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Squalo timido scuro

Haploblepharus pictus

(Müller & Henle, 1838)

Ordine: Carcharhiniformi  Famiglia: Scyliorhinidae  Genere: Haploblepharus

Descrizione

Differisce da altri squali timidi in quanto quando sono giovani hanno un corpo più sottile e da adulti un corpo più tarchiato. La sua testa è corta, larga e appiattita, con un muso arrotondato e narici molto grandi. I bordi anteriori delle narici hanno lobi di pelle notevolmente allargati, che si fondono in un unico lembo che raggiunge la bocca; il lembo nasconde le aperture nasali di deflusso e un paio di scanalature che corrono tra di loro e la bocca. I grandi occhi orizzontalmente ovali sono dotati di rudimentali membrane nittitanti, e hanno forti creste sotto.

La bocca è corta ma larga e ha solchi agli angoli che si estendono su entrambe le mascelle. Ci sono 45 - 83 file di denti nella mascella superiore e 47 - 75 file di denti nella mascella inferiore; ogni dente ha una lunga cuspide centrale affiancata da un paio di piccole cuspidi. Le cinque paia di fessure branchiali si trovano abbastanza in alto sul corpo. Le due pinne dorsali sono di dimensioni quasi uguali e collocate molto indietro sul dorso, con la prima che ha origine sopra l'ultimo terzo delle basi delle pinne pelviche e la seconda sopra la seconda metà della base della pinna anale.

Le pinne pettorali e pelviche sono ampie e arrotondate; i maschi hanno grossi pterigopodi. Le pinne pelviche ed anale sono grandi quasi come le pinne dorsali. L’ampia pinna caudale comprende circa un quinto della lunghezza totale del corpo ed ha una forte tacca vicino alla punta del lobo superiore e un lobo inferiore indistinto. La pelle è spessa e coperta da denticoli dermici a forma di freccia ben calcificati. La colorazione dello squalo timido scuro è molto variabile, e particolari individui possono assomigliare ad altre specie di squali timidi.

Il colore di sfondo varia dal marrone chiaro al rossastro al grigiastro al quasi nero sul dorso, passando bruscamente al bianco o color crema sul ventre, a volte con macchie scure sotto le pinne pari. Ci possono essere 6 - 8 selle variabili arancioni, marroni o nerastre selle lungo il dorso e la coda, bordate più o meno di nero. Ci possono essere anche puntini bianchi all'interno o tra le selle.

Habitat

Questa specie bentonica si trova vicino alla riva, dalla zona intertidale fino a una profondità di 35 m. Predilige le scogliere e le foreste di kelp, ma attraversa anche chiazze di sabbia tra habitat più adatti.

Distribuzione

L’areale è limitato alle acque costiere del Sudafrica, dal nord di Luderitz nella Namibia meridionale ad est della foce del fiume Storms nella Provincia del Capo orientale del Sudafrica. È abbondante, in particolare ad ovest di Capo Agulhas.

Alimentazione

E’ un predatore generalista le cui principali prede sono, in ordine decrescente di importanza, piccoli crostacei bentonici, pesci ossei e molluschi. Squali più grandi possono mangiare crostacei. In alcune occasioni vengono catturati anche policheti ed echinodermi, e possono ingerire incidentalmente anche alghe.

Dimensioni

Misura non oltre i 60 cm di lunghezza.

Riproduzione

Come gli altri membri del suo genere, lo squalo timido scuro è oviparo; le femmine adulte hanno un ovario funzionale indipendente e due ovidotti funzionali. Non sembra esserci nessuna distinta stagione riproduttiva e la riproduzione avviene tutto l'anno. Le femmine producono due uova alla volta, uno per ovidotto.

Le uova sono racchiuse in capsule a forma di borsa di 5,5 centimetri di lunghezza e 2,5 di spessore; ogni capsula è colore ambra o marrone scuro e porta sottili viticci attorcigliati ai quattro angoli. In un’osservazione di un uovo covato dopo 104 giorni, l'embrione in via di sviluppo aveva i filamenti branchiali esterni fino a quando non era di 50 giorni, e aveva completamente assorbito il suo sacco vitellino poco prima della schiusa.

Le uova in natura tipicamente si schiudono in 6 - 10 mesi, con lo squalo appena nato che misura 10 - 12 cm di lunghezza. Entrambi i sessi crescono approssimativamente alla stessa velocità, raggiungendo la maturità sessuale intorno ai 15 anni di età. I maschi e le femmine maturi misurano rispettivamente 40 - 57 cm e 36 - 60 cm di lunghezza. La durata massima della vita è di 25 anni.

Pericoli

In cattività, sono stati documentati i casi in cui i buccini Burnupena papyracea e Burnupena lagenaria foravano le uova di questa specie estraendo il tuorlo. Un parassita conosciuto dello squalo timido scuro è il tripanosoma Trypanosoma haploblephari, che infesta il sangue.

Lo squalo timido scuro non rappresenta alcun pericolo per gli esseri umani ed è troppo piccolo per essere di importanza commerciale. Molti vengono presi dai pescatori sportivi, che considerano lo squalo come un parassita e spesso lo uccidono. Poiché lo squalo timido scuro rimane comune e non sembra minacciato dalle attività umane, è stato valutato come A basso rischio dall'International Union for Conservation of Nature (IUCN). Il suo piccolo areale solleva preoccupazioni poiché un aumento della pesca regionale o il degrado dell'habitat potrebbe influire sull'intera popolazione.

Note

I biologi e medici tedeschi Johannes Peter Müller e Friedrich Gustav Jakob Henle descrissero originariamente lo squalo timido scuro nella loro Systematische Beschreibung der Plagiostomen del 1838 - 41, basandosi su cinque esemplari catturati al largo del Capo di Buona Speranza e depositati nel Rijksmuseum van Natuurlijke Historie a Leiden, nei Paesi Bassi. A causa dell’ornata colorazione dello squalo, gli diedero il nome specifico latino pictum che significa “dipinto”.

Originariamente inserito nell’ormai obsoleto genere Scyllium, autori successivi spostarono questa specie al genere Haploblepharus, coniato dallo zoologo americano Samuel Garman nel 1913. Lo squalo timido scuro è stato spesso considerato lo stesso dello squalo timido variegato (Haploblepharus edwardsii) fino al 1975, con la pubblicazione di A.J. Bass, Jeanette D'Aubrey e la rivisitazione di Nat Kistnasamy di squali sudafricani. Continua ad essere confuso con le altre tre specie di squali timidi a causa della sua colorazione estremamente variabile.

Le analisi filogenetiche del 2006 fatte da Brett Human, basate su tre geni del DNA mitocondriale, hanno scoperto che lo squalo timido scuro e lo squalo timido bruno (Haploblepharus fuscus) sono specie sorelle, e che i due formano il clade più derivato all'interno del genere.



Specie del genere Haploblepharus

   
© 1999-2014 Antonio Nonnis