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Squalo dal naso nero

Carcharhinus acronotus

(Poey, 1860)

Ordine: Carcharhiniformi  Famiglia: Carcharhinidae  Genere: Carcharhinus

Dentizione


Descrizione

Lo squalo dal naso nero ha un esile, corpo snello con un lungo muso arrotondato e occhi grandi. Vi è un lembo di pelle ben sviluppato davanti a ogni narice, definendo le aperture di afflusso e deflusso. Ci sono 12 – 13 file di denti nella mascella superiore e 11 - 12 in quella inferiore, con 1 - 2 denti al centro. I denti sono triangolari e obliqui, con i bordi seghettati; i denti superiori sono più robusti rispetto ai denti inferiori. Le cinque paia di fessure branchiali sono brevi, misurando meno di un terzo della lunghezza della base della prima pinna dorsale.

La prima pinna dorsale è piccola e un po’ falcata (a forma di falce), con un apice appuntito; la sua origine si trova sui margini posteriori delle pinne pettorali. La seconda pinna dorsale è relativamente grande, anche se alta meno della metà dell'altezza della prima. Non vi sono creste tra le pinne dorsali. Le pinne pettorali sono corte e affusolate. Il corpo è ricoperto di denticoli dermici sovrapposti che hanno 5 - 7 creste longitudinali (3 in soggetti molto giovani) che portano a 3 - 5 denti marginali.

La colorazione va dal grigio giallastro al verdastro o marrone sul dorso e bianco o giallo ventralmente. C'è una distintiva macchia scura sulla punta del muso che è più evidente nei giovani squali. Le punte della seconda pinna dorsale, il lobo superiore della pinna caudale, e talvolta il lobo inferiore della pinna caudale, sono scuri.

Habitat

Vive in acque costiere in praterie di posidonia, zone sabbiose e detriti corallini. Questa specie è segregata in base alle dimensioni e al sesso. In genere solo gli squali giovani si incontrano in acque poco profonde, poiché gli adulti preferiscono profondità oltre i 9 metri ed è più comune a 18 - 64 m.

Gli squali dal naso nero nell'Atlantico meridionale (al largo della costa atlantica degli Stati Uniti meridionali) migrano verso nord in estate e verso sud (o forse in mare aperto) in inverno; una migrazione simile si verifica per gli squali nel Golfo del Messico.

Gli squali dal naso nero dimostrano un alto grado di filopatria: sono stati documentati sia giovani sia adulti ritornare allo stesso luogo anno dopo anno.

Distribuzione

Si trova nelle piattaforme continentali ed insulari al largo della costa orientale delle Americhe, a nord fino Carolina del Nord fino a sud del Brasile, tra le Bahamas, il Golfo del Messico e il Mar dei Caraibi.

Alimentazione

Piccolo e rapido predatore, lo squalo dal naso nero si nutre principalmente di piccoli pesci ossei, tra cui corvine, pagelli, acciughe, pesce scatola spinosi e pesci istrice, così come polpi e altri cefalopodi. Nella corsa all’esca, la loro velocità permette loro di strappare cibo dai grandi squali come lo squalo grigio di scogliera dei Caraibi (Carcharhinus perezi).

Questa specie può formare grandi gruppi che talvolta sono associati ad alici e triglie.

Dimensioni

Misura di norma 1,30 m – 1,40 m di lunghezza per 10 kg di peso. La lunghezza massima e il peso registrati sono rispettivamente di 2 m e 18 kg.

Riproduzione

Come negli altri squali requiem, lo squalo dal naso nero è viviparo: dopo che gli embrioni in via di sviluppo esauriscono la loro riserva di tuorlo, il vuoto sacco vitellino si sviluppa in una connessione placentare attraverso la quale la madre fornisce nutrimento.

Al largo degli Stati Uniti, i maschi si pensa si riproducano ogni anno mentre le femmine si riproducono ogni due anni. In Brasile invece, complici le temperature più miti, il ciclo riproduttivo è più breve ed anche le femmine si riproducono ogni anno. La vitellogenesi, cioè la formazione dell'uovo all'interno dell'ovario, avviene in tarda estate ed è immediatamente seguita dall'accoppiamento e dalla fecondazione in autunno, in modo che la prole possa venire alla luce tra la fine della primavera e l'estate successiva.

La stagionalità di questi eventi suggerisce come i cicli riproduttivi siano traslati temporalmente di sei mesi tra gli esemplari boreali e quelli australi. La gestazione dura all'incirca 8 mesi in Brasile, dai 9 agli 11 negli USA. In genere nascono da 1 a 6 squaletti in una volta in zone a bassa profondità come le baie o nei pressi di mangrovie. Ad esempio si sa che molti cuccioli vengono alla luce nella Bulls Bay al largo della California del Sud. Le dimensioni della cucciolata non dipendono comunque da quelle della madre. I nuovi nati misurano da 38 a 50 cm.

Le femmine crescono meno rapidamente, ma alla fine raggiungono lunghezze ed età più elevate. In più gli esemplari del Golfo del Messico tendono a vivere più a lungo rispetto ai loro omologhi che vivono più a Sud. In queste zone meridionali gli animali non superano lunghezze di 90 cm e le raggiungono all'età media di 4.3 anni per i maschi e 4.5 per le femmine. Nel Golfo del Messico la lunghezza massima è più bassa (circa 85 cm), ma viene raggiunta a 5.4 e 6.6 anni d'età (ancora per maschi e femmine).

L'età massima è stata calcolata in 16.5 anni nell'Atlantico meridionale ed in 19 nel Golfo del Messico.

Pericoli

Sono preda di squali più grandi. Se messi alle strette, sono stati osservati in atteggiamento di minaccia verso i subacquei o verso altri membri della loro specie. L’atteggiamento consiste nell’inarcare il dorso con le pinne pettorali abbassate, le fauci spalancate e con un esagerato nuoto a zigzag.

Noti parassiti di questa specie sono i copepodi Nesippus orientalis, Perissopus dentatus, Pandaro sinuatus, Kroyeria sphyrnae, Nemesis atlantica, e Eudactylina spinifera, così come le tenie dei generi Paraorygmatobothrium e Platybothrium.

Non c'è traccia di attacchi da parte di questo squalo nei confronti dell'uomo. Si consiglia comunque prudenza se l'animale iniziasse a mostrare i tipici sintomi dello squalo che si sente minacciato.

La specie è oggetto di pesca sportiva ed è fonte di battaglia per i pescatori dotati di equipaggiamento leggero. In alcune zone ha anche una discreta importanza commerciale in quanto è catturato sia intenzionalmente sia incidentalmente in reti fisse o mobili. La pesca più intensa avviene in Florida sud - occidentale, Venezuela e Brasile; la carne viene poi venduta essiccata e salata. La pesca accidentale di questi squali avviene soprattutto ad opera di battelli per la pesca dei gamberi. Questo aspetto è critico in quanto spesso nelle reti finiscono esemplari giovani. Al largo degli USA, la pesca è regolata dal Fisheries Management Plan (FMP) del 1993 emesso dal National Marine Fisheries Service. Questo piano riguarda da vicino gli squali dell'Atlantico e del Golfo del Messico. La specie in questione è classificata all'interno del complesso degli "Small Coastal Shark" (SCS).

Dal 1999 al 2005, una media di 27.484 squali dal naso nero (corrispondenti a 62 tonnellate metriche) sono stati catturati ogni anno nelle acque territoriali statunitensi. Studi recenti da parte della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) indicano come questa specie sia stata sovrapescata sia nell'Atlantico che nel Golfo del Messico. Risale al 2009 la proposta dell'istituto sopracitato di istituire una quota massima separata che riguardi solo questa specie e che sia fissata in un numero di 6065 esemplari all'anno. Anche l'abolizione della pesca con reti alla foce nell'Atlantico è stata proposta.

Al contrario il livello della pesca di questa specie in Brasile sembra costante, mentre non ci sono dati attendibili per la zona caraibica. L'International Union for Conservation of Nature (IUCN) ha stabilito che la specie è prossima alla minaccia in tutto il mondo.

Note

Il naturalista cubano Felipe Poey pubblicò la prima descrizione dello squalo dal naso nero nel 1860 come Squalus acronotus, nelle sue Memorias sobre la historia natural de la Isla de Cuba. Autori successivi spostarono questa specie al genere Carcharhinus. Il tipo nomenclaturale era un maschio di 98 cm catturato al largo di Cuba. Sulla base dei dati morfologici, Jack Garrick suggerì nel 1982 che lo squalo dal naso nero ha un rapporto con un gruppo che contiene lo squalo guancia bianca (Carcharhinus dussumieri) e lo squalo macchie nere (Carcharhinus sealei), mentre Leonard Compagno propose nel 1988 che questo squalo appartenesse ad un gruppo con 5 altre specie tra cui lo squalo seta (Carcharhinus falciformis) e lo squalo di scogliera dalle pinne nere (Carcharhinus melanopterus).

Analisi molecolari sono state allo stesso modo equivoche riguardanti le relazioni filogenetiche dello squalo dal naso nero: le analisi di allozimi fatte da Gavin Naylor nel 1992 rivelarono che questa specie fosse il membro più basale di Carcharhinus, mentre le analisi del DNA ribosomiale fatte da Mine Dosay-Abkulut nel 2008 indicarono affinità tra questo e lo squalo orlato (Carcharhinus limbatus) o lo squalo dalla coda piccola (Carcharhinus porosus). Lo squalo dal muso bianco (Nasolamia velox), che si trova lungo la costa occidentale delle Americhe, può discendere dagli squali dal naso nero che hanno sperimentato gli effetti teratogeni della ciclopia incipiente.


Immagini

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Specie del genere Carcharhinus

Squalo dal naso neroCarcharhinus acronotusPoey, 1860
Squalo dalle punte argenteeCarcharhinus albimarginatusRüppell, 1837
Squalo nasuto o di KnoppCarcharhinus altimusSpringer, 1950
Squalo grazioso o del QueenslandCarcharhinus amblyrhynchoidesWhitley, 1934
Squalo grigio del reefCarcharhinus amblyrhynchosBleeker, 1856
Squalo di GiavaCarcharhinus amboinensisMüller & Henle, 1839
Squalo del BorneoCarcharhinus borneensisBleeker, 1858
Squalo ramato o baleniere bronzeoCarcharhinus brachyurusGünther, 1870
Squalo tessitoreCarcharhinus brevipinnaMüller & Henle, 1839
Squalo timorosoCarcharhinus cautusWhitley, 1945
Squalo guancia biancaCarcharhinus dussumieriMüller & Henle, 1839
Squalo setaCarcharhinus falciformisMüller & Henle, 1839
Squalo baleniereCarcharhinus fitzroyensisWhitley, 1943
Squalo delle GalapagosCarcharhinus galapagensisSnodgrass & Heller, 1905
Squalo di PondicherryCarcharhinus hemiodonMüller & Henle, 1839
Squalo dai denti sottiliCarcharhinus isodonMüller & Henle, 1839
Squalo pinna nera dai denti lisciCarcharhinus leiodonGarrick, 1985
Squalo ZambesiCarcharhinus leucasMüller ed Henle, 1839
Squalo pinna nera minore o orlatoCarcharhinus limbatusMüller & Henle, 1839
Squalo pinna bianca oceanicoCarcharhinus longimanusPoey, 1861
Squalo dal naso duroCarcharhinus maclotiMüller & Henle, 1839
Squalo pinna nera del reefCarcharhinus melanopterusQuoy & Gaimard, 1824
Squalo brunoCarcharhinus obscurusLesueur, 1818
Squalo del reef dei CaraibiCarcharhinus pereziPoey, 1876
Squalo grigioCarcharhinus plumbeusNardo, 1827
Squalo dalla coda piccolaCarcharhinus porosusRanzani, 1839
Squalo dalle macchie nereCarcharhinus sealeiPietschmann, 1913
Squalo notturnoCarcharhinus signatusPoey, 1868
Squalo dalla coda macchiataCarcharhinus sorrahMüller & Henle, 1839
Squalo pinna nera australianoCarcharhinus tilstoniWhitley, 1950
   
© 1999-2014 Antonio Nonnis