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Squalo Zambesi

Carcharhinus leucas

(Müller ed Henle, 1839)

Ordine: Carcharhiniformi  Famiglia: Carcharhinidae  Genere: Carcharhinus

Dentizione


Descrizione

Specie robusta dal corpo molto pesante. Muso molto corto ampiamente arrotondato. Occhi piccoli e circolari. Prima pinna dorsale largamente triangolare, qualche volta falciforme. Origine della prima pinna dorsale di norma sopra o appena indietro all'iserzione delle pinne pettorali. La seconda pinna dorsale è più piccola della prima. Assenza di cresta interdorsale, colorazione da pallido a grigio scuro. Le punte delle pinne sono scure ma non decisamente marcate. Presenza di una banda poco accentuata sui fianchi.

Habitat

È molto comune lungo le coste, nei fiumi e nei laghi delle zone tropicali e, se sono abbastanza profondi, anche nei torrenti di acqua sia dolce che salata. Si incontra fino a 150 metri di profondità, ma generalmente non scende oltre i 30 metri.

Ha una buona tolleranza all'acqua dolce. Lo squalo leuca è la meglio conosciuta tra le 43 specie di Elasmobranchi (appartenenti a dieci generi e quattro famiglie) avvistate in acque dolci. Tra le altre specie che vivono stabilmente nei fiumi vi sono alcune pastinache (Dasiatidi e Potamotrigonidi) e i pesci sega (Pristidi). Alcune specie di razza (Rajidi), il palombo scuro (Triakidi) e lo squalo plumbeo (Carcharhinus plumbeus), invece, entrano regolarmente negli estuari.

La capacità degli Elasmobranchi di entrare nelle acque dolci è piuttosto limitata, poiché il loro sangue è salato (in termini di resistenza osmotica) quanto l'acqua di mare, a causa dell'accumulo nei tessuti di urea e ossido di trimetilammina, ma gli squali leuca che vivono in acqua dolce riescono a ridurre la concentrazione di questi soluti fino al 50%. Perfino in questo modo necessitano di produrre venti volte più urina di quanto non facciano i loro simili che vivono in acqua salata.

Inizialmente gli scienziati ritenevano che gli squali del Lago Nicaragua appartenessero ad una specie endemica, lo squalo del Lago Nicaragua (Carcharhinus nicaraguensis). Nel 1961, però, in seguito al confronto di vari esemplari, i tassonomi si accorsero che si trattavano solamente di una particolare forma di squali leuca; da allora il nome Carcharhinus nicaraguensis è considerato sinonimo di Carcharhinus leucas.

Essi sono in grado di risalire le rapide del fiume San Juan (che congiunge il Lago Nicaragua al Mar dei Caraibi) quasi come i salmoni. Squali leuca marcati dentro il lago sono stati in seguito catturati in oceano aperto (e viceversa); alcuni di essi hanno impiegato 7-11 giorni per effettuare il viaggio.

Dopo l'Uragano Katrina, molti squali Zambesi sono stati avvistati nel Lago Ponchartrain. Alcuni esemplari hanno inoltre risalito il Mississippi fino ad Alton (Illinois). Altri sono stati trovati nel Potomac, in Maryland.

Distribuzione

Ad ampio raggio lungo le coste continentali di tutti i mari tropicali e subtropicali. Entra in profondita' nei fiumi caldi (Missisipi, Rio delle Amazzoni, Zambesi) e nei laghi di acqua dolce (Lago Nicaragua, Lago Ysabel).

- Atlantico Occidentale: dal Massachusetts fino al sud del Brasile. Golgo del Messico. Mar dei Caraibi, Bahamas.

- Atlantico Orientale: Marocco, dal Senegal all'Angola.

- Indiano Orientale: dal Sud Africa al Kenia, Iraq e India.

- Pacifico Orientale:Thailandia, Vietnam, Borneo, Nuova Guinea,Australia, Nuova Caledonia, Fiji, Atollo di Rangiroa, Filippine.

- Pacifico Orientale: Baia California e Golfo della California fino all'Equador.

Lo squalo leuca è diffuso in molte aree del globo e si sposta su grandi istanze.

Nell'Atlantico vive dal Massachusetts al Brasile meridionale e dal Marocco all'Angola. Nell'Oceano Indiano il suo areale si estende dal Sudafrica all'Australia, attraverso Kenya, India e Vietnam. Più di 500 esemplari di questa specie vivono nel fiume Brisbane ed un numero ancora maggiore abita nei canali della Gold Coast, in Queensland (Australia).

Un grosso esemplare di squalo leuca è stato catturato nei canali di Scarborough, 2 ore a nord della Gold Coast. Nell'Oceano Pacifico la specie si incontra dalla Baja California all'Ecuador.

Questo squalo ha risalito per 4000 chilometri il Rio delle Amazzoni fino a Iquitos, in Perù. Vive anche nelle acque dolci del Lago Nicaragua e nei fiumi Gange e Brahmaputra, negli Stati di Bengala Occidentale ed Assam (India orientale) e del vicino Bangladesh. È in grado di vivere anche in acque con un alto contenuto salino, come quelle dell'Estuario del St. Lucia, in Sudafrica. Dopo l'Uragano Katrina, molti squali leuca sono stati avvistati nel Lago Ponchartrain. Alcuni esemplari hanno inoltre risalito il Mississippi fino ad Alton (Illinois). Altri sono stati trovati nel Potomac, in Maryland.

Alimentazione

Questi squali sono generalmente predatori solitari, ma ogni tanto cacciano in coppia. Spesso vengono avvistati mentre pattugliano le acque poco profonde.

E' un predatore opportunista, con uno spettro di cibo molto largo. Preferisce pesci teleostei ed elasmobranchi (razze ed altri squali, qualche volta perfino altri squali toro), ma mangia anche testuggini marine, uccelli e delfini.

Gran parte della dieta dello squalo leuca consiste di pesci ossei e squali più piccoli, compresi altri membri della stessa specie. Possono nutrirsi, però, anche di tartarughe, uccelli, delfini, mammiferi terrestri, crostacei ed echinodermi. Per attaccare le prede questa specie utilizza la tecnica del «colpisci e mordi». Esemplari relativamente calmi sono improvvisamente diventati violenti ed hanno iniziato ad urtare i subacquei.

In seguito ad un tale comportamento lo studioso Erich Ritter è stato gravemente ferito. Questo attacco non sembra essere dovuto ad un caso di errore di valutazione dell'identità, poiché l'acqua era limpida e la giornata serena. Sebbene Ritter stesso avesse inizialmente ammesso che lo squalo sembrava averlo voluto trascinare in acque più profonde, in seguito dichiarò che lo squalo non aveva chiaramente alcuna intenzione di divorarlo. Ritter giunse alla conclusione che l'attacco era stato provocato da un'esca che lo scienziato aveva prima lanciato lontano da sé ed in seguito era stata riportata verso di lui da una remora. La remora avrebbe teoricamente eccitato alcuni squali leuca, che nella confusione del momento avevano sollevato la sabbia del fondale. Nella nuvola di sabbia che si era così formata Ritter afferma che uno degli squali presenti si fosse confuso e lo avesse morso.

Dimensioni

Sono grossi e tozzi. Le femmine sono più grandi dei maschi e possono raggiungere i 3,5 metri di lunghezza e un peso di 230 chilogrammi. Sono più pesanti degli altri Carcarinidi di pari lunghezza.

Riproduzione

Gli squali leuca si accoppiano verso la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, spesso nelle acque salmastre delle foci dei fiumi. Dopo una gestazione di 12 mesi la femmina partorisce 4-10 piccoli vivi[24]: la specie è, cioè, vivipara. I piccoli, lunghi alla nascita 70 centimetri, impiegano 10 anni per raggiungere la maturità.

E' stato scoperto che in alcuni casi questi squali praticano il cosiddetto «cannibalismo uterino»; in questi casi solo un piccolo riesce a sopravvivere alla gravidanza.

Pericoli

E' un superpredatore e solo raramente viene attaccato da altri animali. L'unico loro vero nemico è l'uomo. Ciononostante, alcuni squali più grandi, come lo squalo tigre e lo squalo bianco, sono in grado di attaccarlo. Sono inoltre ben documentati casi di coccodrilli marini che predano regolarmente questa specie nei fiumi e negli estuari dell'Australia settentrionale. Probabilmente anche altri grossi Crocodilidi, come il coccodrillo del Nilo e il coccodrillo americano (che condividono alcune zone del loro areale con lo squalo leuca) mostrano un simile comportamento predatorio.

Probabilmente e' la specie piu' pericolosa per l'uomo delle acque tropicali. Lo squalo toro e' una delle tre specie piu' pericolose per l'uomo, accanto al grande squalo bianco (Carcharodon carcharias) e allo squalo tigre (Galeocerdo cuvier). Non dovrebbe destare sorpresa se dovesse diventare la specie piu' pericolosa in assoluto, per via della sua grande taglia, le mascelle massicce, i denti proporzionalmente molto grandi e l'abbondanza nei tropici.

Esemplari in apparenza tranquilli possono improvvisamente aumentare velocità e divenire estremamente aggressivi: un esemplare ha perfino attaccato un purosangue da corsa nel fiume Brisbane, nello Stato australiano del Queensland. Sono molto territoriali e attaccano qualsiasi animale che entri nel loro territorio. Insieme allo squalo bianco e allo squalo tigre è una delle tre specie a cui sono stati attribuiti il maggior numero di attacchi all'uomo.

Uno o più squali leuca sembrano essere stati i responsabili degli attacchi di squalo del Jersey Shore del 1916, dai quali trasse ispirazione Peter Benchley per il romanzo Lo squalo.

Lo squalo leuca è inoltre il responsabile degli attacchi avvenuti attorno alle isolette del porto di Sydney. La maggior parte di questi attacchi erano stati attribuiti inizialmente a squali bianchi. In India gli squali di questa specie risalgono le acque del Gange e attaccano gli uomini che entrano in acqua.

Mangiano anche i corpi umani che i locali gettano nel fiume. Molti di questi attacchi sono stati erroneamente attribuiti allo squalo del Gange, Glyphis gangeticus, una specie molto rara che, probabilmente, è l'unico squalo indiano a vivere regolarmente nelle acque dolci. Negli anni '60 e '70, degli attacchi degli squali leuca furono incolpati anche alcuni squali toro.

E' una specie molto importante per la pesca, e per questo si considera minacciata.

Note

Il nome "bullshark", utilizzato esclusivamente nei Paesi di lingua anglosassone, deriva dalla forma tozza di questa specie, dal muso corto e appiattito e dal suo comportamento imprevedibile e aggressivo. In India questo squalo viene spesso confuso con lo «squalo del Gange» o dei «Sundarbans». In Africa viene chiamato comunemente «squalo dello Zambesi» o semplicemente «zambi». Il suo areale molto vasto e la varietà di ambienti in cui vive si riflettono nei molti nomi locali con cui è conosciuto, come «squalo del Gange», «squalo baleniere del Fitzroy», «squalo di van Rooyen», «squalo del Lago Nicaragua», «squalo di fiume», «squalo d'acqua dolce», «squalo baleniere degli estuari», «squalo dello Swan», «squalo cucciolo» e «squalo dal naso a pala».

Inizialmente gli scienziati ritenevano che gli squali del Lago Nicaragua appartenessero ad una specie endemica, lo squalo del Lago Nicaragua (Carcharhinus nicaraguensis). Nel 1961, però, in seguito al confronto di vari esemplari, i tassonomici si accorsero che si trattavano solamente di una particolare forma di squali Zambesi; da allora il nome Carcharhinus nicaraguensis è considerato sinonimo di Carcharhinus leucas. Essi sono in grado di risalire le rapide del fiume San Juan (che congiunge il Lago Nicaragua al Mar dei Caraibi) quasi come i salmoni. Squali Zambesi marcati dentro il lago sono stati in seguito catturati in oceano aperto (e viceversa); alcuni di essi hanno impiegato 7 - 11 giorni per effettuare il viaggio.


Notizie su Carcharhinus leucas

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Immagini

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Specie del genere Carcharhinus

Squalo dal naso neroCarcharhinus acronotusPoey, 1860
Squalo dalle punte argenteeCarcharhinus albimarginatusRüppell, 1837
Squalo nasuto o di KnoppCarcharhinus altimusSpringer, 1950
Squalo grazioso o del QueenslandCarcharhinus amblyrhynchoidesWhitley, 1934
Squalo grigio del reefCarcharhinus amblyrhynchosBleeker, 1856
Squalo di GiavaCarcharhinus amboinensisMüller & Henle, 1839
Squalo del BorneoCarcharhinus borneensisBleeker, 1858
Squalo ramato o baleniere bronzeoCarcharhinus brachyurusGünther, 1870
Squalo tessitoreCarcharhinus brevipinnaMüller & Henle, 1839
Squalo timorosoCarcharhinus cautusWhitley, 1945
Squalo guancia biancaCarcharhinus dussumieriMüller & Henle, 1839
Squalo setaCarcharhinus falciformisMüller & Henle, 1839
Squalo baleniereCarcharhinus fitzroyensisWhitley, 1943
Squalo delle GalapagosCarcharhinus galapagensisSnodgrass & Heller, 1905
Squalo di PondicherryCarcharhinus hemiodonMüller & Henle, 1839
Squalo dai denti sottiliCarcharhinus isodonMüller & Henle, 1839
Squalo pinna nera dai denti lisciCarcharhinus leiodonGarrick, 1985
Squalo ZambesiCarcharhinus leucasMüller ed Henle, 1839
Squalo pinna nera minore o orlatoCarcharhinus limbatusMüller & Henle, 1839
Squalo pinna bianca oceanicoCarcharhinus longimanusPoey, 1861
Squalo dal naso duroCarcharhinus maclotiMüller & Henle, 1839
Squalo pinna nera del reefCarcharhinus melanopterusQuoy & Gaimard, 1824
Squalo brunoCarcharhinus obscurusLesueur, 1818
Squalo del reef dei CaraibiCarcharhinus pereziPoey, 1876
Squalo grigioCarcharhinus plumbeusNardo, 1827
Squalo dalla coda piccolaCarcharhinus porosusRanzani, 1839
Squalo dalle macchie nereCarcharhinus sealeiPietschmann, 1913
Squalo notturnoCarcharhinus signatusPoey, 1868
Squalo dalla coda macchiataCarcharhinus sorrahMüller & Henle, 1839
Squalo pinna nera australianoCarcharhinus tilstoniWhitley, 1950
   
© 1999-2016 Antonio Nonnis