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Squalo pinna nera australiano

Carcharhinus tilstoni

(Whitley, 1950)

Ordine: Carcharhiniformi  Famiglia: Carcharhinidae  Genere: Carcharhinus

Descrizione

Lo squalo pinna nera australiano è una specie di squalo del genere Carcharhinus e della famiglia Carcharhinidae. Il muso è lungo ed una colorazione bronzeo grigiastra sul dorso. Il colore tende al grigio dopo la morte, anche se il corpo è opportunamente conservato. Il ventre è invece biancastro. Su ciascun fianco si estende una striatura chiara dalla pinna pelvica alla zona al di sotto della pinna dorsale. Ciascuna pinna (a parte in alcuni casi le pelviche e l'anale) ha la punta nera.

La prima pinna dorsale è ben dritta ed a forma di falce, e ha origine sopra al punto dove nascono le pettorali. La seconda dorsale è alta e ha origine sopra o poco più indietro rispetto all'anale. Non vi è cresta interdorsale. I denti sono sottili, dritti e seghettati.

Habitat

Vive dalle zone costiere sino a profondità massime di circa 150 metri. Abita l'intera colonna d'acqua, ma principalmente al centro di essa e in superficie.

Distribuzione

Al momento è stato avvistato soltanto sulla scarpata continentale dell'Australia tropicale. Studi genetici e controlli su alcuni esemplari hanno identificato un gruppo isolato nella parte settentrionale dell'isola.

Alimentazione

La forma del corpo ed i denti suggeriscono che questo animale sia un attivo predatore della superficie e delle zone intermedie del mare. I pesci teleostei sono una componente molto importante della dieta, e vi sono indicazioni che lasciano supporre un cambiamento nella profondità di caccia con l'età. Gli unici cambiamenti stagionali riconoscibili sono in aprile, quando i cefalopodi vanno a sostituire i pesci succitati.

La dieta di questi squali viene studiata attentamente in quando sono micidiali predatori che influenzano l'equilibrio della biomassa in modo intenso e contribuiscono significativamente alla morte di molti gamberetti.

Dimensioni

Le dimensioni massime sono incerte, per via della confusione con lo squalo orlato, ma una buona stima è di 1 m e 80 cm di lunghezza totale. Alla nascita la lunghezza è di 60 cm.

Riproduzione

Il metodo di riproduzione è la viviparità placentale, cioè la madre nutre l'embrione attraverso una connessione placentale e mette al mondo uno squaletto vivo.

La specie ha un ciclo riproduttivo stagionale piuttosto peculiare, con le femmine che partoriscono ogni anno. L'accoppiamento avviene in febbraio-marzo, l'ovulazione in marzo-aprile ed il parto tra la fine di novembre e l'inizio di febbraio, con un picco di parti in gennaio. La gravidanza dura 10 mesi e le dimensioni medie della cucciolata sono di tre piccoli.

La crescita è relativamente rapida nel primo anno di vita: l'età vertebrale di un esemplare ha potuto testimoniare una crescita di 17 cm nel primo anno. Prima del quinto anno, la crescita diminuisce a circa 10 cm l’anno.

La maturità sessuale è raggiunta presto: a tre o quattro anni d'età per entrambi i sessi e alla lunghezza di 1 m e 10 cm per i maschi e di 1 m e 15 cm per le femmine.

La maturazione è veloce rispetto ad altri squali. La ricerca suggerisce che ciò possa essere dovuto alle imponenti dimensioni alla nascita.

Pericoli

La specie era la preda principale di un'intera industria di pesca a tramaglio taiwanese che operava dal 1974 al 1986 a nord dell'Australia. Gli squali venivano catturati per la carne e, in misura inferiore, per le pinne. Fino al 1991, venivano catturati con la tecnica del palamito da altri pescatori di Taiwan, ed utilizzati alla stessa maniera. Dal 1974 al 1978, i Taiwanesi arrivavano addirittura sino a 22 km dalla costa australiana.

Nel 1979 tuttavia, l'Australia rivendicò la propria zona economica esclusiva, ed i pescherecci stranieri furono esclusi dal Golfo di Carpentaria e da una fascia larga tra i 40 ed i 50 km al largo delle Isole Wessel e della Terra di Arnhem. Vari divieti furono introdotti nel 1986 come risposta al declino del tasso di catture.

La riduzione della lunghezza totale delle reti a 2500 metri rese la flotta taiwanese antieconomica, e nonostante il palamito con esca fosse permesso, le operazioni straniere in tutta l'Australia settentrionale cessarono dalla fine del 1986. Una piccola industria domestica si è poi sviluppata, ed è ancora operante.

Lo squalo pinna nera australiano è principalmente pescato per la carne, venduta col nome di flake e le pinne. La concentrazione di mercurio in suddetta carne è relativamente alta. Delle 1025 specie di Condritti del mondo, circa 300 vivono in Australia e più del 50% di queste sono endemiche. Pescatori commerciali, indigeni e sportivi li cacciano, e in ben 70 tipi di pesca commerciale, gli squali vengono catturati involontariamente.

Una delle sette specie pescate è proprio lo squalo pinna nera australiano. Ricerche specifiche non sono ancora state condotte nel Queensland o nel Territorio del Nord (che sono gli unici stati che compongono l'areale della specie), perciò la sostenibilità della pesca al livello attuale di raccolta non è certa.

La pesca di squali è un'attività molto delicata. La lenta crescita, i bassi tassi di riproduzione ed una relazione stretta tra le dimensioni della popolazione e i prelievi conducono ad un rapido declino già all'inizio dell'attività di pesca. Affinché la pesca sia sostenibile nel lungo periodo, occorre un'organizzazione efficace, e queste ricerche andrebbero condotte in maniera opportuna.

Note

Lo squalo pinna nera australiano è stato distinto come specie separata nel 1950 da Whitley. Precedentemente, veniva descritto come Carcharhinus limbatus (il comune squalo orlato). Il fondamento scientifico per la divisione delle due specie è dato da analisi del sistema enzimale, del conteggio delle vertebre, di dati sulle dimensioni e sulla forma delle pinne pelviche. Sul campo, distinguere le due specie è ancora molto difficile.

Un'altra specie spesso confusa con questa è lo squalo dalla coda macchiata, che ha simili segni sulle pinne, ma non presenta cresta interdorsale. Inoltre, si conosce un unico gruppo di squali pinna nera australiani nell'Australia settentrionale. Spesso i due sono stati studiati insieme, per le molte similarità, perché abitano le stesse aree e perché in Australia settentrionale sono tra le specie di squalo più diffuse e più ricercate dai pescatori.



Specie del genere Carcharhinus

Squalo dal naso neroCarcharhinus acronotusPoey, 1860
Squalo dalle punte argenteeCarcharhinus albimarginatusRüppell, 1837
Squalo nasuto o di KnoppCarcharhinus altimusSpringer, 1950
Squalo grazioso o del QueenslandCarcharhinus amblyrhynchoidesWhitley, 1934
Squalo grigio del reefCarcharhinus amblyrhynchosBleeker, 1856
Squalo di GiavaCarcharhinus amboinensisMüller & Henle, 1839
Squalo del BorneoCarcharhinus borneensisBleeker, 1858
Squalo ramato o baleniere bronzeoCarcharhinus brachyurusGünther, 1870
Squalo tessitoreCarcharhinus brevipinnaMüller & Henle, 1839
Squalo timorosoCarcharhinus cautusWhitley, 1945
Squalo guancia biancaCarcharhinus dussumieriMüller & Henle, 1839
Squalo setaCarcharhinus falciformisMüller & Henle, 1839
Squalo baleniereCarcharhinus fitzroyensisWhitley, 1943
Squalo delle GalapagosCarcharhinus galapagensisSnodgrass & Heller, 1905
Squalo di PondicherryCarcharhinus hemiodonMüller & Henle, 1839
Squalo dai denti sottiliCarcharhinus isodonMüller & Henle, 1839
Squalo pinna nera dai denti lisciCarcharhinus leiodonGarrick, 1985
Squalo ZambesiCarcharhinus leucasMüller ed Henle, 1839
Squalo pinna nera minore o orlatoCarcharhinus limbatusMüller & Henle, 1839
Squalo pinna bianca oceanicoCarcharhinus longimanusPoey, 1861
Squalo dal naso duroCarcharhinus maclotiMüller & Henle, 1839
Squalo pinna nera del reefCarcharhinus melanopterusQuoy & Gaimard, 1824
Squalo brunoCarcharhinus obscurusLesueur, 1818
Squalo del reef dei CaraibiCarcharhinus pereziPoey, 1876
Squalo grigioCarcharhinus plumbeusNardo, 1827
Squalo dalla coda piccolaCarcharhinus porosusRanzani, 1839
Squalo dalle macchie nereCarcharhinus sealeiPietschmann, 1913
Squalo notturnoCarcharhinus signatusPoey, 1868
Squalo dalla coda macchiataCarcharhinus sorrahMüller & Henle, 1839
Squalo pinna nera australianoCarcharhinus tilstoniWhitley, 1950
   
© 1999-2014 Antonio Nonnis