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Gattuccio dalla coda a sega pinna lunga

Galeus cadenati

(Springer, 1966)

Ordine: Carcharhiniformi  Famiglia: Scyliorhinidae  Genere: Galeus

Descrizione

Questa specie è snella, con una testa ampia e un muso moderatamente lungo e appuntito. I grandi occhi sono orizzontalmente ovali, dotati di rudimentali membrane nittitanti, ed è privo di creste prominenti sotto. Un modesto spiracolo si trova dietro ciascun occhio. Le narici sono grandi e parzialmente coperte da lembi di pelle triangolari anteriori. La bocca è ampia e ricurva, con solchi abbastanza lunghi solchi. I denti hanno una lunga cuspide centrale affiancata su entrambi i lati da una o due paia di cuspidi laterali. La mascella superiore del tipo nomenclaturale conteneva 62 file di denti.

Le cinque paia di fessure branchiali sono piccole, con il quarto e il quinto paio sopra le basi delle pinne pettorali. Le due pinne dorsali sono simili per forma e dimensioni, con apici smussati. La prima pinna dorsale ha origine sul punto medio delle basi delle pinne pelviche, mentre la seconda ha origine sul punto medio della base della pinna anale. Le pinne pettorali sono grandi e larghe, con gli angoli arrotondati.

Le pinne pelviche e anale sono basse e angolari. La base della pinna anale è lunga rispetto a quella del gattuccio dalla coda rugosa, misurando il 13 - 16% della lunghezza totale. La pinna caudale ha un piccolo lobo inferiore arrotondato e una tacca ventrale vicino alla punta del lobo superiore. Il corpo è coperto da piccoli denticoli dermici sovrapposti, ognuno con una corona a forma di foglia recante una cresta orizzontale e tre denti marginali.

Una serie di denticoli dermici formano un’evidente cresta seghettata lungo il bordo dorsale anteriore della pinna caudale. Questa specie è brunastra sul dorso, con un modello marmoreo di selle e macchie più scure lungo il corpo e la coda che diventano indistinte dietro l'origine della prima pinna dorsale. Il ventre è uniformemente chiaro, e l'interno della bocca è scuro.

Habitat

Demersale in natura, vive a profondità di 431 - 549 m.

Distribuzione

Si trova solo nel Mar dei Caraibi al largo di Panama e della Colombia.

Dimensioni

Raggiunge una lunghezza massima di 35 cm, più piccolo del gattuccio delle Antille e paragonabile al gattuccio dalla coda rugosa.

Riproduzione

Poco si sa della sua biologia. La riproduzione è ovipara; le femmine mature hanno un ovario funzionale indipendente, sulla destra, e due ovidotti funzionali. All’interno di ogni ovidotto matura un singolo uovo alla volta. L'uovo è racchiuso in una capsula a forma di fiasco di circa 4,9 - 5,1 cm di lunghezza, 1,2 - 1,4 cm di diametro sulla parte superiore e 1,6 cm di diametro sulla parte inferiore; ci sono filamenti avvolti in alto ai due angoli.
Le femmine maturano a circa 29 - 34 cm di lunghezza; i maschi adulti sono sconosciuti e il più grande maschio immaturo noto misurava 29 cm.

Pericoli

Il gattuccio dalla coda a sega pinna lunga può essere catturato accidentalmente nelle reti a strascico per gamberetti, anche se non sono disponibili informazioni specifiche. Il suo piccolo areale lo rende potenzialmente suscettibile allo sfruttamento eccessivo. Data una mancanza di informazioni, l’International Union for Conservation of Nature (IUCN) ha valutato questa specie come Dati insufficienti.

Note

Il rinomato esperto di squali Stewart Springer descrisse il Gattuccio dalla coda a sega pinna lunga in un numero del United States Fish and Wildlife Service Fishery Bulletin del 1966, basandosi su una femmina di 31 centimetri raccolta al largo di Panama il 30 maggio 1962. Chiamò la specie dallo zoologo francese Jean Cadenat, che descrisse il simile gattuccio dalla coda a sega africano (Galeus polli).

Springer e altri autori avrebbero poi considerato il gattuccio dalla coda a sega pinna lunga come una sottospecie del gattuccio dalla coda rugosa (Galeus arae). Nel 1998 e nel 2000, Hera Konstantinou e colleghi hanno pubblicato revisioni del gattuccio dalla coda rugosa in cui hanno elevato Galeus arae cadenati portandolo al rango di specie completa, insieme all’altra sottospecie Galeus arae antillensis.



Specie del genere Galeus

   
© 1999-2014 Antonio Nonnis