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Squalo notturno

Carcharhinus signatus

(Poey, 1868)

Ordine: Carcharhiniformi  Famiglia: Carcharhinidae  Genere: Carcharhinus

Dentizione


Descrizione

Il corpo dello squalo notturno è allungato, così come il muso che è inoltre appuntito. Le narici sono protette da lembi di pelle piuttosto grandi. Gli occhi sono grandi, circolari e verdi durante la vita, dotati ciascuno di una pupilla dalla forma irregolare e di una membrana nittitante. La bocca presenta è priva di vistosi solchi ai lati ed in genere contiene 15 file di denti su ciascun lato di entrambe le mascelle più occasionalmente una o due ulteriori file sinfisiali (a metà tra le due mascelle).

I denti superiori hanno una sommità che passa da liscia a seghettata e più ci avviciniamo agli angoli della bocca più la cuspide superiore diventa obliqua e rivolta verso l'interno. Il numero e le dimensioni delle seghettature presenti sui bordi dei denti aumentano con l'invecchiare dell'animale. I denti inferiori sono diritti e lisci sulla sommità.

Questo squalo è dotato di cinque paia di fessure branchiali piuttosto corte. Le pinne pettorali sono lunghe poco meno di un quinto dell'intero corpo e si concludono in una punta arrotondata. La prima pinna dorsale è relativamente piccola, triangolare, appuntita e si origina a partire dal retro delle pinne pettorali. La seconda dorsale è molto più ridotta della prima e si origina poco più avanti della pinna anale. È presente una cresta tra le due pinne dorsali.

I denticoli dermici sono soltanto un poco sovrapposti tra loro. Ciascuno di questi è a forma di diamante con creste orizzontali che conducono ai margini in numero che varia tra 3 nei giovani e poi 5 o 7 negli adulti.

Il colore è dal blu grigiastro al marrone sul dorso e biancastro sul ventre. Non sono presenti marchi particolari sulle pinne. Sono presenti tenui bande sui fianchi e a volte anche puntini neri sul dorso.

Habitat

In generale la specie vive in acque profonde, e alcuni esemplari sono stati avvistati a 2000 metri di profondità. Altri esemplari comunque sono stati osservati a non più di 26 metri dalla superficie. Al largo degli Stati uniti sudorientali vengono normalmente catturati nella zona tra i 50 e i 600 metri di profondità, mentre in Brasile vengono avvistati presso rilievi sottomatini a profondità tra i 38 e i 370 metri.

Presso l'Africa occidentale si trova a profondità comprese tra i 90 e i 285 metri e predilige temperature tra gli 11 ed i 16 °C, con salinità intorno a 36 ppt, e livello di ossigeno disciolto vicino ad 1.81 ml/l.

Distribuzione

L'areale si estende lungo piattaforme e scarpate continentali dell'Oceano Atlantico, dagli Stati Uniti (in particolare dal Massachusetts) all'Argentina ad ovest, Golfo del Messico e Mar dei Caraibi inclusi, e dal Senegal alla Namibia settentrionale ad est. Negli Stati Uniti è piuttosto diffuso in North Carolina e Florida (e ancor più negli Stretti della Florida) e rari altrove

Ci sono degli avvistamenti non concordi di questo pesce anche nell'Oceano Pacifico al largo di Panama.

Le variazioni numeriche delle catture di queste specie durante l’anno a Cuba suggeriscono un comportamento migratorio.

Alimentazione

Rapido ed energico, lo squalo notturno si nutre principalmente di piccoli pesci ossei come sgombri, cefali, pesci burro, cernie e pesci volanti. A volte la dieta è integrata con calamari e gamberi. Questo pesce si nutre principalmente di notte, come suggerisce il suo nome comune. In particolare è molto attivo al tramonto ed all'alba.

Dimensioni

In genere questa specie cresce sino a 2 m di lunghezza, anche se il record appartiene a un esemplare di 2 m e 80 cm e un peso di 77 kg.

Riproduzione

Come gli altri Carcarinidi anche questa specie è vivipara: una volta esaurita la riserva di tuorlo, ciò che ne resta sviluppa una connessione placentale che consente alla madre di nutrire l'embrione. Le femmine adulte sono dotate di un unico ovario sul lato destro e di due uteri, a loro volta divisi in un compartimento per ciascun embrione. All'interno dell'utero gli squaletti mantengono una posizione longitudinale rivolgendo la testa nella stessa direzione di quella materna.

La maggior parte delle informazioni che abbiamo a disposizione sulla vita dello squalo notturno ci deriva dalla sottopopolazione del Brasile nord - orientale, e potrebbe non essere completamente corrispondente a ciò che avviene in altre parti del mondo.

L'accoppiamento avviene in estate, ed i maschi sono costretti a mordere corpo e pinne della femmina per mantenere la presa durante l'atto sessuale vero e proprio. Dopo una gestazione lunga un anno, le femmine danno vita ad un numero da 4 a 18 (in genere più di 12) cuccioli. Sono stati rinvenuti embrioni a diversi livelli di sviluppo nel periodo da febbraio a giugno, suggerendo che il parto possa avvenire lungo un periodo di diversi mesi.

I nuovi nati misurano da 50 a 72 cm, e la crescita nel primo anno di età è di circa 25 cm ovverosia del 38% del totale. Questo tasso di crescita è necessario per accorciare il periodo nel quale gli squaletti sono vulnerabili ai predatori. Una strategia simile accomuna lo squalo notturno allo squalo di seta. Prima dell'età adulta, la crescita annua si riduce sino a circa 8.6 cm.

La crescita non è differenziata per sesso. I maschi raggiungono la maturità sessuale ad 8 anni d'età e 1 m e 80 cm – 1 m e 90 cm di lunghezza, mentre le femmine a 10 anni d'età e 2 m – 2 m e 10 cm di lunghezza. Il record d'età conosciuto è di 17 anni, anche se basandosi sul tasso di crescita si è stimato che l'età massima dovrebbe essere di 28 anni per il maschio e 30 per la femmina.

Pericoli

Potenziali predatori di questa specie possono essere altri squali più grandi. Parassiti noti sono i copepodi Kroyeria caseyi, che si attaccano alle branchie, Pandarus bicolor and Pandarus smithii, che infestano la pelle ed i cestodi Heteronybelinia yamagutii, Heteronybelinia nipponica e Progrillotia dollfusi, che si attaccano all’intestino a spirale. Infine è noto che un isopode non ancora descritto, ma simile all'Aega webbii può attaccare la specie, così come saltuariamente fanno le remore.

Per via della sua abitudine ad abitare acque profonde, lo squalo notturno non è una minaccia per l'uomo.

Le sue pinne di grandi dimensioni lo rendono una preda pregiata per i pescatori, visto che esse possono essere utilizzate per preparare la famosa zuppa di pinne di squalo. Comunque anche la carne e l'olio del fegato sono sfruttati, così come la farina di pesce.

Tradizionalmente questo squalo finisce vittima delle reti dei pescherecci a caccia di tonni e pesci spada nell'Atlantico occidentale. Dal 1991 è diventato vittima dei pescherecci operanti nei pressi dei rilievi sottomarini al largo del Brasile, dove un gran numero di esemplari ha l'abitudine di riunirsi rendendosi più vulnerabile.

Circa il 90% degli squali e razze catturati in quelle zone sono squali notturni e di questi l'89% sono esemplari giovani. Ciononostante alcuni studi hanno dimostrato come questi squali tendano ad accumulare nel loro corpo quantità di mercurio piuttosto alta, dovuta principalmente alla loro dieta piscivora. Il 92% degli esemplari esaminati conteneva livelli di mercurio superiori a quelli stabiliti del governo brasiliano per il proprio mercato e la media era di 1.742 mg/kg. Sarebbe sufficiente l'ingestione di 0.1 kg di carne di squalo notturno al giorno per superare il limite per la sicurezza stabilito dalla World Health Organization.

L'International Union for Conservation of Nature (IUCN) ha definito questa specie come Vulnerabile basando questa scelta sul basso tasso di riproduzione e sul declino degli ultimi anni dettato dalla pesca. Una categoria analoga è stata assegnata dalla American Fisheries Society (AFS).

Questa specie era parte significativa della pesca artigianale cubana in quanto tra il 1937 ed il 1941 rappresentava tra il 60 ed il 75% del pescato, prima che le quantità crollassero durante gli anni '70.

Analogamente la percentuale di pesci catturati nella zona sudorientale degli USA è calata dal 36.1% del periodo tra il 1981 ed il 1983 sino al 3.3% del periodo tra il 1993 ed il 1994. In modo simile un apprezzabile declino è stato osservato dagli anni '70 ad oggi nell'ambito della caccia al marlin nella Florida meridionale.

Ad oggi, a destare le maggiori preoccupazioni è la pesca specializzata che viene operata in Brasile, anche se ultimamente sembra che gli sforzi dei pescatori si stiano indirizzando verso il pesce spada ed un tonno di quelle zone, tonno dagli occhi grandi (Thunnus obesus). Per quanto riguarda invece l'Atlantico orientale, i pochi dati a disposizione hanno costretto l'IUCN a designare la specie cime appartenente alla categoria Data Deficient in quella zona.

Nel 1997, il National Marine Fisheries Service (NMFS) della National Oceanographic and Atmospheric Administration (NOAA) degli Stati Uniti ha segnalato la specie come “Species of Concern”, cioè la specie desta preoccupazione, ma non ci sono ancora prove a sufficienza per classificarla all'interno dell'Endangered Species Act (ESA).

Nel 1999 poi, il NMFS Fishery Management Plan (FMP) che riguarda tonni, pesci spada e squali dell'Atlantico, è stato rivisto per proibire la cattura di 19 specie, tra le quali lo squalo notturno. In particolare
ciò è stato ribadito dal primo emendamento a quest’accordo, aggiunto nel 2003.

Lo squalo notturno purtroppo viene spesso catturato accidentalmente nelle reti dei pescherecci e nonostante la proibizione molti pescatori utilizzano comunque il pesce sia per il suo valore sia per la difficoltà da parte delle autorità di identificarlo una volta tagliato a trance. Ciononostante comunque tra il 2003 ed il 2008 un censimento del NMFS ha evidenziato come la popolazione statunitense dello squalo notturno sia stabile, se non addirittura in crescita e non merita più il triste appellativo di “Species of Concern”, anche se la proibizione andrà mantenuta per motivi precauzionali.

Al largo del Brasile ed anche altrove purtroppo la pesca non è ancora organizzata razionalmente. L'IUCN sta facendo pressioni sulle autorità affinché migliorino i controlli e forzino il rispetto dei regolamenti esistenti, dichiarino alcuni habitat protetti ed implementino nella realtà il Brazilian National Plan of Action for Sharks (NPOA-Sharks) sotto la supervisione dell’International Plan of Action for the Conservation and Management of Sharks (IPOA-Sharks).

Note

La prima descrizione formale della specie fu pubblicata dallo zoologo cubano Felipe Poey nel 1868, all'interno di una serie di articoli scientifici intitolati Repertorio fisico-natural de la isla de Cuba. La descrizione era basata su un unico set di denti e il nome scelto fu Hypoprion signatus. Nel 1973, Leonard Compagno stabilì che il genere Hypoprion e quello Carcharhinus sono sinonimi. Non fu scelto alcun tipo nomenclaturale.

Il suo nome comune deriva dal fatto che la cattura avviene spesso nelle ore notturne.

I rapporti di cattura indicano come questa specie si riunisca in gruppi e conduca migrazioni verticali giornaliere, poiché trascorre il giorno tra i 175 e i 366 metri e la notte sotto ai 183 metri di profondità. Molto raramente sono catturate femmine gravide, e ciò suggerisce che durante la gestazione esse smettano di muoversi per nutrirsi o comunque si distacchino dal resto della specie.


Immagini

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Specie del genere Carcharhinus

Squalo dal naso neroCarcharhinus acronotusPoey, 1860
Squalo dalle punte argenteeCarcharhinus albimarginatusRüppell, 1837
Squalo nasuto o di KnoppCarcharhinus altimusSpringer, 1950
Squalo grazioso o del QueenslandCarcharhinus amblyrhynchoidesWhitley, 1934
Squalo grigio del reefCarcharhinus amblyrhynchosBleeker, 1856
Squalo di GiavaCarcharhinus amboinensisMüller & Henle, 1839
Squalo del BorneoCarcharhinus borneensisBleeker, 1858
Squalo ramato o baleniere bronzeoCarcharhinus brachyurusGünther, 1870
Squalo tessitoreCarcharhinus brevipinnaMüller & Henle, 1839
Squalo timorosoCarcharhinus cautusWhitley, 1945
Squalo guancia biancaCarcharhinus dussumieriMüller & Henle, 1839
Squalo setaCarcharhinus falciformisMüller & Henle, 1839
Squalo baleniereCarcharhinus fitzroyensisWhitley, 1943
Squalo delle GalapagosCarcharhinus galapagensisSnodgrass & Heller, 1905
Squalo di PondicherryCarcharhinus hemiodonMüller & Henle, 1839
Squalo dai denti sottiliCarcharhinus isodonMüller & Henle, 1839
Squalo pinna nera dai denti lisciCarcharhinus leiodonGarrick, 1985
Squalo ZambesiCarcharhinus leucasMüller ed Henle, 1839
Squalo pinna nera minore o orlatoCarcharhinus limbatusMüller & Henle, 1839
Squalo pinna bianca oceanicoCarcharhinus longimanusPoey, 1861
Squalo dal naso duroCarcharhinus maclotiMüller & Henle, 1839
Squalo pinna nera del reefCarcharhinus melanopterusQuoy & Gaimard, 1824
Squalo brunoCarcharhinus obscurusLesueur, 1818
Squalo del reef dei CaraibiCarcharhinus pereziPoey, 1876
Squalo grigioCarcharhinus plumbeusNardo, 1827
Squalo dalla coda piccolaCarcharhinus porosusRanzani, 1839
Squalo dalle macchie nereCarcharhinus sealeiPietschmann, 1913
Squalo notturnoCarcharhinus signatusPoey, 1868
Squalo dalla coda macchiataCarcharhinus sorrahMüller & Henle, 1839
Squalo pinna nera australianoCarcharhinus tilstoniWhitley, 1950
   
© 1999-2014 Antonio Nonnis