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Squalo coda chiara

Euprotomicroides zantedeschia

(Hulley e Penrith, 1966)

Ordine: Squaliformi  Famiglia: Dalatiidae  Genere: Euprotomicroides

Descrizione

Lo squalo coda chiara è una specie poco conosciuta di pescecane della famiglia Dalatiidae, e l'unico membro del suo genere. È conosciuto per due esemplari raccolti nelle profondità dell’Atlantico meridionale. E' compresso lateralmente, con un muso lungo e arrotondato e grandi occhi ovali. La bocca è grande, contenente 29 file di denti nella mascella superiore e 34 file di denti nella mascella inferiore. I denti superiori sono piccoli e aghiformi, mentre i denti inferiori sono grandi e triangolari, con le basi incastrate fino a formare una continua superficie tagliente.

Le labbra sono spesse e frangiate, anche se non modificate per l’aspirazione. Le cinque paia di fessure branchiali sono ampie, e aumentano di dimensioni dalla prima all’ultima. Le due pinne dorsali sono arrotondate e prive di spine; la prima è più piccola della seconda e posta tra le pinne pettorali e quelle pelviche. Le pinne pettorali sono simili a pale arrotondate. Le pinne pelviche sono piccole e poste al livello della seconda pinna dorsale; la pinna anale è assente. La pinna caudale ha una forte lobo inferiore e un lungo lobo superiore, con una prominente tacca vicino alla punta.

Il corpo è coperto da piccoli denticoli dermici non sovrapposti; ogni denticolo ha creste radiali che convergono verso una buca circolare. Il corpo è colore marrone scuro sul dorso e nero sotto, con margini chiari sulle pinne. Ci sono piccoli fotofori, che emettono luce, sparsi su tutto il corpo.

Le muscolose pinne pettorali simili a lobi dello squalo coda chiara indicano che esse possono essere utilizzate per la propulsione, in modo più simile a quella delle chimere che agli altri squali, o almeno per librarsi nella colonna d'acqua.

Sul ventre di fronte alla cloaca, c'è un taglio simile a un astuccio privo di denticoli e provvisto di un tessuto luminescente formato da numerose papille fitte. L'ingresso dell’astuccio è una fessura con pieghe di pelle. In vita, l’astuccio emette un liquido blu brillante dalla funzione sconosciuta.

Habitat

Due esemplari di squalo coda chiara sono stati catturati al largo del Sudafrica in una rete a strascico ad una profondità di 458 - 641 m, e al largo dell’Uruguay in una rete a strascico ad una profondità di 195 - 205 m. Queste registrazioni indicano che questo squalo è un abitante del mare aperto. Tuttavia, non è chiaro se gli esemplari noti sono stati catturati vicino al fondo del mare dove operavano le reti o a mezz'acqua quando le reti venivano recuperate.

Distribuzione

Atlantico meridionale. Una cattura è avvenuta al largo del Sudafrica e una al largo dell’Uruguay.

Alimentazione

Predatore formidabile per le sue dimensioni. Le mascelle e i denti fortemente costruiti probabilmente gli consentono di affrontare prede relativamente grandi.

Dimensioni

Il primo esemplare era una femmina immatura (originariamente segnalata erroneamente come un maschio adulto), lungo 17,6 centimetri, e il secondo era un maschio maturo lungo 41,6 centimetri.

Riproduzione

La riproduzione è probabilmente vivipara aplacentale come negli altri membri della sua famiglia.

Pericoli

Lo squalo coda chiara non viene catturato in modo rilevante da qualsiasi attività di pesca, probabilmente a causa delle sue ridotte dimensioni e del suo habitat. L’International Union for Conservation of Nature (IUCN) non dispone ancora di dati sufficienti per valutare il suo stato di conservazione.

Note

Il primo esemplare di squalo coda chiara è stato raccolto dal peschereccio di Città del Capo Arum nel 1963, ed è stato inizialmente identificato come squalo pigmeo naso lungo (Heteroscymnoides marleyi) prima di essere riconosciuto come una specie fino ad allora sconosciuta. Il nome del genere Euprotomicroides deriva dalla somiglianza di questo squalo con lo squalo pigmeo (Euprotomicrus bispinatus).

Il nome specifico zantedeschia deriva dall’etiopico Zantedeschia, una specie di giglio da cui il peschereccio è stato chiamato Arum. Analisi filogenetiche basate sulla dentizione indicano che lo squalo coda chiara è il membro più basale della sua famiglia, ed è sorella del clade contenente tutte le altre specie del genere Dalatiidae.

Sebbene non vi siano resti fossili certi, lo squalo coda chiara potrebbe essersi evoluto nel primo Paleocene (65,5 - 55,8 Ma), come parte di una più grande radiazione adattativa dei pescecani in habitat a mezz’acqua. I denti dello squalo estinto Palaeomicroides ursulae, trovati nei depositi del primo periodo Campaniano (83,5 - 70,6 Ma) in Germania, sono molto simili a quelli dello squalo coda chiara.



Specie del genere Euprotomicroides

   
© 1999-2014 Antonio Nonnis