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Grande squalo bianco

Carcharodon carcharias

(Linneo, 1758)

Ordine: Lamniformi  Famiglia: Lamnidae  Genere: Carcharodon

Dentizione


Descrizione

E' un grande, pesante squalo dalla forma affusolata, con coda a mezzaluna e naso conico. La prima pinna dorsale e' larga e triangolare, con l'origine sopra o leggermente posteriore all'asse (ascellare) delle pinne pettorali. La seconda pinna dorsale e' molto piccola, posta leggermente in avanti rispetto alla ugualmente piccola pinna anale; sono presenti forti carene caudali. Il numero delle vertebre e' tra 172 e 187.

I denti sono essenzialmente larghi e triangolari, con margini vistosamente seghettati che distinguono la specie dagli altri lammidi (che hanno tutti denti dai bordi lisci); i denti sono 23-28 nella mascella superiore e 21-25 in quella inferiore. I neonati hanno denti stretti con cuspide basale in quelli della mascella inferiore.

I grandi squali bianchi mostrano contro ombreggiatura, avendo un ventre bianco e una zona dorsale grigia (a volte in una tonalità marrone o blu) che gli dà un aspetto chiazzato. La colorazione lo rende difficile da individuare per le prede, poiché riduce la sagoma dello squalo se visto di lato. Dall'alto, la tonalità più scura si fonde con il mare e dal basso espone una minima silhouette contro la luce del sole. La parte inferiore delle pinne pettorali e' puntata di nero; una macchia nera ovale e' spesso presente nell'asse dei pettorali sebbene questa sia qualche volta assente negli individui Mediterranei.

I grandi squali bianchi, come tutti gli altri squali, hanno un senso in più dato dalle ampolle di Lorenzini che permette loro di rilevare il campo elettromagnetico emesso dal movimento di animali viventi. Ogni volta che una creatura vivente si muove, genera un campo elettrico e i grandi squali bianchi sono così sensibili che possono rilevare mezzo miliardesimo di volt. Anche i battiti cardiaci emettono un impulso elettrico molto debole. Se è abbastanza vicino, lo squalo è in grado di rilevare anche questo debole impulso elettrico. La maggior parte dei pesci ha un senso simile ma meno sviluppato, localizzato lungo la linea laterale del corpo.

Per cacciare con maggior successo prede veloci e agili come i leoni marini, il grande squalo bianco si è adattato nel mantenere una temperatura corporea più calda rispetto all'acqua circostante. Uno di questi adattamenti è una “rete mirabilia”. Questa struttura di vene e arterie, che si trova lungo ogni parte laterale dello squalo, conserva il calore riscaldando il freddo sangue arterioso con il sangue venoso che è stato riscaldato dai muscoli funzionanti. In questo modo alcune parti del corpo (in particolare lo stomaco) sono mantenute a temperature fino ai 14 ° C superiori a quelle dell'acqua circostante, mentre il cuore e le branchie rimangono alla temperatura del mare.

Quando sono meno attivi e risparmiano l'energia, la temperatura corporea può scendere per corrispondere all'ambiente circostante. La capacità di aumentare la sua temperatura interna è un esempio di gigantotermia (processo di aumento delle dimensioni e del compattamento della forma del corpo di organismi ectotermici, al fine di meglio conservare il calore). Pertanto, il grande squalo bianco può essere considerato un poichilo endotermico poiché la sua temperatura corporea non è costante ma è regolata internamente.

In uno studio del 2007 presso la University of New South Wales di Sydney, in Australia, hanno usato la tomografia computerizzata del cranio di uno squalo e modelli al computer per misurare la forza massima del morso. Lo studio rivela le forze e il funzionamento del suo cranio e risolve teorie concorrenti sul comportamento alimentare dello squalo. Nel 2008, un team di scienziati guidati da Stephen Wroe ha condotto un esperimento per determinare la potenza della mascella del grande squalo bianco e i risultati hanno indicato che un esemplare di oltre 6 m e 10 cm di lunghezza potrebbe esercitare una forza del morso di oltre 18.000 newton.

Il comportamento di questo squalo e la sua struttura sociale non sono ben compresi. In Sudafrica, gli squali bianchi hanno una gerarchia di dominanza dipendendo dalle dimensioni, dal sesso e dai diritti degli occupanti: le femmine dominano i maschi, gli squali più grandi dominano gli squali più piccoli, e i residenti dominano i nuovi arrivati. Quando cacciano, i grandi squali bianchi tendono a separare e a risolvere i conflitti con rituali. Raramente ricorrono al combattimento anche se sono stati trovati alcuni individui con segni di morsi che corrispondono a quelli di altri squali bianchi.

Questo suggerisce che quando un altro squalo si avvicina troppo, i grandi squali bianchi reagiscono con un morso di avvertimento. Un'altra possibilità è che gli squali bianchi mordano per dimostrare dominanza. E’ uno dei pochi squali noti per sollevare regolarmente la testa sopra la superficie del mare per osservare oggetti e prede. Questo è noto come spy – hopping, osservato anche in un gruppo di squali pinna nera di scogliera, ma questo potrebbe essere accostato all'interazione con gli esseri umani (è stato teorizzato che in questo modo lo squalo potrebbe anche essere in grado di annusare meglio, poiché l'odore viaggia attraverso l'aria più velocemente che attraverso l'acqua).

Gli squali bianchi sono in genere animali molto curiosi, intelligenti e possono anche socializzare se la situazione lo richiede. A Seal Island, sono stati osservati squali bianchi in arrivo e in partenza in “clan” stabili di 2 - 6 individui su base annua. Non si sa se i membri dei clan sono imparentati, ma essi vanno abbastanza d’accordo. In effetti, la struttura sociale di un clan è probabilmente più giustamente paragonata a quella di un branco di lupi in quanto ogni membro ha un rango chiaramente stabilito e ogni clan ha un leader alfa. Quando i membri di clan diversi si incontrano, stabiliscono il rango sociale in maniera non violenta attraverso una varietà di interazioni.

Habitat

I grandi squali bianchi vivono in quasi tutte le acque costiere e al largo con temperature tra i 12 e i 24 ° C. Una delle popolazioni più numerose conosciute si trova intorno a Dyer Island, in Sudafrica, dove vengono effettuate molte ricerche. Si tratta di un pesce epipelagico (zona pelagica estesa tra la superficie e i 200 metri di profondità), osservato principalmente in presenza di ricca cacciagione come otarie orsine, leoni marini, cetacei, altri squali e grandi pesci ossei. In mare aperto è stato registrato a oltre 1.220 m di profondità.

Questi risultati mettono in dubbio la nozione tradizionale secondo la quale il grande squalo bianco sia una specie costiera. Secondo un recente studio, i grandi squali bianchi della California sono migrati in una zona tra la Baja California e le Hawaii, conosciuto come White Shark Café restando almeno 100 giorni prima di migrare di nuovo a Baja California. Durante il viaggio, nuotano lentamente e s’immergono fino a circa 900 m di profondità. Dopo il loro arrivo, cambiano comportamento e fanno brevi immersioni a circa 300 metri per un massimo di 10 minuti. Un altro squalo bianco etichettato al largo della costa sudafricana nuotò fino alla costa meridionale dell'Australia e ritorno entro l'anno.

Questo ha confutato le teorie tradizionali secondo le quali gli squali bianchi sono predatori costieri territoriali e apre la possibilità a interazioni tra le popolazioni di squali che in precedenza erano ritenute separate. Il perché migrino e cosa fanno a destinazione è ancora sconosciuto. Le possibilità includono l'alimentazione stagionale o l’accoppiamento. Uno studio simile tracciò un grande squalo bianco dal Sudafrica che nuotò verso la costa nord - occidentale dell'Australia e ritorno, per un viaggio di 20.000 chilometri in meno di 9 mesi.

Tende ad evitare le zone nelle quali la presenza umana si manifesta con pesca eccessiva e inquinamento delle acque, tuttavia sembra che persista in alcune aree densamente abitate come lo Stretto di Messina o le spiagge californiane e australiane. Di tanto in tanto, questa specie può raggiungere anche il Mare di Okhotsk e la Terra del Fuoco, ma solo raramente.

Distribuzione

In base alle catture documentate, o ad altri indici della sua presenza, si riportano come sospetti centri in cui abbonda i seguenti: le acque costiere del SudAfrica (in particolare dalla Namibia a Natal); Est, Ovest, e, in particolare, il Sud dell'Australia; Nuova Zelanda; l'arcipelago Giapponese; le coste Nord-Orientali del Nord America, specialmente Long Island e dintorni; la costa Pacifica del Nord America, in particolare dall'Oregon a Baja; le coste sud del Messico, Cile centrale; il mar Mediterraneo primariamente nella regione centro-occidentale, canale di Sicilia e mar Tirreno.

E' tuttavia evidente che lo squalo bianco risulti,anche se meno frequente, in molti altri siti (Brasile, Caraibi, Azzorre, Hawaii, Africa Nord-Occidentale, Filippine, Sri Lanka, Seychelles, Isole Gough, Isole Chatam, etc.) e che la sua periodicita' e i suoi movimenti sono scarsamente compresi. Si sospettano occasionali incursioni trans-equatoriali attraverso acque equatoriali con apparizioni improvvise nelle acque fredde e profonde.

Alimentazione

I grandi squali bianchi sono carnivori e si nutrono di pesci (ad esempio tonni, razze e altri squali), cetacei (ad esempio, delfini, focene e balene), pinnipedi (ad esempio foche, otarie e leoni marini), tartarughe marine, lontre marine e uccelli marini. Sono anche noti per mangiare oggetti che non sono in grado di digerire. Avvicinandosi a una lunghezza di quasi 4 metri, i grandi squali bianchi cominciano a nutrirsi prevalentemente di mammiferi marini, poiché preferiscono prede con un alto contenuto di grassi ricchi di energia. L’esperto di squali Peter Klimley usò amo e lenza e trainò carcasse di una foca, di un maiale e di una pecora dalla sua barca nelle Farallons meridionali. Gli squali attaccarono tutte e tre le esche, ma respinsero la carcassa di pecora.

La reputazione dei grandi squali bianchi come feroci predatori è ben meritata, ma non sono (come si credeva) indiscriminate “macchine mangiatrici”. Sono cacciatori d’agguato, cogliendo la preda di sorpresa dal basso. Vicino all'ormai famosa Seal Island, a False Bay in Sudafrica, gli attacchi si verificano più spesso al mattino, entro 2 ore dopo l'alba, quando la visibilità è scarsa. Il loro tasso di successo è del 55% nelle prime 2 ore, scendendo al 40% in tarda mattinata dopo di che la caccia si ferma.

Le tecniche di caccia variano a seconda delle specie di prede. Al largo di Seal Island lo squalo tende agguati dal basso ad otarie orsine del Capo ad alta velocità, colpendo la foca a metà del corpo e sono stati anche osservati inseguire le prede dopo un attacco mancato. La preda viene di solito attaccata in superficie. Al largo della California, gli squali immobilizzano gli elefanti marini settentrionali con un grande morso al posteriore (che è la principale fonte di agilità della foca) e attendono che la foca muoia dissanguata.

Questa tecnica è particolarmente utilizzata sui maschi adulti che possono essere grandi o più grandi del cacciatore e sono avversari potenzialmente pericolosi. Le foche comuni vengono semplicemente afferrate dalla superficie e trascinate verso il fondo fino a quando non smettono di lottare. Le otarie della California cadono in imboscate dal basso e vengono colpite a metà del corpo prima di essere trascinate e mangiate. Gli squali bianchi attaccano delfini e focene da sopra, da dietro o da sotto per evitare di essere individuati dalla loro eco localizzazione.

Tra questi, vi sono lagenorinchi scuri, grampi, tursiopi, suse atlantiche, focene e focenoidi. Gli incontri ravvicinati tra i delfini e gli squali predatori spesso sfociano in risposte evasive dei delfini. Tuttavia, in rari casi, un gruppo di delfini può inseguire un singolo squalo predatore in un atto di difesa. Sono state osservate anche predazioni di squali bianchi su alcune specie di balene. Spesso attaccano e cacciano i cogia di De Blainville, Kogia breviceps, nel Mar Mediterraneo, e prdano anche gli zifidi.

Anche se i grandi squali bianchi generalmente evitano i conflitti l’un l'altro, il fenomeno del cannibalismo non è estraneo a questa specie. Gli individui di grandi dimensioni possono interagire in modo aggressivo con gli individui di piccole dimensioni. Un grande squalo bianco di 3 m è stato quasi tagliato in due da un esemplare di 6 m a Stradbroke Island, vicino Brisbane in Australia. Rovistano anche sulle carcasse delle balene, e sono stati documentati su una carcassa di balena accanto a squali tigre.

Il breach

Un breach è il risultato di un avvicinamento ad alta velocità verso la superficie con il conseguente slancio che porta lo squalo parzialmente o completamente fuori dell'acqua. Questa è una tecnica di caccia usata dai grandi squali bianchi mentre cacciano le foche, ampiamente documentato sulle otarie orsine del Capo a Seal Island a False Bay, in Sudafrica.

La prima volta fu fotografato da Chris Fallows e Rob Lawrence che svilupparono la tecnica trainando una lenta foca in movimento per ingannare gli squali e a farli saltare. Nella regione si registrano ogni anno 600 eventi predatori naturali tra aprile e settembre. Le foche nuotano in superficie e i grandi squali bianchi lanciano il loro attacco predatorio da sotto nelle acque profonde. Possono raggiungere velocità fino a 40 miglia all'ora e saltare a più di 3 metri in aria.

I dati registrati dimostrano che di tutti questi eventi predatori naturali gli squali hanno successo poco meno nel 50% delle volte. Nel 2011, uno squalo di 3 m saltò su una nave da ricerca al largo di Seal Island, ma si considera un evento incidentale dovuto al caso.

Dimensioni

I maschi raggiungono la maturità a 3 m e 50 cm - 4 m e le femmine a 4 m e 50 cm – 5 m. Gli adulti in media misurano 4 m – 5 m e 20 cm di lunghezza e pesano 680 - 1,100 kg. Le femmine sono generalmente più grandi dei maschi. È ampiamente accettato che il grande squalo bianco può raggiungere i 6 m e 10 cm di lunghezza e i 1.900 kg di peso.

La dimensione massima è oggetto di dibattito perché alcuni rapporti sono valutazioni approssimative o ipotesi effettuate in circostanze discutibili. Sono stati registrati molti esemplari di squali bianchi molto grandi. Per decenni, molte opere ittiologiche come il Guinness dei primati inserirono due grandi squali bianchi come gli individui più grandi: un grande squalo bianco di 10 m e 90 cm catturato nelle acque dell’Australia meridionale vicino a Port Fairy, nel 1870, e un altro squalo di 11 m e 30 cm intrappolato in una rete per aringhe a New Brunswick, in Canada, nel 1930.

Alcuni ricercatori dubitano sulle affidabilità di queste misure, facendo notare che erano molto più grandi di qualsiasi altro avvistamento accuratamente riportato. Lo squalo di New Brunswick potrebbe essere stato erroneamente identificato come uno squalo elefante poiché i due hanno forme del corpo simili. Il dubbio dello squalo di Port Fairy è stato risolto nel 1970 quando J. E. Randall esaminò le mascelle dello squalo e “scoprì che lo squalo di Port Fairy misurava 5 m di lunghezza e suggerì che nella registrazione originale del 1870, era stato fatto un errore nella lunghezza dello squalo”.

Secondo J. E. Randall, il più grande squalo bianco correttamente misurato era un individuo di 6 m segnalato Point Ledge, nell’Australia occidentale, nel 1987. Un altro grande esemplare di squalo bianco di dimensioni simili è stato accertato dal Canadian Shark Research Center: una femmina catturata da David McKendrick di Alberton, nell’agosto 1988 nel Golfo di San Lorenzo al largo dell’Isola del Principe Edoardo (Canada). Questa femmina di grande squalo bianco misurava 6 m e 10 cm di lunghezza.

Tuttavia, un esemplare più grande di squalo bianco è stato accertato da T. C. Tricas e J. E. McCosker nel 1984. Questo esemplare misurava 6 m e 40 cm di lunghezza e pesava circa 3.324 kg. Diversi grandi squali bianchi catturati in tempi più recenti misuravano più di 7 m di lunghezza, ma queste affermazioni hanno ricevuto qualche critica. Tuttavia, J. E. Randall pensa che il grande squalo bianco può superare i 6 m e 10 cm di lunghezza.

Un grande esemplare è stato catturato vicino a Kangaroo Island in Australia il 1 ° aprile 1987. Questo squalo è stato stimato essere più di 7 m di lunghezza da Peter Resiley, ed è stato designato come KANGA. Un altro grande squalo bianco è stato catturato a Malta da Alfredo Cutajar il 16 aprile 1987. Questo squalo è stato stimato di circa 7 m e 13 cm di lunghezza da John Abela ed è stato designato come MALTA.

Tuttavia, Cappo attirò critiche perché usò metodi di valutazione delle dimensioni proposti da J. E. Randall per suggerire che l’esemplare KANGA misurava 5 m e 80 – 6 m e 40 cm di lunghezza. In modo simile, anche I. K. Fergusson usò metodi di valutazione delle dimensioni proposti da J. E. Randall per suggerire che l’esemplare MALTA misurava 5 m e 30 – 5 m e 70 cm di lunghezza. Tuttavia, prove fotografiche hanno suggerito che questi esemplari erano più grandi rispetto alle stime delle dimensioni date attraverso i metodi di Randall.

Così, nel 1996, un team di scienziati, H. F. Mollet, G. M. Cailliet, A. P. Klimley, D. A. Ebert, A. D. Testi e L. J. V. Compagno, hanno esaminato i casi degli esemplari KANGA e MALTA per risolvere la controversia, conducendo un'analisi morfometrica completa dei resti di questi squali e rivalutando con prove fotografiche, nel tentativo di convalidare le stime delle dimensioni originali e le loro scoperte erano conformi a essi. Le scoperte hanno indicato che le stime di P. Resiley e di J. Abela sono ragionevoli e non possono essere escluse.

Un contendente in dimensioni è lo squalo tigre, Galeocerdo cuvier. Sebbene gli squali tigre (che sono, in media, di pochi metri più piccoli dei grandi squali bianchi) sono stati confermati per raggiungere almeno 5 m e 50 cm di lunghezza, è stato segnalato un esemplare non verificato di 7 m e 40 cm di lunghezza e un peso di 3.110 chilogrammi. Sono stati riportati anche altri squali macropredatori che, in casi eccezionali, rivaleggiano con questi squali in lunghezza, come lo squalo della Groenlandia, Somniosus microcephalus, e il lemargo del Pacifico, Somniosus pacificus.

Il problema del peso massimo è complicato dalla questione irrisolta se includere o meno il contenuto dello stomaco dello squalo durante la pesata. Con un solo morso un grande squalo bianco può raccogliere fino a 14 kg di carne, e può consumare centinaia di chilogrammi di cibo. Il più grande squalo bianco riconosciuto dall’International Game Fish Association (IGFA) è uno preso da Alf Dean nelle acque dell’Australia meridionale nel 1959, del peso di 1.208 kg. Da allora sono stati verificati esemplari più grandi catturati dai pescatori, ma sono stati successivamente respinti dal riconoscimento formale dai supervisori della IGFA per le violazioni delle regole.

Riproduzione

E’ ovoviviparo (le uova si sviluppano e si schiudono nell'utero e continuano a svilupparsi fino alla nascita). Il parto non è mai stato osservato, sebbene siano state esaminate femmine gravide. Il grande squalo bianco ha un periodo di gestazione di 11 mesi e le potenti mascelle del cucciolo iniziano a svilupparsi nel primo mese. Non ancora nati, partecipano al cannibalismo intrauterino, in cui i cuccioli più forti si nutrono dei loro fratelli più deboli.

Le nascite avvengono apparentemente durante la primavera fino a tarda estate, in acque costiere calde e temperate. Le aree dove adulti e neonati appaiono insieme, indicativi di riproduzione, includono le scogliere del N.E. degli Stati Uniti, Sud California, Sud ed Est Australia, il Mediterraneo Sud-Centrale.

Quasi nulla si sa sui rituali di accoppiamento. Alcune osservazioni indicano che l’effetto quasi soporifero di un grande banchetto (come una carcassa di balena) abbia portato all’accoppiamento. I grandi squali bianchi raggiungono la maturità sessuale intorno ai 15 anni di età, la durata massima della vita si crede sia più di 30 anni.

Dal 1980 sono state analizzate sei femmine incinte, catturate nelle acque costiere di Okinawa e Giappone, Nuova Zelanda e Tunisia. Notizie realistiche, ma non confermate, di catture di femmine gravide provengono dall'Australia, da Taiwan e dal Kenia. Sono stati riportati un numero di feti variabile tra due e dieci, con una lunghezza alla nascita tra i 120 e i 150 cm.

Pericoli

Competizione con le orche

Anche se il grande squalo bianco è generalmente considerato come un predatore al vertice in natura, in rari casi è preda dell’orca. Competizione interspecifica tra il grande squalo bianco e l'orca è probabile nelle regioni in cui le preferenze alimentari di entrambe le specie possono sovrapporsi. Un incidente è stato documentato il 4 ottobre 1997, nelle Farallon Islands al largo della California, in cui una femmina di orca di circa 4 m e 70 – 5 m e 30 cm immobilizzò un grande squalo bianco di circa 3 - 4-metri. L'orca tenne lo squalo capovolto per indurre l'immobilità tonica e lo tenne così per quindici minuti facendolo soffocare, poi ne mangiò il fegato.

Un altro attacco simile, a quanto pare vi ebbe luogo nel 2000, ma il suo esito non è chiaro. A seguito di questo attacco, un grande squalo bianco con un’etichetta satellitare è stato trovato alla profondità di 500 metri mentre nuotava verso le Hawaii. Dopo di ché, l'intera popolazione locale di circa 100 grandi squali bianchi scomparve dalla zona.

Durante i periodi preistorici, gli altri grandi cetacei dentati, come lo Squalodon e il Dorudon possono avere predato anche i grandi squali bianchi. Queste balene, a loro volta, erano probabilmente preda del più grande squalo lamnide, il Carcharodon megalodon, oggi estinto.

La fama di mangiatore di uomini

Più di qualsiasi attacco documentato, il romanzo di successo di Peter Benchley Jaws e il conseguente adattamento cinematografico del 1975 diretto da Steven Spielberg fornirono al grande squalo bianco l'immagine di un “mangiatore di uomini” nella mente del pubblico. Sebbene i grandi squali bianchi abbiano ucciso esseri umani, in genere non sono il loro bersaglio: per esempio, nel Mediterraneo negli ultimi due secoli ci sono stati 31 attacchi confermati agli esseri umani, la maggior parte non fatali. Molti degli incidenti sembrano essere “morsi di prova”.

I grandi squali bianchi mordono anche boe, relitti e altri oggetti insoliti, e potrebbe afferrare un essere umano o una tavola da surf per capire di cosa si tratta. Altri incidenti sembrano casi di errori di identificazioni, in cui uno squalo dal basso tende un’imboscata a un bagnante o a un surfista, credendo che la sagoma sia quella di una foca. Molti attacchi avvengono in acque con scarsa visibilità o in altre situazioni che mettono in pericolo i sensi dello squalo.

Alla specie sembra non piacere il sapore umano, o almeno troverebbe il sapore insolito. Ulteriori ricerche dimostrano che il primo morso serve a capire se vale la pena attaccare l'oggetto. Gli esseri umani, per la maggior parte, sono troppo ossuti per il loro gradimento, preferiscono di gran lunga una foca grassa, ricca di proteine. Tuttavia, alcuni ricercatori hanno ipotizzato che la ragione della bassa percentuale di decessi non è perché gli squali non amano la carne umana, ma perché gli esseri umani sono spesso in grado di fuggire dopo il primo morso.

Nel 1980 John McCosker notò che i subacquei che s’immergevano da soli, attaccati da grandi squali bianchi, sono stati uccisi e consumati almeno in parte, mentre i subacquei che si immergevano in coppia sono stati generalmente salvati dai loro amici. Tricas e McCosker suggeriscono che un modello standard per i grandi squali bianchi sia quello sferrare un primo attacco devastante, e quindi attendono che la preda s’indebolisca prima di mangiarla. La capacità degli esseri umani di uscire dalla sua portata con l'aiuto di altri, è un comportamento insolito per la preda di un grande squalo bianco.

Gli esseri umani, in ogni caso, non sono prede appropriate perché la digestione dello squalo è troppo lenta per far fronte all’elevato rapporto di ossa, muscoli e grasso di un essere umano. Di conseguenza, nella maggior parte degli attacchi registrati, i grandi squali bianchi interrompono il contatto dopo il primo morso. I decessi sono di solito causati dal dissanguamento piuttosto che dalla perdita degli organi critici o dall'essere completamente ingeriti.

Un ambientalista, Jimmy Hall, segnalò e documentò il suo incontro personale con un grande squalo bianco, soprannominato Schatzi, nel dicembre 2005, nelle acque al largo delle Hawaii. Questo incontro ricevette l'attenzione di tutto il mondo in quanto lo squalo rimase del tutto tranquillo. J. Hall dapprima fu cauto ma in seguito nuotò con questo squalo senza gabbia di protezione e lo toccò ripetutamente mentre lo riprendeva.

I grandi squali bianchi raramente attaccano e talvolta affondano anche le barche. Solo 5 dei 108 attacchi non provocati accertati, segnalati nella costa del Pacifico durante il 20 ° secolo hanno coinvolto i canoisti. In alcuni casi hanno attaccato barche fino a 10 metri di lunghezza, hanno urtato o fatto cadere persone in mare, solitamente attaccando la barca dalla poppa. In un caso, nel 1936, un grande squalo saltò completamente nella barca da pesca sudafricana Lucky Jim, facendo cadere in mare un membro dell'equipaggio. Le osservazioni subacquee di Tricas e McCosker suggeriscono che gli squali siano attratti dai campi elettrici generati dalle barche.

Immersioni con gli squali bianchi

Sebbene sia sicuro immergersi vicino alla maggior parte delle specie di squali, immergersi con i grandi squali bianchi richiede molta cura e prudenza, come rimanere all'interno di una gabbia d'acciaio. Le immersioni con le gabbie sono più comuni al largo delle coste dell’Australia, del Sudafrica e della Guadalupe Island al largo della costa della Baja California, dove i grandi squali grandi bianchi sono frequenti. Sono diventate un punto di riferimento per un settore turistico in piena espansione.

Una pratica comune è quella di pasturare l'acqua con pezzi di pesce per attirare gli squali e questo può far capire gli squali che le persone appartengano al loro ambiente e fargli associare l'attività umana con il cibo, una situazione potenzialmente pericolosa. Tirando l’esca con un filo, gli operatori turistici attirano lo squalo verso la gabbia, spesso provocandone l’urto. Altri operatori appendono l'esca direttamente fuori dalla gabbia, richiamando lo squalo molto vicino ai subacquei.

Allo stato attuale (2014), le esche appese sono illegali al largo dell’Isla Guadalupe e gli operatori subacquei affidabili non li usano. Gli operatori in Sudafrica e in Australia continuano a usare esche appese e richiami pinnipedi, sostenendo che non provochino attacchi e che i fulmini colpiscono gli esseri umani più spesso degli squali. La loro posizione è che devono essere fatte ulteriori ricerche prima di vietare pratiche come la pastura, che possono alterare il comportamento naturale degli animali.

Un compromesso è di utilizzare la pastura in aree in cui gli squali bianchi in ogni caso pattugliano attivamente, ben lontano da aree di svago umano. C’è da considerare che gli operatori seri e responsabili non nutrono gli squali, ma si limitano a far seguire la traccia della pastura senza che questa sia un cibo, in modo che una volta seguita e costatato che non c’è nulla da mangiare, alla fine lo squalo vada via senza associare la pastura ad un pasto. È stato suggerito che le strategie di autorizzazione del governo possono aiutare a far rispettare tali avvertenze suggerite.

Il turismo ha un’ influenza importante per la conservazione di questo animale. Un singolo set di mascelle di squalo bianco può fruttare fino a £ 20.000. Tuttavia, questa è una frazione del valore turistico di uno squalo vivo attraverso un'attività economica più sostenibile. Ad esempio, l’industria subacquea a Gansbaai, in Sudafrica, in questo momento (2012) si compone di sei imbarcazioni per gite guidate con ciascuna da 30 persone al giorno. Con commissioni tra i £ 50 e i £ 150 a persona, un singolo squalo vivo che si avvicina a ogni barca può produrre tra i £ 9.000 e i £ 27,000 di entrate giornaliere.

Lo squalo bianco in cattività

Probabilmente il prigioniero più famoso è stato una femmina di 2 m e 40 cm di nome Sandy, che nell'agosto del 1980 divenne l’unico grande squalo bianco ad essere ospitato presso lo Steinhart Aquarium della California Academy of Sciences a San Francisco, in California. Fu rilasciata perché non mangiava e sbatteva costantemente contro le pareti.

Prima dell’agosto del 1981, nessun grande squalo bianco in cattività ha vissuto per più di 11 giorni. Nel mese di agosto del 1981, uno squalo sopravvisse per 16 giorni al SeaWorld di San Diego prima di essere rilasciato. L'idea di contenere un grande squalo bianco vivo al SeaWorld di Orlando è stata utilizzata nel film del 1983 Jaws 3-D. Nel 1984, poco prima della sua giornata di apertura, il Monterey Bay Aquarium a Monterey, in California, ospitò il suo primo grande squalo bianco che morì dopo 10 giorni.

Nel luglio 2003, i ricercatori di Monterey catturarono una piccola femmina e la tennero in un grande recinto di reti vicino a Malibu per cinque giorni. Ebbero il raro previlegio di riuscire a nutrirlo prima di rilasciarlo. Nel settembre 2004, quando l'acquario fu in grado di collocare un grande squalo bianco per un’esposizione a lungo termine, una giovane femmina catturata al largo della costa di Ventura, è stata tenuta in un acquario da 3.800.000 litri a Outer Bay, in mostra per 198 giorni prima di essere rilasciata nel marzo 2005 e monitorata per i 30 giorni seguenti.

La sera del 31 agosto 2006, l'acquario ospitò un giovane maschio catturato al largo della Baia di Santa Monica, che misurava 1 m e 72 cm di lunghezza e pesava circa 47 kg. Il suo primo pasto, l'8 settembre 2006, fu una grossa bistecca di salmone. Fu rilasciato il 16 gennaio 2007, dopo 137 giorni.

Il Monterey Bay Aquarium ospitò un terzo grande squalo bianco, un giovane maschio, per 162 giorni tra il 27 agosto 2007 e il 5 Febbraio 2008. Al suo arrivo, misurava 1 m e 40 cm di lunghezza e pesava 30,6 kg. Crebbe fino a misurare 1 m e 80 cm e pesare 64 kg prima del rilascio.

Una giovane femmina ospitata alla Outer Bay Exhibit il 27 agosto 2008, sebbene nuotasse bene, si nutrì solo una volta durante il suo soggiorno e fu marcato e liberato il 7 settembre.

Un'altra giovane femmina fu catturata vicino a Malibu il 12 agosto 2009, presentata alla mostra di Outer Bay il 26 agosto, e rilasciata con successo nell'ambiente naturale il 4 novembre 2009.

Il Monterey Bay Aquarium, il 31 agosto 2011 ha aggiunto un maschio di 1 m e 38 cm catturato al largo di Malibu, nella loro ridisegnata esposizione “Open Sea”.

Conservazione

La protezione e la messa fuorilegge del commercio di parti del corpo dello squalo bianco e' stata sancita dalla legislazione e dallo statuto della pesca in Sud Africa (sin dall'Aprile 1991), similarmente con l'intevento dello Stato nella Jurisdizione della California (State Assembly Bill AB 522), al largo della Florida, lo Stato di Tasmania, Sud Australia, Sud Nuovo Galles e Ovest Australia.

Le catture dirette di questo squalo nell'intera costa orientale degli Stati Uniti sono proibite da una legislazione in vigore dal 1997. In alcune aree (Sud Australia e Sud Africa; e piu' di recente California) lo squalo bianco e' stato oggetto di lucro per attivita' non regolamentate e senza licenza per avventure turistiche subacquee, fotografie commerciali e pianificazione ecoturistica analoga al whale-watching (avvistamento di balene).

Non è chiaro quanto un aumento della pesca ai grandi squali bianchi abbia causato il declino delle popolazioni dal 1970 ad oggi. Nessun numero accurato della popolazione è disponibile, ma il grande squalo bianco è ormai considerato in via di estinzione. Gli squali catturati durante il lungo intervallo tra la nascita e la maturità sessuale non si riproducono, impedendo così il recupero della popolazione. La IUCN nota che si sa molto poco circa lo stato attuale (2013) del grande squalo bianco, ma poiché appare raro rispetto ad altre specie ampiamente distribuite, è considerato Vulnerabile.

È incluso nell’Appendice II della CITES, il che significa che il commercio internazionale della specie richiede un permesso. I pescatori catturano molti squali per le loro mascelle, i denti e le pinne, e come trofeo in genere. Il grande squalo bianco, comunque, è raramente oggetto di pesca commerciale, anche se la sua carne è considerata preziosa. Se accidentalmente catturato (accade per esempio in alcune tonnare nel Mediterraneo), viene ingannevolmente venduto come palombo.

A partire dal marzo 2010, è stato anche incluso nell'allegato I del Memorandum of Understanding on the Conservation of Migratory Sharks della Convention on the Conservation of Migratory Species of Wild Animals, che si sforza per una maggiore comprensione e coordinamento internazionale per la protezione di alcuni squali migratori.

A partire dall’aprile 2007, gli squali bianchi sono stati completamente protetti all'interno di 370 chilometri della Nuova Zelanda e alle barche da pesca neozelandesi è proibito pescarli anche al di fuori di quest’area. La pena massima è una multa di $ 250.000 e fino a sei mesi di carcere.

Note

Carlo Linneo diede al grande squalo bianco il suo primo nome scientifico, Squalus carcharias, nel 1758. Sir Andrew Smith gli diede il nome generico Carcharodon nel 1833, e nel 1873 il nome generico fu identificato con il nome specifico di Linneo e fu definito l'attuale nome scientifico Carcharodon carcharias. Carcharodon viene dalle parole greche karcharos, che significa tagliente o seghettato, e odous, che significa dente.

Il grande squalo bianco nacque durante la metà del Miocene. I primi fossili conosciuti sono di circa 16 milioni di anni. Tuttavia, la filogenesi del grande squalo bianco è ancora in discussione. L'ipotesi originale delle origini del grande squalo bianco è che condivide un antenato comune con uno squalo preistorico, il Carcharodon megalodon. Similitudini tra i resti fisici e le estreme dimensioni del grande squalo bianco e del Carcharodon megalodon hanno spinto molti scienziati a credere che questi squali fossero strettamente imparentati, e il nome Carcharodon megalodon è stato applicato a quest'ultimo.

Tuttavia, una nuova ipotesi propone che il Carcharodon megalodon e il grande squalo bianco siano lontani parenti (anche se condividono la famiglia Lamnidae), e che il grande squalo bianco è più strettamente imparentato con un antico squalo mako, Isurus hastalis, che al Carcharodon megalodon. Inoltre, la nuova ipotesi assegna il Carcharodon megalodon al genere Carcharocles, che comprende anche altri squali dai grandi denti, e che Otodus obliquus sia l’antico rappresentante dell’estinta discendenza Carcharocles.


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Specie del genere Carcharodon

   
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