cm all'anno, per raggiungere la completa maturita' in 10 anni. Appartiene alla famiglia chiamata degli squali maccarello, che comprende in tutto 5 specie, incluso il mako, e cosi' chiamata per via dalla forma della coda, simile a quella dei maccarelli. Questi squali, come pure lo squalo volpe, possono regolare la loro temperatura corporea e mantenerla piu' elevata di quella della acque circostanti.

Lo squalo bianco ha alcuni dei sensi piu' altamente sviluppati di ogni altra creatura, altri squali compresi. Piccoli buchi simili a pori della pella circondano la sua testa, e sono chiamati Ampolle di Lorenzini. Sono piene di una sostanza gelatinosa e permettono allo squalo di rilevare sbalzi di corrente dell'ordine di 0,005 microvolt, al punto da essere in grado di individuare le prede mediante il loro battito cardiaco o il movimento delle branchie. Quindi possono rintracciare anche i pesci che si stanno nascondendo.

Sebbene siano stati trattenuti in diversi acquari in giro per il mondo, raramente sono sopravissuti piu' di pochi giorni. Molti di loro si sentirono male gia' prima di raggiungere l'acquario. Nel 1980 un esemplare in buone condizioni di 7,5 piedi e' stato trasportato allo Steinhart Aquarium di San Francisco, USA, attrezzato per veloci nuotatori pelagici, da oceano aperto. Si trattava di una vasca su cui gli spettatori assistevano da un centro di osservazione, ed in cui era presente una corrente circolare seguita da una certa quantita' di pesci. Era un ambiente abbastanza sano dove mettere un giovane squalo bianco. La nuova arrivata fu chiamata Sandy e piu' tardi il direttore dell'acquario confesso' che era si il sogno dell'acquario, ma anche il suo incubo.

Il primo problema sembrava un'eccessiva sensibilita' alla luce, che fu abbassata. Tuttavia la disturbava anche il buio completo, cosi' qualche luce fu tenuta accesa per tutta la notte. Il video fotografo Al Giddings, nuoto' con lei nell'acquario per riprendere il suo comportamento, che non mostro' piu' di  un modesto interesse nei suoi confronti e in quello degli altri pesci. Rifiuto' tutto il nutrimento  che le fu offerto e inizio' ad aumentare la sua velocita' nella vasca man mano che si ambientava. Inizio' presto ad urtare ripetutamente e duramente il naso in alcune saldature metalliche che sporgevano di circa 4 pollici, problema risolto con delle coperture di plastica sopra le stesse. Si noto' che Sandy nuotava stranamente in corrispondenza dello stesso punto della vasca anche se gli esperti non trovarono niente di inusuale in quell'area.

Piu' tardi fu rilevato dietro il muro proprio in quel punto, un'impercettibile sbalzo di attivita' elettrica di appena 0.125 millivolt, cosi' piccolo che gli altri squali e i pesci della vasca non l'avevamo mai accusato. Continuando a urtare la testa, alla fine sarebbe morta, ma il il problema non sarebbe stato scoperto senza lo svuotamento della vasca. Fu deciso di rilascarla prima che si ammalasse, la portarono in un punto gia' noto per la presenza di squali bianchi e la lasciarono andare. Il comportamento indolente mostrato per tutti i 4 giorni di cattivita' cesso' immediatamente e Sandy spari' nel profondo del mare.

C'e' un resoconto di Don Nelson, biologo ricercatore alla California University, che durante un battuta di pesca subacquea si ritrovo' con uno squalo bianco che nuotava sopra di lui. Accadde in Florida nel 1960. Urlo' brandendo l'arpione verso l'animale che prese a nuotargli intorno un paio di volte senza mai attaccare. Suppongo perche' lo squalo fosse cosi' abituato a rincorrere le sue prede che era piuttosto incuriosito da quella creatura fatta di bollicine.

Nella rivista Sharks and Divers #1 (Sett. 1997), Jeremiah Sullivan racconta una storia assolutamente stupefacente di una sua nuotata con uno squalo bianco fuori dalla gabbia nel Sud Australia. Ci sono anche un paio di foto in bianco e nero che lo comprovano. Ha afferrato la coda di questo mostro di 16 piedi che l'ha trainato a fare un giro. Di seguito, e' riportata una piccola parte del resoconto.

Quel pomeriggio Jeremiah ebbe cinque contatti con lo stesso esemplare di squalo bianco. Ce n'erano tre esemplari da quelle parti, e ebbero tutte le opportunita' di attaccare i sub, ma non lo fecero. Il grande squalo bianco e' sempre stato considerato il re dei mari e secondo gli esperti non viene attaccato da nessun animale. Recentemente pero' uno dei lettori di queste pagine mi ha scritto per rivelarmi di alcuni fatti nuovi accaduti alla fine del 1997, dove un'Orca ne ha attaccato e ucciso uno.

Lo squalo era lungo circa dieci piedi, che e' una taglia rispettabile ma nemmeno la meta' di quella che puo' raggiungere, e l'Orca era di circa 20 piedi. (Crescono fino a circa 30.) Sembra che l'Orca non avesse la necessita' di proteggere il cucciolo che era con lei e che lo squalo si tenesse a debita distanza. Si pensa che la madre stesse insegnando al piccolo come nutrirsi perche' non lo ha mangiato dopo averlo ucciso, ma piuttosto l'ha dato a lui.

Johnathon Kathrein, un ragazzo di 16 anni era con la sua tavola a circa 50 yards al largo di Stinson Beach, California, quando fu attaccato da uno squalo bianco stimato in circa 10 piedi di lunghezza. Johnathon afferro' le aperture branchiali e strappo' fino a che lo squalo non lascio' la presa sulla sua coscia, poi si diresse faticosamente verso la tavola e fu trainato a riva dai suoi amici.

Era in stato di shock e aveva un squarcio nella coscia lungo circa 12 pollici. Piu' tardi fu operato e dalle notizie avute sembra che ora sia tutto ok. L'area e' ben nota per l'abbondanza di foche e leoni marini, le prede preferite dello squalo bianco.


   
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