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Lo Squalo Mako

Tratto da : The Book of Sharks di Richard Ellis © Richard Ellis 1997

Il mako Isurus oxyrinchus e' la quint'essenza dello squalo. Probabilmente e' il piu' aggraziato di tutti gli squali, il piu' proporzionato, il piu' veloce, dai colori piu' spettacolari, il migliore per la pesca sportiva, e uno degli animali dall' apparenza piu' antipatica della terra. Come gli altri squali maccarello( o sgombroidi), il grande squalo bianco, e lo Smeriglio, il mako ha una coda homocerca (i lobi uguali), con una chiglia orizzontale appiattita alla base. Hanno una bella linea aereodinamica, con un muso conico, occhi neri, seconda piccola pinna dorsale, e la sopra citata forma della coda. Gli occhi neri gli danno un'espressione di intensa intelligenza che non dovrebbero possedere, uguale al look di un altro gruppo di predatori superbamente disegnati: i falchi.

Le carene degli squali maccarello sono strutture affascinanti e misteriose, mostrando una compressione nel senso dorso-ventrale dell'intera base della coda, chiamato anche peduncolo caudale. Si presume che questa caratteristica sia in relazione alla velocita' ed alla potenza nel nuoto, in aggiunta alla muscolatura ed alla struttura della coda, per una propulsione significativa. Tra gli squali, i macarelli mostrano chiglie piu' pronunciate, ma altre specie non associate alla velocita' riportano anch'esse questa modifica. Lo squalo balena e il basking shark, due mangiatori di plancton caratterizzati da movimenti lenti e ponderati, hanno la coda chigliata, e lo squalo tigre, noto per non essere veloce, ha questa caratteristica.

Molti dei pesci sgombroidi (tonno, macarello), e i pesci a becco (marlin, pesce vela), hanno una o piu' piccole chiglie, ma il pesce spada a becco largo e' l'unico teleost a mostrare lo sviluppo della coda simile agli squali maccarello. Nei miei disegni del mako ho provato ad evidenziare questa insolita struttura "torcendo" lo squalo piuttosto che mostrandolo di profilo.

Un'altra caratteristica che separa gli Isuridi da tutti gli altri Elasmobranchi e' la loro capacita' di conservare il calore e la temperatura corporea, notevolmente piu' alta di quella dell'acqua. Questo era noto da tempo per certi sgombroidi, specialmente per i tonni, ma , nel 1968 due biologi (Carey e Teal) scoprirono per primi questa caratteristica anche negli squali. Sono stati studiati solo i mako e lo smeriglio, ma lo squalo bianco, il terzo membro della famiglia, dove esaminato, ha mostrato le stesse modifiche strutturali, cosicche' si presume che essi condividano questa capacita'.

D'accordo con Carey e Teal, il calore e' conservato attraverso una serie di scambiatori di calore concorrenti, situati tra le branchie ed i tessuti. Gli scambi di calore formano una barriera termica tra il flusso del sangue ed il flusso di calore. Gli autori concludono che il potere muscolare triplica ogni dieci gradi aumento della temperatura corporea. Un mako che salta 15 o 20 piedi in aria, richiede una velocita' di partenza di 22 miglia orarie.

La riproduzione ed il parto del mako e dello smeriglio Lamna nasus sono simili. E' stato esaminata una mako gravida e furono trovati dieci embrioni, cinque mschi e cinque femmine, tra i 25 e i 27,5 pollici. Si ritiene che avessero chiuso il ciclo embrionale, in quanto sono stati catturati mako lunghi 31,5 pollici che nuotavano liberamente. D'accordo con Bigelow e Schroeder, gli smeriglio sono ovovivipari (le uova sono covate all'inteno della femmina) e nutriti in utero divorando le uova non fertilizzate ivi contenute, col risultato che lo stomaco diventa enorme per la massa dei tuorli aperti, formando il cosi' detto "yolk-stomach" (stomaco di tuorli). Possiamo supporre che lo stesso avvenga nei mako. Quasi tutti gli squali sono neri sopra e chiari sotto, ma pochi mostrano il drammatico contrasto tra la ricca superficie dorsale e il candido sottopancia del mako, separati spesso da una banda d'argento.

Il ritratto di profilo del mako enfatizza il muso conico insolitamente appuntito, caratteristica questa che gli ha valso il nome popolare di "squalo maccarello dal naso aguzzo". Altri nomi comuni sono "punta blue", "squalo maccarello" e "squalo bonito". (Il bonito e' una specie di sgombro) Il Mako ha denti particolarmente lunghi che non sono seghettati come quelli del suo infame cugino, il grande squalo bianco nemmeno a cuspide come quelli dello smeriglio. I denti di un grande mako sono mostruosi, assomigliano a coltelli ricurvi posizionati all'interno della mascella e appiattiti sulla superficie frontale aumentando la parvenza di coltelli.

Gli individui piu' giovani hanno denti piu' arrotondati, cosi' occorre analizzare un grande mako per vedere le complete e spaventose implicazioni di questi denti. Ernest Hemingway evidentemente ha visto grandi mako, e ne ha descritto uno nel Il vecchio e il mare. I denti di molti squali sono ripiegati all'indietro quando non usati, e l'apertura della bocca li fa raddrizzare, e cio' avviene limitatamente anche nei mako nei quali i denti inferiori sono sempre sollevati e gli danno, vivo o morto che sia, una espressione insidiosa che fa paura. E' la materia di cui sono fatti gli incubi. Per i grandi pescatori la pesca di un mako e' la materia di cui sono fatti i suoi sogni. Capace di esercizi spettacolari ed allo stesso tempo essere uno dei pochi pesci di decisa aggressivita', il mako ha dato una nuova dimensione alla pesca sportiva.

E' difficile giudicare la maggior altezza raggiunta fuori dall'acqua, ma sembra generalmente riconosiuto che un mako in lotta col pescatore puo' saltare fuori minimo venti piedi. I mako caricano le barche, qualche volta vi saltano giusto dentro, ed in generale forniscono un livello di impegno al di la delle ordinarie esperienze di pesca. Col mako potresti perdere non solo la tua preda, ma anche la tua canna e perfino il braccio. E' forse l'unico tipo di pesca sportiva dove ci sono reali elementi di pericoli personali. Il mako e' distribuito in tutto il mondo e preferisce le acque tropicali e temperate. Non socializzano e non sono mai stati visti in formazioni numerose. Come gli smeriglio, tende a abitare in acque piu' profonde rispetto allo squalo bianco.

Uno nota finale sullo stile di nuoto del mako comparato con quello dello squalo blu: lo squalo blu e'un nuotatore sottile e sinuoso, girandosi e torcendosi usando le sue lunghe e curve pinne pettorali. Al contrario il mako e' un nuotatore dal corpo rigido che avanza nell'acqua mediante piccoli colpi della sua nervosa e potente coda. Vedendo un mako nel proprio elemento si ha l'impressione di una definitiva efficienza muscolare blu.


   
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