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Squalo timido variegato

Haploblepharus edwardsii

(Schinz, 1822)

Ordine: Carcharhiniformi  Famiglia: Scyliorhinidae  Genere: Haploblepharus

Descrizione

Lo squalo timido variegato è più snello rispetto ad altri squali timidi, con una corta e larga testa appiattita dorsalmente e un muso strettamente arrotondato. I grandi occhi ovali hanno pupille simili a quelle dei gatto, una semplice membrana nittitante e sotto una prominente cresta. Le narici sono molto grandi, con un paio di lembi di pelle triangolari notevolmente ampliati davanti che si fondono insieme e raggiungono la bocca. C'è una profonda scanalatura che collega l’apertura di deflusso di ciascuna narice alla bocca, nascosta dai lembi nasali. La bocca è corta con solchi agli angoli su entrambe le mascelle.

Ci sono 26 - 30 file di denti nella mascella superiore e 27 - 33 file di denti nella mascella inferiore. La forma dei denti è sessualmente dimorfica: quelli dei maschi sono più lunghi e con 3 punte, mentre quelli delle femmine sono più corti e a 5 punte. Insolitamente, le due metà della mascella inferiore sono collegate da una cartilagine speciale che permette una distribuzione dei denti più uniforme e può aumentare la forza del morso. Le cinque paia di fessure branchiali sono posizionate sulla superficie superiore del corpo. Le pinne dorsali, pelviche e anale sono tutti di dimensioni simili. Le pinne dorsali sono situate molto indietro sul dorso; la prima ha origine dietro le origini delle pinne pelviche e la seconda dietro all'origine della pinna anale. Le pinne pettorali sono ampie e di medie dimensioni.

La corta e ampia pinna caudale comprende circa un quinto della lunghezza del corpo e ha una profonda tacca ventrale vicino alla punta del lobo superiore e un lobo inferiore poco sviluppato. La pelle è spessa e coperta da denticoli dermici a forma di foglia ben calcificati. La colorazione dorsale è costituita da uno sfondo marrone chiaro o scuro con una serie impressionante di 8 - 10 “selle” giallastre o marroni rossastre con i margini più scuri, il tutto ricoperto da una profusione di piccoli punti bianchi. Il ventre è bianco. Questa specie raggiunge una lunghezza di 60 cm, con una lunghezza massima di 69 cm. Gli squali che si trovano ad ovest di Cape Agulhas sono più piccoli di quelli che si trovano ad est, raggiungendo solo 48 cm di lunghezza.

Habitat

Questa squalo bentonico è più comune su fondali sabbiosi o rocciosi. Vive in acque progressivamente più profonde verso la parte nord - orientale del suo areale, dai 0 - 15 metri al largo di Cape Town ai 40 - 130 metri al largo di KwaZulu-Natal; questo modello di distribuzione può riflettere la sua preferenza per le acque più fredde.

Distribuzione

L’areale dello squalo timido variegato è limitato alla piattaforma continentale lungo la costa del Sudafrica, dalla Langebaan Lagoon nella Provincia del Capo Occidentale alla costa occidentale della Algoa Bay. I rapporti precedenti di questo squalo trovato a nord fino a Durban sono ora ritenuti errori di identificazione con altre specie. Abbastanza comune nel suo piccolo areale, il lento e solitario squalo timido variegato giace spesso sul fondo del mare. È gregario e diversi individui possano riposare insieme.

Alimentazione

Predatore generalista, lo squalo timido variegato è noto per catturare una varietà di piccole prede bentoniche: crostacei (tra cui granchi, gamberi, aragoste, stomatopodi e paguri), vermi anellidi (compresi policheti), pesci ossei (tra cui acciughe, sgombri cavallini e ghiozzi), cefalopodi (compresi calamari) e frattaglie di pesce.

Nel complesso, la componente più importante della dieta di questo squalo sono i crostacei, seguita da policheti e poi da pesci. I maschi sembrano preferire i policheti, mentre le femmine preferiscono i crostacei. È stato osservato un esemplare che attaccava un polpo comune (Octopus vulgaris) strappando un tentacolo con un movimento rotatorio.

Dimensioni

Misura solitamente fino a 60 cm di lunghezza.

Riproduzione

E’ oviparo; non c'è una distinta stagione riproduttiva e la riproduzione avviene tutto l'anno. Le femmine depositano una o due uova alla volta, attaccandole a strutture verticali come le gorgonie. I gusci delle uova dalle pareti sottili sono marroni con distintive bande trasversali pallide; e hanno una consistenza un po’ pelosa e lunghi viticci adesivi agli angoli. Sono più piccole di quelle di altre specie di squali timidi, misurando 3,5 - 5 cm di lunghezza e 1,5 - 3 cm di diametro.

Le uova si schiudono dopo tre mesi e gli squali misurano circa 9 cm di lunghezza. La lunghezza alla maturità per entrambi i sessi è stata segnalata dai 35 ai 55 cm da varie fonti; questo alto grado di variabilità può riflettere le differenze regionali, poiché gli squali nella parte orientale del suo areale sembrano maturare ad una dimensione più grande rispetto a quelli della parte occidentale. L'età alla maturità è stimata a circa 7 anni, e la durata massima è di almeno 22 anni.

Pericoli

Lo squalo timido variegato è preda di grandi pesci, come lo squalo sette branchie naso largo (Notorynchus cepedianus). È stata documentata un’otaria orsina del Capo (Arctocephalus pusillus pusillus) che catturava e giocava con squali timidi variegati, gettandoli in aria o rosicchiandoli. Lo squalo viene spesso ferito o ucciso nel corso di questi incontri; la foca può mangiarlo strappando pezzi di carne, ma raramente consuma lo squalo intero. A volte, gli zafferani meridionali (Larus dominicanus vetula) traggono vantaggio da questo comportamento e rubano gli squali dalle foche.

Quando vengono minacciati o disturbati, lo squalo timido variegato adotta una postura caratteristica in cui si arriccia in un anello e copre gli occhi con la coda; questa reazione è la spiegazione dei nomi comuni “squalo timido” e “ciambella”, e rende lo squalo più difficile da ingoiare per un predatore.

Le uova dello squalo timido variegato sono nutrimento dei buccini Burnupena papyracea e Burnupena lagenaria, almeno in cattività.

Noti parassiti di questa specie includono il tripanosoma Trypanosoma haploblephari, che infesta il sangue, il nematode Proleptus obtusus, che infesta l'intestino e i copepodi Charopinus dalmanni e Perissopus oblongatus, che infestano la pelle. Un altro parassita è la larva dell’isopode Gnathia pantherina, che infesta le narici, la bocca e le branchie. Il profondo apparato boccale di queste larve danneggia in modo significativo i tessuti locali, causando emorragia e infiammazione.

Innocuo per l'uomo, lo squalo timido variegato può essere facilmente catturato con le mani. Non ricercato dalla pesca commerciale a causa delle sue ridotte dimensioni, viene preso accidentalmente e scartato da pescherecci a strascico che operano tra la Mossel Bay e East London, e dalle barche dei pescatori a False Bay. Molti vengono agganciati dai pescatori sportivi, che in genere li scartano o li uccidono.

L'International Union for Conservation of Nature (IUCN) ha valutato lo squalo timido variegato come Quasi a rischio. Anche se resta abbondante, il piccolo areale di questo squalo si trova interamente all'interno di una regione fortemente pescata, e l’aumento delle attività di pesca o il degrado dell'habitat potrebbe avere un impatto sull'intera popolazione.

Note

Il primo noto riferimento allo squalo timido variegato nella letteratura fu dell’importante naturalista inglese George Edwards nel 1760, con il nome Catulus major vulgaris, di tre esemplari catturati al largo del Capo di Buona Speranza che da allora sono andati perduti. Nel 1817, lo zoologo francese Georges Cuvier descrisse questa specie come “Scyllium D'Edwards”, basandosi sulla descrizione di Edwards, anche se non era considerato un vero nome scientifico.

Nel 1832, lo zoologo tedesco Friedrich Siegmund Voigt tradusse la descrizione di Cuvier sotto il nome di Scyllium edwardsii, ricevendo così l'attribuzione per la specie. Tuttavia, nel 2001 M. J. P. van Oijen scoprì che il naturalista svizzero Heinrich Rudolf Schinz aveva fornito una prima traduzione del testo di Cuvier con il proprio nome scientifico nel 1822, e successivamente l’International Commission on Zoological Nomenclature (ICZN), pronunciò una decisione che questa specie fosse correttamente attribuita a Schinz. Nel 1913, lo zoologo americano Samuel Garman creò il nuovo genere Haploblepharus per questa e le altre specie di squali timidi.

Una volta erano riconosciute due forme di squali timidi variegati: “del Capo” e “del Natal”, che differivano per l’aspetto e le preferenze di habitat. Nel 2006, la forma “del Natal” è stata descritta come una nuova specie, lo squalo timido del Natal. Un’analisi filogenetica del 2006, basata su tre geni del DNA mitocondriale, ha scoperto che lo squalo timido variegato è il membro più basale della sua famiglia, con un rapporto sorella al clade che contiene lo squalo timido scuro (Haploblepharus pictus) e lo squalo timido bruno (Haploblepharus fuscus). Lo squalo timido del Natal non è stato incluso nello studio, anche se è molto simile morfologicamente a questa specie.

Il nome comune “squalo timido variegato” si riferisce alla vipera soffiante (Bitis arietans), una vipera africana ampiamente distribuita con colorazione simile.



Specie del genere Haploblepharus

   
© 1999-2014 Antonio Nonnis