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Mako pinna corta

Isurus oxyrinchus

(Rafinesque, 1810)

Ordine: Lamniformi  Famiglia: Lamnidae  Genere: Isurus

Dentizione


Descrizione

E' lo squalo piu' aereodinamico. Fusiforme, con muso lungo e appuntito, grandi occhi senza palpebre e dentatura altamente in evidenza (perfino quando le mascelle sono virtualmente chiuse); denti lunghi, ricurvi all'indietro e a forma di pugnale senza dentellature o cuspidi basali; pinna caudale a forma di mezzaluna; forti chiglie caudali ma senza chiglie secondarie sul lobo ventrale.

Prima pinna dorsale piuttosto alta; apice qualche volta arrotondato; origina dietro il punto libero delle pinne pettorali. Pinne pettorali piu' corte della testa (distanza dal muso alla quinta fessura branchiale). Pinna anale minuta, con l'origine circa a mezzavia al di sotto della base della ugualmente piccola seconda pinna dorsale. Color blu cobalto sul dorso, che si congiunge col metallico blu acciaio della forte linea di demarcazione sui fianchi superiori; al di sotto e' bianco con macchie scure nell'asse delle pinne pettorali; il margine anteriore e posteriore dei neonati e' frequentemente biancastro.

In tutte le classi di grandezza, la giunzione tra il blu acciaio latero-dorsale e la pigmentazione bianca del ventre non e' chiaramente definita come nella linea di demarcazione del Carcharodon carcharias , tuttavia, dopo la morte la singolare pigmentazione superiore del corpo facilmente affievolisce nel grigio e puo' apparire superficialmente simile a quella dello squalo bianco. Una particolare forma scura di mako, ovviamente di questa specie, e' endimica delle acque delle Isole Azzorre e ha vaste zone di pigmentazione ad intrusioni latero-ventrali, nel muso, e nella parte posteriore del corpo, alquanto simili alle caratteristiche del mako pinna lunga Isurus paucus.

E' interessante notare che una forma di mako endemica delle acque delle Isole Azzorre ha normalmente una pigmentazione ventrale scura, ma in tutti gli altri aspetti appare identica alla Isurus oxyrinchus. Moreno e Moron (1992) danno un'ampia descrizione di questa interessante variante. Analisi genetiche successive di questi cosi' detti "Marrajo criole" possono produrre risultati interessanti. Archivi compilati dal National Marine Fisheries Service (NMFS) a Rhode Island, USA, riguardano i movimenti e la possibile struttura della popolazione di mako pinna corta del Nord Atlantico. Da ricatture trans-Atlantiche degne di nota si desumono limitate interazioni tra quelle che appaiono essere due distinte popolazioni, una orientale e una occidentale. Gli interscambi sono stati supportati piu' tardi da esempi genetici di animali da entrambe le parti dell'Atlantico.

La sua costituzione endotermica spiega in parte la sua velocità relativamente alta. Come gli altri lamnidi, lo squalo mako ha un sistema circolatorio di scambio di calore che permette allo squalo di essere 4 - 7 ° C più caldo rispetto all'acqua circostante. Questo sistema permette di mantenere uno alto livello di attività, dandogli un vantaggio rispetto alle sue prede a sangue freddo. La velocità del mako è stata registrata a 50 km/h con scatti fino a 74 km/h e può saltare fino 9 m o più fuori dall’acqua. Alcuni scienziati suggeriscono che possa nuotare fino a 100 km/h.

Habitat

Il mako vive in mare aperto nelle acque temperate e tropicali. È una specie pelagica che si può trovare dalla superficie fino alla profondità di 150 m, normalmente lontano dalla terraferma anche se a volte si avvicina alla riva, intorno a isole (isolotto di Filfla a Malta), insenature e scogliere (Manacles, Cornovaglia). Essendo uno dei quattro squali endotermici conosciuti, si trova raramente in acque più fredde di 16°C.

Distribuzione

Si trova in tutto il mondo.

Oceano Atlantico nord orientale: Abbondante, comune o occasionale; cosmopolita ma con marcate inclinazioni stagionali in presenze alto-estive in zone settentrionali dell'area, che questi squali condividono col superficialmente simile smeriglio, Lamna nasus.
In tali circostanze, il mako puo' apparire sporadicalmente, o con localizzati e ridotti raggruppamenti, nelle acque del Nord Europa fuori dall'Irlanda (maggiormente nelle coste del sud), Inghilterra (Cornovaglia, Devon e Isole Scilly; sconfinamenti occasionali nel Canale di Bristol e Galles; molto di raro penetra ad Est dell' Isola di Wight; vagabondaggi estremamente scarsi nel Mare del Nord); infrequenti fuori zona più lontani riportati a Nord nelle acque Scozzesi e Norvegesi, sebbene la maggior parte delle presenze annuali sia essenzialmente limitata a Sud di 50N di latitudine in estate e 45N nei periodi piu' freddi dell'anno. Frequenti o perfino abbondanti da questo punto verso Sud; Golfo di Biscaglia, Portogallo, Spagna e verso Sud ai tropici, incluse tutte le isole oceaniche.
In tutta l'area, l'abbondanza di questi squali oceanici aumenta proporzionalmente alla distanza dalla costa.

Mare Mediterraneo: Comune e cosmopolita nelle acque al di sopra dei 16°C; vive attravrso tutto il bacino del Mediterraneo, principalmente in acque lontane dalla costa. Si incontra regolarmente nelle acque a sud della Spagna, in particolare da Valencia in giu'; occasionalemente lungo la Costa Azzurra e piu' spesso nel Mar Ligure e dintorni; frequente nel Mediterraneo centro-sud (Sicilia, Isole Pelage e Malta) e Mar Ionio; meno comune nell'Adriatico e incontrato raramente nella regione da Ancona verso nord.
Presente nell'intero Mar Egeo; Creta; Cipro e Turchia, ma scarso nelle acque dell'estremo sud-est.

Oceano Atlantico occidentale: si trova dall’Argentina al Golfo del Messico e al largo della Nuova Scozia. Nelle acque canadesi questi squali non sono né abbondanti né rari. I pesci spada sono una buona indicazione di mako poiché i primi sono loro prede e preferiscono simili condizioni ambientali.

I mako percorrono lunghe distanze per cercare prede o compagni. Nel dicembre 1998, una femmina etichettata al largo della California è stata catturata nel Pacifico centrale, da una nave di ricerca giapponese, il che significa che questo pesce aveva percorso oltre 2.776 km. Un altro nuotò per 2.128 chilometri in 37 giorni, in media 58 km al giorno.

Alimentazione

Piu' veloce fra tutti gli squali, i mako pinna corta sono i maggiori predatori di una vasta varieta' di pesci pelagici, inclusi maccarelli, sgombri bastardi, tonni, bonitos e pesci spada; occasionalmente preda pesci di fondo, altri squali, razze, cefalopodi e a quanto pare anche tartarughe marine. E' stato suggerito che makos adulti attaccano sporadicamente i delfini , e questa tesi appare avvalorata da un video amatoriale girato nelle acque dell'Oceano Pacifico che mostra un delfino pichiettato (l'intera coda quasi staccata) appena dopo l'attacco di uno squalo. Il video ha catturato pochi fotogrammi di un mako molto grande che girava intorno al delfino sanguinante. Hanno anche la tendenza a nutrirsi dei pesci intrappolati nei palamiti.

Mangiano anche pesci morti presi all'amo o finiti nelle reti; anche cetacei (delfini); un esemplare grande e' stato visto attaccare un pesce spada arpionato nello Stretto di Messina. Il rapporto predatorio con i pesci spada e' scarsamente conosciuto, ma e' chiaro da dati regionali che per il mako costituisce un pericoloso avversario, come dimostrato da casi recenti (a Ganzirri e Lipari, Sicilia) di makos arenati morti o moribondi con il rostro amputato di un pesce spada conficcato nelle branchie e nel capo. Questi casi coincidenti col ciclo di riproduzione dei pesci spada in tarda primavera prima estate, forse suggeriscono che i mako li prendono di mira proprio perche' piu' vulnerabili in superficie, ma restano comunque soggetti agli attacchi difensivi delle loro prede.

Il mako consuma il 3% del suo peso ogni giorno e impiega circa 1 giorno e mezzo - 2 giorni per digerire un pasto di media grandezza. In confronto, una specie inattiva come lo squalo grigio consuma lo 0,6% del suo peso al giorno e impiega 3 o 4 giorni per digerirlo. L'analisi del contenuto dello stomaco di 399 squali mako maschi e femmine che vanno dai 67 cm ai 3 m e 28 cm suggeriscono che i mako di Cape Hatteras e dei Grandi Banchi di Terranova preferiscono il pesce azzurro, che costituisce il 77,5% della dieta. La capacità media del loro stomaco era il 10% del peso totale e mangiarono dal 4,3% al 14,5% del pesce azzurro disponibile tra Cape Hatteras e i Grandi Banchi di Terranova.

I mako di oltre 3 metri hanno denti notevolmente più grandi e piatti rispetto ai mako più piccoli, consentendo loro di cacciare efficacemente delfini, pesci spada e altri squali. Un filmato amatoriale, fatto nelle acque del Pacifico, mostra una stenella agonizzante la cui coda era quasi completamente strappata, con un mako molto grande che le girava intorno.

Dimensioni

Fino a circa 390 cm; generalmente 340cm e molto comunemente fino a 280cm; taglia alla nascita da 60 a 70cm. Il più grande esemplare mai registrato nel Mediterraneo è una femmina di 4 m e 45 cm catturata in Francia nel settembre 1973.

Riproduzione

Il mako è uno squalo ovoviviparo, dando alla luce piccoli vivi. Gli embrioni in via di sviluppo si nutrono di uova non fecondate nell'utero durante i 15 - 18 mesi di gestazione. Questo si chiama ovofagia. Nei mako non si verifica il cannibalismo intrauterino a differenza dello squalo toro (Carcharias taurus) e del Grande Squalo Bianco. Le femmine maturano a circa 280 cm, i maschi a circa 195 cm. Vivono circa 29-32 anni.

I piccoli nascono vivi nel tardo inverno e all'inizio della primavera a una lunghezza di circa 70 cm in numero tra 4 e 18. Si ritiene che le femmine possano riposare per 18 mesi dopo il parto prima di tornare ad accoppiarsi. Last e Stevens, 2009, segnalano che i mako partoriscono in media ogni 3 anni.

Pericoli

Le statistiche ISAF registrano 42 attacchi di mako agli esseri umani tra il 1980 e il 2010, tre dei quali fatali, insieme a una ventina di attacchi a barche. Gli squali possono essere attratti dai pescatori subacquei con i pesci addosso, e possono colpirli con un rapido colpo di coda. Generalmente non attaccano gli esseri umani, e quando accade, si pensa sia perché vengono scambiati per prede indebolite o malate.

Il Mako è il parente più prossimo del Grande squalo bianco, appartengono alla famiglia dei maccarelli e hanno perfino il morso simile. E' chiamato spesso Blue Pointer in Australia (come la verdesca) specialmente nei resoconti dei giornali precedenti il 1980. E' molto veloce e diventa molto grosso. La verdesca fa spesso parte della dieta del Mako e solo per questo dovrebbe far capire quanto sia pericoloso per l'uomo. Hanno denti lunghi e appuntiti leggermente incurvati, adatti principalmente a trattenere la preda e simili a quelli dello squalo toro (Carcharias taurus) ma molto più grandi, robusti e forti.

Ha sensi incredibilmente sviluppati, molto simili allo squalo bianco, e spesso è attratto dai deboli segnali elettrici emessi dai metalli. Molti sub hanno visto dei mako esaminare col naso pesanti pesi di piombo usati per calare le lenze. Hanno la reputazione di attaccare le barche. Nel 1988, tre pescatori nell'Ovest Australia presero un grosso spavento quando un mako da 10 piedi (3 metri) salto' dentro la loro imbarcazione. Butto' due di loro in acqua quando colpì la barca che era lunga soltanto 5,5 metri. Lo squalo fu stimato del peso di 200 kg e mentre si agitava nessuno pote' fare nulla. I pescatori chiesero aiuto per radio, e quando arrivo' il salvataggio lo squalo era morto, ma non prima di aver quasi distrutto la barca.

R,H, Johnson, nel suo libro "Squali dei mari tropicali e temperati" dice che il mako mostra una allarmante forma di comportamento minaccioso se e' in procinto di attaccare. Questo comportamento e' descritto come "... da focena, seguito da un rapido nuoto a otto". Nel 1981 un mako di 2 metri attaccò il diciannovenne Ted Best, un pescatore subacqueo della Florida, USA. Lo squalo si avvicinò a Ted che gli sparo' contro il suo arpione. Dopo averlo estratto, stava ricaricando quando lo squalo lo attacco' mordendogli la gamba. Poi se ne ando' via e Ted torno' a riva, guido' fino alla stazione dei Rangers e fu portato al Pensacola Hospital.

Questo pesce dai salti spettacolari è ricercato in tutto il mondo come trofeo nella pesca d’altura con la canna, e ci sono stati casi in cui mako molto attivi siano saltati dentro la barca dopo essere stati agganciati.

Nel 2010, la Greenpeace International ha aggiunto il mako alla lista rossa dei prodotti marini. “La lista rossa dei prodotti marini della Greenpeace International è un elenco di pesci che vengono comunemente venduti nei supermercati di tutto il mondo, e che hanno un rischio molto elevato dell'essere provenienti da attività di pesca non sostenibili”.

Nel 2010, la Conservation of Migratory Species of Wild Animals ha aggiunto anche il mako nell'allegato I del suo Memorandum of Understanding on the Conservation of Migratory Sharks. Questo Memorandum of Understanding, attualmente in vigore (2014), serve ad aumentare la comprensione e il coordinamento internazionali per la protezione di alcuni squali migratori.

Di tutti i tentativi registrati di tenere specie di squali pelagici in cattività, il mako è risultato il meno adatto, ancor meno del longimano, della verdesca e del grande squalo bianco. Il record attuale è detenuto da un esemplare che, nel 2001, è stato tenuto presso il New Jersey Aquarium per soli cinque giorni. Come in tutti i tentativi, l'animale appariva forte all'arrivo, ma non si abituò ad essere confinato dalle pareti dell'acquario, si rifiutò di mangiare, s’indebolì e morì rapidamente.

Note

Nel 1809, Constantine Rafinesque descrisse per la prima volta il mako e coniò il nome Isurus oxyrinchus (Isurus significa “la stessa coda”, oxyrinchus significa “muso a punta”). “Mako” deriva dalla lingua Maori, che significa sia squalo sia dente di squalo. Può avere origine da una variante dialettale in quanto è simile a parole comuni per squalo in un certo numero di lingue polinesiane - makō nel dialetto Kai Tahu Māori, mangō in altri dialetti Maori, “mago” in samoano, ma'o in tahitiano e mano in hawaiano.
Il primo uso scritto è nella Grammar and vocabulary of the language of New Zealand di Lee e Kendall del 1820, che recita semplicemente “Mako, un certo pesce”. A leaf from the natural history of New Zealand di Richard Taylor del 1848 è più elaborato: “Mako, lo squalo che ha il dente così altamente apprezzato dai Maori”.

Lo squalo assassino del film Lo squalo è un Grande squalo bianco, ma nella locandina del film questo stesso squalo presenta una dentatura anomala: infatti, per dare un effetto ancora più terrificante, i denti originali dello squalo bianco sono stati sostituiti con quelli caratteristici del mako, visivamente più impressionanti.

Nel film fanta-horror Blu profondo i feroci squali antagonisti sono proprio dei mako resi giganteschi e super-intelligenti grazie alla manipolazione genetica.

È uno squalo mako quello di cui parla Ernest Hemingway nel romanzo Il vecchio e il mare e che sbrana il Marlin blu Makaira nigricans catturato dal pescatore.


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