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Maggio 2000: pescato uno squalo capopiatto al largo dell'isola di Tavolara

Che all'amo avesse abboccato qualcosa di grosso Edoardo Varchetta l'ha capito subito. Ma che fosse uno squalo, il pescatore di Golfo Aranci l'ha potuto sapere solo al termine di una lunga battaglia.

Era uscito per mare ieri mattina. Giornata tranquilla fino all'incontro col bestione: Varchetta ci si è imbattuto in una zona che si trova a venti miglia al largo dell'isola di Tavolara. Tirarlo a bordo è stato tutt'altro che facile: lo squalo, lungo circa due metri e 50 centimetri, pesava la bellezza di 160 chilogrammi.

Nonostante le dimensioni di tutto rispetto, l'animale catturato dal pescatore di Golfo Aranci non è pericoloso per l'uomo. Si tratta, secondo i risultati delle analisi condotte dal biologo Benedetto Cristo, del dipartimento di Zoologia e antropologia dell'università di Sassari, di un esemplare di squalo capopiatto Hexancus griseus.

Si tratta di una specie che solitamente cerca le sue prede tra i 400 e i 1000 metri di profondità, e dunque su fondali inaccessibili all'uomo, campioni di discesa subacquea compresi.

Il "capopiatto" è piuttosto diffuso nei mari della Sardegna e della Sicilia e di tanto in tanto capita che ne venga catturato qualche esemplare. Preda nient'affatto rara, dunque, anche se pescare uno squalo, assicura Edoardo Varchetta, dà sempre una certa emozione.


   
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