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Squalo cieco

Brachaelurus waddi

(Bloch & Schneider, 1801)

Ordine: Orectolobiformi  Famiglia: Brachaeluridae  Genere: Brachaelurus

Descrizione

Lo squalo cieco è una delle due specie di squali tappeto della famiglia Brachaeluridae e con lo squalo di Colclough (Brachaelurus colcloughi), sono i soli membri esistenti del genere Brachaelurus. Ha un corpo robusto e un’ampia testa, talvolta appiattita con un muso smussato. I piccoli occhi ovali sono situati in alto sulla testa e hanno prominenti creste sotto; gli spiracoli ovali sono posizionati dietro e sotto. Le narici sono poste quasi sulla punta del muso e davanti hanno lunghi barbigli e lembi di pelle ben sviluppati e scanalature attorno alle aperture di afflusso. Un paio di scanalature collegano le narici alla piccola bocca quasi trasversale.

Ci sono 32-34 file di denti nella mascella superiore e 21-29 file di denti nella mascella inferiore; ogni dente ha una dritta cuspide centrale e un paio di cuspidi laterali. Le 5 paia di fessure branchiali sono piccole, con il quinto paio vicino al quarto. Le pinne pettorali sono grandi e ampie, con i margini arrotondati. Le due pinne dorsali sono quasi uguali di dimensioni e hanno apici arrotondati; la prima pinna dorsale ha origine sulle basi delle pinne pelviche.

Le pinne pelviche sono arrotondate e quasi grandi quanto le pinne pettorali. La pinna anale è grande meno della metà delle pinne dorsali ed è posizionata molto vicino alla base della lunga e bassa pinna caudale. La pinna anale costituisce circa un quarto della lunghezza totale, con una prominente tacca ventrale vicino alla punta del lobo superiore. I denticoli dermici sono grandi e ruvidi.

Questa specie è marrone chiaro o scuro sul dorso, e più chiaro ventralmente. i giovani hanno anche bande scure sul corpo e sulla coda, che scompaiono con l’età.

Contrariamente al suo nome comune, lo squalo cieco ha una vista perfettamente adeguata. Fu chiamato così dai pescatori perché ritrae le sue pupille quando tirato fuori dall’acqua.

Habitat

E' una specie bentonica che generalmente abita la piattaforma continentale dalla zona intertidale, incluse le pozzette di marea abbastanza profonde da coprire il suo corpo, a una profondità di 73 m, sebbene sia stato registrato anche a 140 m. gli habitat preferiti sono aree rocciose e letti di alghe. Nella Nelson Bay, questo squalo è stato osservato mentre deponeva le uova sulle spugne.

Questa specie può vivere per più di 18 ore fuori dall’acqua. E' timido e sfuggente durante il giorno, con gli adulti che si nascondono in caverne e i giovani in anfratti. Di notte, si muovono sulle scogliere e sui letti di alghe per nutrirsi.

Distribuzione

L’areale dello squalo cieco è limitato nella costa orientale dell’Australia, da Mooloolaba, nel Queensland meridionale, a Jervis Bay, nel Nuovo Galles del Sud; vecchi rapporti al largo dell’Australia occidentale e settentrionale sembrano essere errori di identificazione con lo squalo bambù dalle bande marroni.

Alimentazione

Si nutre di piccoli invertebrati (granchi, gamberi, cefalopodi e anemoni di mare) e pesci ossei. Le prede vengono catturate tramite aspirazione.

Dimensioni

Può raggiungere una lunghezza di 90 cm – 1 m e 20 cm, sebbene la maggior parte di essi sono molto più piccoli.

Riproduzione

E' viviparo aplacentale con un ciclo riproduttivo forse di un anno. Le femmine partoriscono 7-8 piccoli durante l’estate; i neonati misurano 15-18 cm. I maschi raggiungono la maturità sessuale verso i 62 cm di lunghezza, e le femmine verso i 66 cm. In cattività vive fino a 20 anni.

E' stato spesso indotto a partorire in cattività, grazie al Sydney Aquarium che, con successo, ha mantenuto una colonia pronta a partorire.

Pericoli

Un noto parassita di questa specie è una specie non descritta di tenia del genere Carpobothrium.

Lo squalo cieco è fondamentalmente innocuo per l’uomo, sebbene possa mordere se provocato ed è difficile da rimuovere, avendo forti mascelle e una potente presa. Ci sono casi di squali ciechi che hanno morso le tute dei subacquei anche dopo essere emersi dall’acqua, rimuovendoli solo aprendo le mascelle degli squali.

Questa specie è uno dei pochi squali considerati decorativi per gli acquari privati, poiché anche crescendo raggiunge una piccola dimensione, e ha abitudini sedentarie, sebbene la sua natura notturna e reclusa lo rendono difficile da osservare.

La pesca commerciale non lo considera interessante, poiché la sua carne ha un sapore di ammoniaca che non è facile da eliminare. Viene catturato accidentalmente dalle reti a strascico e da altre metodologie di pesca al largo del Queensland e del Nuovo Galles del Sud. Piccoli quantità di squali ciechi vengono catturati dai pescatori sportivi, che li considerano un fastidio poiché la loro piccola bocca e le forti mascelle s’impigliano negli ami. È generalmente troppo piccolo per impigliarsi nelle reti antisquali che proteggono le spiagge.

L’International Union for Conservation of Nature ha valutato lo squalo cieco a Basso rischio, poiché resta abbondante e le varie pressioni da parte della pesca sembra non rappresenti una grave minaccia. Il suo areale si sovrappone ad un certo numero di Aree Marine Protette.

Note

I naturalisti tedeschi Marcus Elieser Bloch e Johann Gottlob Schneider originariamente descrissero lo squalo cieco come Squalus waddi nel loro Systema Ichthyologiae del 1801. Tuttavia, c’è incertezza sulla loro descrizione non sapendo se essi si riferissero a questa specie o allo squalo di Colclough, poiché si erano basati su un disegno di John Latham che poteva non essere riconosciuta dai successivi autori.

Nel 1907, James Douglas Ogilby coniò il genere Brachaelurus per questa specie, dal greco brachys “corto”e ailouros “gatto”. Nel 1973, Leonard Compagno collocò esso e lo squalo di Colclough nella propria famiglia. Questo squalo viene anche chiamato gattuccio bruno o pescecane scuro. Vari studi filogenetici, basati sulla morfologia, hanno concluso che la linea evolutiva dello squalo cieco è la stessa di quella dei wobbegong.

Fossili di squali ciechi sono stati trovati in depositi del tardo Cretaceo in Europa, così come in depositi del Pliocene in Cile e in Perù. Un numero di altre specie del genere Brachaelurus sono conosciute da testimonianze fossili.


Immagini

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Specie del genere Brachaelurus

   
© 1999-2014 Antonio Nonnis