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Squalo dalle spalline

Hemiscyllium ocellatum

(Bonnaterre, 1788)

Ordine: Orectolobiformi  Famiglia: Hemiscylliidae  Genere: Hemiscyllium

Descrizione

Lo squalo dalle spalline è uno squalo appartenente alla famiglia Hemiscylliidae, ha un corpo allungato. Il muso è corto e arrotondato, con le narici poste quasi sulla punta insieme a un paio di sottili barbigli; ci sono scanalature che vanno dalle narici alla bocca. Ci cono 26 – 35 file di denti nella mascella superiore e 21 – 32 file di denti nella mascella inferiore. I denti sono piccoli, con ampie basi e cuspidi triangolari. Gli occhi sono ovali e posti in alto, ognuno con dietro un grande spiracolo.

Le 5 paia di fessure branchiali sono piccole, con il quarto e il quinto paio molto vicini. Le pinne pettorali e pelviche sono ampie e arrotondate. Le due pinne dorsali di uguali dimensioni sono poste indietro sul dorso. La pinna anale è bassa e posta davanti alla pinna caudale. La pinna caudale ha solo un lobo superiore, che contiene una prominente tacca ventrale vicino alla punta.

Gli adulti sono beige o brunastri sul dorso con molti punti marroni molto distanziati e sottili bande più scure. Vi è un punto nero molto grande bordato di bianco dietro ogni pinna pettorale; queste paia di macchie sono l’origine del nome comune di questo squalo. I giovani hanno bande alternanti chiare e scure sul corpo e sulle pinne, che scompaiono quando essi maturano.

Di notte, le piattaforme della barriera corallina abitata dagli squali dalle spalline diventano spesso isolate dal mare dalla marea che si ritira. La quantità di ossigeno disciolto nella pozza può scendere dell’80% o più durante la notte dalla respirazione combinata di tutti gli organismi all'interno della pozza. Lo squalo dalle spalline si è evoluto per far fronte a queste condizioni di ipossia, essendo in grado di sopravvivere per più di tre ore nel 5% del livello atmosferico O2 senza perdere la capacità di risposta comportamentale.

In laboratorio, gli squali dalle spalline sono sopravvissuti per un'ora senza ossigeno a 30 ° C, il che è anche insolito in quanto la maggior parte degli animali in grado di tollerare la deprivazione di ossigeno lo fa a basse temperature. Le risposte alla diminuzione dell’ossigeno sono mediate dall’adenosina. In condizioni di ipossia, il cuore e i tassi di ventilazione calano bruscamente. La pressione del sangue dello squalo si dimezza, come i vasi sanguigni si dilatano per fornire più sangue al cervello e al cuore.

A differenza dei pesci ossei e dei tetrapodi, il tasso di flusso di sangue rimane costante e non c'è alcun aumento dei livelli di glucosio nel sangue. Il cervello consuma solo un terzo di ATP (adenosina trifosfato) come quelli dei teleostei. E’ in grado di abbassare ulteriormente il fabbisogno energetico, riducendo il metabolismo di alcune aree del suo cervello, per esempio mantenendo i nuclei sensoriali funzionali, disattivando dei nuclei motore.

Questo permette allo squalo di fornire abbastanza ATP per prevenire la morte dei neuroni, pur rimanendo attento nel suo ambiente.

Come adattamento per spostarsi nel suo complesso ambiente corallino, lo squalo dalle spalline si muove quasi “camminando”, curvando il suo corpo e spostandosi sul fondale con le sue pinne pettorali e pelviche a forma di remi. Lo squalo nuota solo per sfuggire a una minaccia, e non molto lontano. I supporti cartilaginei delle sue pinne pettorali e pelviche sono ridotti e separati se paragonati a quelli degli altri squali, consentendo loro di ruotarli come arti.

Questo metodo di locomozione permette allo squalo anche di strisciare fuori dall'acqua per accedere a pozze di marea isolate. L'andatura è simile a quella dei tetrapodi, come le salamandre, suggerendo che i movimenti necessari per camminare sulla terra possono anticipare l'evoluzione dei primi vertebrati terrestri.

Habitat

Frequenta le acque poco profonde fino a un massimo di 50 m delle scogliere coralline e delle pozze di marea. Sono notturni e più attivi in acque basse. Spesso si nascondono dentro o sotto i coralli, sebbene sia sufficiente coprire la testa, il resto del corpo è esposto. A volte si poggiano su spazi di sabbia o in cima a scogliere rivolti verso la corrente, una forma di orientamento conosciuta come reotassi che può migliorare la respirazione o la consapevolezza del predatore.

Distribuzione

L’areale si estende dalla costa meridionale della Nuova Guinea alla costa settentrionale dell’Australia, fino a Sydney. La Grande Barriera Corallina Australiana ospita una popolazione abbastanza grande, con migliaia esemplari che vivono solo attorno all’Heron Island. Inoltre, ci sono rapporti di questa specie in Malaysia, a Sumatra e nelle Solomon Islands.

Alimentazione

E' un predatore opportunista di crostacei bentonici, vermi e piccoli pesci ossei. Al largo della Heron Island, più del 90% della dieta dello squalo dalle spalline consiste di vermi policheti e granchi. Caccia più attivamente all'alba e al tramonto, anche se l'alimentazione può avvenire in qualsiasi momento del giorno. Questo squalo si affida soprattutto ai sistemi olfattivi e elettroricettivi per localizzare la preda nascosta.

È capace di risucchiare la preda espandendo la sua muscolosa cavità boccale. Durante la ricerca di cibo, lo squalo dalle spalline a volte girai detriti con il muso o infila la testa nella sabbia, ingoiando cibo espellendo i granelli di sabbia attraverso le sue fessure branchiali. Diversamente dagli altri squali, lo squalo dalle spalline può masticare il cibo per 5 – 10 minuti. I suoi denti sono depressi fino a formare una piatta superficie per schiacciare le prede dure.

Dimensioni

Gli squali dalle spalline misurano tipicamente 70 – 90 cm; la lunghezza massima documentata è di 1 m e 7 cm.

Riproduzione

Questa specie è ovipara, con le femmine che depositano uova da agosto a dicembre. La femmina depone 2, raramente 4, uova alla volta ogni 14 giorni, producendo un totale di 20 – 50 uova all’anno. Ogni uovo misura 10 cm di lunghezza e 4 cm di larghezza. I piccoli nascono dopo 120 – 130 giorni, misurando 14 – 16 cm. All’inizio il tasso di crescita dei piccoli è lento ma poi crescono di 5 cm all’anno dopo i tre mesi. Sia i maschi sia le femmine raggiungono la maturità sessuale verso i 54 – 64 cm, corrispondenti ad un’età di almeno 7 anni.

L’accoppiamento nello squalo dalle spalline avviene da luglio a dicembre, sebbene in cattività la riproduzione avvenga continuamente. Il corteggiamento può essere iniziato dalla femmina che insegue e morde il maschio. Il maschio allora trattiene la femmina per le pinne pettorali con la sua bocca, mentre inserisce uno dei suoi pterigopodi nella sua cloaca. La copula dura 30 secondi.

Pericoli

Gli squali dalle spalline vengono predati da pesci più grandi e da altri squali. La sua colorazione gli fornisce un camuffamento protettivo, mentre le sue spalline distraggono i predatori. Gli squali dalle spalline sono vittime di isopodi Gnatidi. Le larve di questi ultimi si nutrono del sangue e la maggior parte si attacca alla pelle attorno alla cloaca e agli pterigopodi, sebbene ne siano stati trovati anche dentro la bocca e sulle branchie.

Questi parassiti causano pochi danni e non minacciano la salute dello squalo. Altri parassiti di questa specie includono una specie di myxosporeano del genere Kudoa, che infesta i muscoli scheletrici, il protozoo Haemogregarina hemiscyllii, che infetta il sangue, l’ostracode Sheina orri che si attacca alle branchie e il nematode Proleptus australis che infesta lo stomaco.

Gli squali dalle spalline sono innocui per l’uomo, ma se presi con le mani possono mordere. Vengono facilmente catturati dai bagnanti poiché si muovono lentamente e mostrano poca paura nei confronti degli esseri umani; lo squalo viene spesso ferito in questi incontri.

Si adatta subito alla cattività e viene esposto in molti acquari pubblici negli Stati Uniti, in Canada e in Australia. In un articolo per l’Aquarium Fish Magazine, Scott W. Michael riferisce che lo squalo dalle spalline è “il migliore squalo per l’acquario domestico”. Essi partoriscono in cattività, anche in vasche con meno di 510 L, anche se gli squali cresciuti si trovino meglio in vasche di 680 L o più.

L’International Union for Conservation of Nature (IUCN) ha valutato lo squalo dalle spalline A Basso rischio. Questa specie è comune nelle acque australiane, dove non viene catturato né dai pescatori commerciali né da quelli sportivi. Gran parte del suo habitat australiano è circondata da parchi marini protetti. Al largo della Nuova Guinea, lo squalo dalle spalline è valutato come Prossimo alla minaccia, poiché deve affrontare il degrado dell’habitat, le pratiche distruttive di pesca e il sovrasfruttamento della pesca artigianale.

Note

Il nome comune di questo squalo deriva dalle grandi macchie nere bordate di bianco dietro ogni pinna pettorale, che ricordano le spalline militari.

fu originariamente descritto come Squalus ocellatus dal naturalista francese Pierre Joseph Bonnaterre nel Tableau encyclopédique et méthodique des trois règnes de la nature del 1788. Il nome fu poi cambiato in quello corrente Hemiscyllium ocellatum. Il tipo nomenclaturale era un maschio immaturo di 35 cm catturato vicino Cookstown, nel Queensland, in Australia.

Un altro nome comune per questa specie è squalo cieco (usato anche per il Brachaelurus waddi). Le analisi morfologiche fatte da Goto nel 2002 sugli squali tappeto mostravano il genere Hemiscyllium come una politomia, cioè che le relazioni filogenetiche tra lo squalo dalle spalline e le sue specie sorelle potevano non essere risolte.


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Specie del genere Hemiscyllium

   
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