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Gattuccio boccanera

Galeus melastomus

(Rafinesque, 1810)

Ordine: Carcharhiniformi  Famiglia: Scyliorhinidae  Genere: Galeus

Dentizione


Descrizione

Questa specie ha un corpo sottile con un muso appuntito piuttosto lunga, che comprende circa il 6 - 9% della lunghezza totale. Il bordo anteriore di ciascuna narice ha un lembo di pelle triangolare di grandi dimensioni, che divide la narice in aperture di afflusso e deflusso. Gli occhi sono orizzontalmente ovali e dotati di rudimentali membrane nittitanti. Sotto ogni occhio vi è una sottile cresta, e dietro un piccolo spiracolo. La bocca forma un breve, ampio arco, e ha solchi moderatamente lunghi intorno agli angoli. La mascella superiore e inferiore contengono rispettivamente circa 69 e 79 file di denti. Ogni dente è piccolo, con una stretta cuspide centrale affiancata da una o due cuspidi più piccole ai lati.

Ci sono cinque paia di fessure branchiali, con il quinto paio sopra le basi delle pinne pettorali. Le due pinne dorsali sono di dimensioni quasi uguali e poste molto indietro sul dorso: la prima ha origine dietro il punto medio delle basi delle pinne pelviche e la seconda è dietro il punto medio della base della pinna anale. Le pinne pettorali sono ampie, mentre le pinne pelviche sono piccole e basse, con margini angolari. La pinna anale è molto più grande rispetto alle due pinne dorsali; la sua base misura 13 - 18% della lunghezza totale e supera di gran lunga la distanza tra le pinne pelviche e la pinna anale, o tra le due pinne dorsali.

Il peduncolo caudale è compresso lateralmente, con la fine della pinna anale molto vicino alla pinna caudale. La pinna caudale comprende circa un quarto della lunghezza totale; il lobo superiore è basso, con una tacca ventrale vicino alla punta, mentre il lobo inferiore è indistinto. La pelle è molto spessa e coperta da denticoli dermici ben calcificati. C'è una prominente cresta di denticoli allargati, simili ai denti di una sega, lungo il bordo superiore della pinna caudale.

Il corpo è grigiastro bruno sul dorso, con 15 - 18 selle arrotondate, macchie e / o punti scuri che corrono lungo la coda; ogni macchia è evidenziata da un bordo più pallido. Il ventre è bianco, così come le punte delle pinne dorsali e della caudale. L'interno della bocca è nero.
Relativamente lento, questo squalo nuota con forti ondulazioni anguilliformi del corpo.

Habitat

Questa specie vive a profondità di 150 – 1.400 m. Tuttavia, è stato documentato in acque poco profonde a meno di 50-60 metri al largo del sud della Francia, e a 2.300 – 3.850 m nel Mediterraneo orientale. La profondità in cui è più frequente varia da una regione all’altra, ad esempio a 300 - 500 m nel Golfo di Biscaglia, a 400 - 800 m al largo del Portogallo, a 500 - 800 m nel Canale di Sicilia, a 1.000 – 1.400 m nel Mar Catalano e a 1.500 - 1.830 m nel Mediterraneo orientale.

La temperatura dell'acqua non sembra essere un fattore importante nel determinare la distribuzione di questa specie. Trovato sopra o vicino al fondo, il boccanera preferisce habitat fangosi. Una serie di studi nel Mediterraneo settentrionale e occidentale hanno riferito che gli adulti si trovano più in profondità rispetto ai giovani. È possibile che zone come le acque al largo del sud della Francia offrono un habitat adatto per gli squali di tutte le età.

Un'altra spiegazione con qualche supporto scientifico è che gli adulti sono più comuni a profondità intermedie, mentre i giovani squali sono limitati in acque più basse e sia gli adulti sia i giovani si trovano in acque più profonde. Se fosse vero, le incongruenze tra età e profondità osservate dalle ricerche precedenti potrebbero essere il risultato di incompleti campionamenti statistici di profondità.

All'interno del suo areale, il boccanera è uno degli squali più abbondanti sulla piattaforma continentale superiore. È nomade di natura e si può trovare da solo o in gruppi. È stato visto anche riposando immobile sul fondo.

Distribuzione

Il boccanera è ampiamente distribuito, si trova nell'Atlantico nord – orientale, dall'Islanda sud – occidentale e da Trondheim, in Norvegia, fino al Senegal, comprese le Isole Fær Øer, le Isole Britanniche, e le Azzorre.

Si trova anche in tutto il Mediterraneo, fatta eccezione per le acque a nord del Mare Adriatico e nel Mar Egeo, ed è assente dal Mar Nero.

Alimentazione

Il boccanera è un attivo predatore generalista che si nutre anche di organismi bentonici. La sua dieta è costituita principalmente da decapodi, krill, pesci ossei e cefalopodi. Le prede più significative in genere rispecchiano ciò che è più disponibile nell'ambiente, ad esempio i gamberetti Calocaris macandreae e Pasiphaea multidentata al largo del sud della Francia e i gamberi Sergestes arcticus e Sergia robusta al largo della penisola iberica. I giovani consumano una maggiore quantità e varietà di crostacei rispetto agli adulti.

Gli adulti preferiscono pesci relativamente grandi e sono conosciuti per nutrirsi di altri squali e razze e di piccoli membri della stessa specie. L'importanza dei cefalopodi varia tra le regioni. Gli stomaci di alcuni boccanera contenevano pezzi di animali troppo grandi per un singolo squalo, suggerendo che a volte può attaccare in gruppo.

Quando si nutre, il boccanera oscilla la testa da un lato all’altro impiegando i suoi sensi in modo più efficace. Esso si basa soprattutto sulla vista e sull’elettrorecezione per trovare cibo. Come nella maggior parte degli squali, la sua acutezza visiva è più grande lungo il piano mediano orizzontale. I cristallini e i coni dei suoi occhi sono grandi, permettendogli di distinguere gli oggetti più piccoli o lontani. I bastoncelli dei suoi occhi sono più sensibili alle lunghezze d'onda emessa dalla bioluminescenza, che è esposta dalla maggior parte delle prede di cui si nutre.

Per l’elettrorecezione, il boccanera ha un elevato numero di ampolle di Lorenzini, disposte in modo uniforme, che migliorano la risoluzione spaziale e sono particolarmente adatte per la localizzazione di prede veloci.

Dimensioni

Per quanto ci è noto, il più grande esemplare registrato nel Mediterraneo è una femmina di 62 cm catturata a Barcellona, nel Mare Catalano, nel 2000. La lunghezza massima riportata del boccanera varia dai 67 ai 79 cm per gli squali dell'Atlantico e dai 50 ai 64 cm per gli squali del Mediterraneo; una lunghezza registrata di 90 cm può essere dubbia. Il peso massimo mai registrato è di 1,4 kg.

Riproduzione

A differenza di molti membri del suo genere, il boccanera mostra l’oviparità multipla, in cui più di un uovo può maturare all'interno di ogni ovidotto simultaneamente. Le femmine possono contenere fino a 13 uova in via di sviluppo, anche se tipicamente 1 - 4 per ovidotto. Il numero di uova deposte ogni anno è stato stimato tra 60 e 100. Nelle femmine mature solo l'ovaio destro è funzionale.

Il guscio dell’uovo è a forma di vaso e porta una leggera flangia lungo i margini laterali; la parte anteriore è squadrata, con un paio di tozze corna a spirale agli angoli, mentre la parte superiore è arrotondata. La superficie del guscio è un po’ trasparente, liscia e lucida. Il guscio è di un colore marrone dorato quando viene deposto e diventa marrone scuro in acqua. Le uova prodotte dagli squali dell’Atlantico misurano 3,5 - 6,5 cm di lunghezza e 1,4 - 3,0 cm di diametro.

Quelle prodotte dagli squali del Mediterraneo tendono ad essere inferiori a 4,2 - 5,5 cm di lunghezza e 1,7 - 2,5 cm di diametro. Le femmine più grandi producono uova leggermente più grandi. L'accoppiamento e la deposizione delle uova avviene tutto l'anno; l'attività riproduttiva è più alta in inverno che in estate, anche se non tutti gli studi hanno trovato un andamento stagionale. Le uova vengono depositate su substrati fangosi in acque relativamente poco profonde. Le dimensioni alla maturità variano tra le regioni geografiche, ed è generalmente più grande nell'Atlantico che nel Mediterraneo.
Nell’Atlantico i maschi misurano 48 – 79 cm mentre le femmine misurano 56 – 79 cm, e nel Mediterraneo i maschi misurano 42 – 55 cm mentre le femmine misurano 39 – 61 cm.

Pericoli

Noti predatori del boccanera includono lo scimnorino (Dalatias licha) e il totano (Todarodes sagittatus). Parassiti che sono stati documentati da questa specie sono la tenia Ditrachybothridium macrocephalum e la protista Eimeria palavensis.

Innocuo per l'uomo e di scarso valore economico, il boccanera viene catturato accidentalmente in gran numero dalle reti a strascico commerciali e dai palangari. In particolare viene catturato al largo del Portogallo e nel Mediterraneo. La maggior parte degli squali catturati vengono scartati. Alcuni tipi di pesca, come quelli al largo del Portogallo e dell'Italia, mantengono e utilizzano un piccolo sottoinsieme di esemplari più grandi per il consumo umano fresco o essiccato e salato, e per la pelle; la flotta peschereccia di Viareggio, in Toscana, riferì lo sbarco di 700 kg nel 2005.

Nell'Atlantico nord - orientale, questo squalo è sempre più nel mirino dei pescatori a seguito del declino di altre specie di squali in acque profonde. Al largo della Corsica, della Sicilia e del Portogallo meridionale, e dei mari Ionio, Adriatico meridionale e l’Egeo, la maggior parte dei boccanera catturati sono immaturi, suggerendo che c'è stato un impatto negativo della pesca. Tuttavia, la specie rimane estremamente abbondante in alcune aree e dati delle indagini e della pesca non hanno mostrato alcuna evidenza di declino della popolazione complessiva.

L’ampio areale delle profondità in cui vive probabilmente gli permette una certa protezione contro la pesca, soprattutto in considerazione di un divieto di pesca del 2005 nel Mediterraneo. Pertanto, l’International Union for Conservation of Nature (IUCN) ha valutato il boccanera A Basso rischio. Nelle acque della Commissione europea, la pesca di questa specie è gestita come parte del Totale Ammissibile di Catture (TAC) per gli squali in acque profonde.

Note

Constantine Samuel Rafinesque descrisse brevemente il boccanera nei suoi Caratteri di alcuni nuovi generi e nuove specie di animali e piante della Sicilia: con varie osservazioni sopra i medesimi del 1810, in cui egli fa riferimento al caratteristico interno nero della sua bocca (da cui deriva l'epiteto specifico melastomus). Non è stato designato nessun tipo nomenclaturale.

Questa specie può anche essere chiamata pescecane dalla bocca nera. Un’analisi filogenetica del 2005 che comprendeva cinque specie Galeus, basata sul DNA mitocondriale e nucleare, rivelò che il boccanera forma un clade con il gattuccio murino. I più antichi fossili documentati di boccanera provengono dagli Appennini settentrionali e risalgono al Pliocene inferiore (5,3 - 3,6 Ma).


Immagini

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Specie del genere Galeus

   
© 1999-2014 Antonio Nonnis