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Squalo nutrice fulvo

Nebrius ferrugineus

(Lesson, 1831)

Ordine: Orectolobiformi  Famiglia: Ginglymostomatidae  Genere: Nebrius

Dentizione


Descrizione

Lo squalo nutrice fulvo è una specie di squalo tappeto della famiglia Ginglymostomatidae, e l’unico membro esistente del genere Nebrius. Ha un robusto corpo cilindrico con una testa appiattita e ampiamente arrotondata. Gli occhi sono piccoli e posti lateralmente, con sopra prominenti creste e dietro piccoli spiracoli. Ci sono un paio di lunghi e sottili barbigli davanti alle narici. La bocca è piccola, con il labbro inferiore diviso in tre lobi. Ci sono 29-33 file di denti nella mascella superiore e 26-28 file di denti nella mascella inferiore, disposte le une sulle altre con 2-4 file funzionali separate dalle altre da uno spazio stretto. Ogni dente somiglia a un ventaglio, con un’ampia base che termina in una piccola punta centrale appuntita fiancheggiata da 3 o più cuspidi più piccole su entrambi i lati. Quando lo squalo cresce, i denti diventano relativamente più alti e più sottili.

Il quarto e il quinto paio di fessure branchiali sono posti molto più vicini rispetto agli altri. Le pinne pelviche e dorsali sono angolari, con la prima pinna dorsale più grande della seconda. Le pinne pettorali sono strette, appuntite e falcate; la loro forma distingue questa specie dal simile squalo nutrice. L’origine della prima pinna dorsale combacia quasi con l’origine delle pinne pelviche, mentre la pinna anale ha origine quasi o appena dietro l’origine della seconda pinna dorsale. La pinna caudale ha un lungo lobo superiore e un quasi assente lobo inferiore, che costituisce circa un quarto della lunghezza totale negli adulti. I denticoli dermici sono a forma di diamante, con 4-5 piccole creste con una punta smussata.

Sono giallastri, rossastri o grigiastri bruni sul dorso e quasi bianchi ventralmente, e sono capaci di lenti cambiamenti di colori per mimetizzarsi con l’ambiente. Gli squali giovani hanno palpebre inferiori bianche. Molti squali nutrice fulvi privi della seconda pinna dorsale sono stati trovati al largo delle coste del Giappone, di Taiwan e delle Ryukyu Islands. Questa anormalità fisica si pensava fosse di femmine incinte esposte all’acqua con eccessiva salinità e/o temperatura, forse dovuta alle attività umane.

Nel 1986, un maschio adulto di 2 m e 90 cm con una pinna dorsale mancante e un parziale albinismo (il corpo era bianco e gli occhi erano grigio-marroni) fu catturato al largo di Wakayama Prefecture, in Giappone. Questo individuo anomalo è il più grande squalo albino conosciuto, sopravvivendo per lungo tempo in natura nonostante la sua mancanza di camuffamento.

Con una forma più aerodinamica rispetto agli altri squali nutrice, è un nuotatore meno bentonico e più attivo. Le caratteristiche del suo corpo, della testa, delle pinne e dei denti sono paragonabili a quelle degli altri squali di scogliera che condividono il suo areale, come lo squalo limone dalla pinna falcata (Negaprion acutidens).

Gli squali nutrice fulvi sono fondamentalmente notturni, anche se al largo del Madagascar sono attivi tutto il giorno, e in cattività diventano attivi di giorno se nutriti. Durante il giorno, gruppi di due dozzine o più di squali possono restare nelle grotte, spesso messi uno sopra l’altro. Alcuni individui hanno piccoli territori nei quali fanno ritorno ogni giorno.

Habitat

Specie di acque poco profonde, abita le piattaforme continentali e insulari su fondali sabbiosi o letti di alghe, così come sui coralli o sulle scogliere rocciose. Questo squalo può essere trovato fino ai 70 m di profondità sulle scogliere coralline; è più comune tra i 5 e i 30 m di profondità. I giovani squali generalmente si trovano in lagune poco profonde, mentre gli adulti si trovano in vari tipi di habitat.

Distribuzione

Lo squalo nutrice fulvo è ampiamente distribuito nella regione Indo-Pacifica. Nell’oceano Indiano, si trova dal KwaZulu-Natal al Mar Rosso, nel Golfo Persico e in India, in Madagascar, nelle Mauritius, nell’arcipelago Chagos, nelle Seychelles e nelle Maldive.

Nel Pacifico occidentale, si trova dal Giappone meridionale e dalle coste della Cina alle Filippine, nell’Asia sud-orientale e in Indonesia fino alla costa settentrionale dell’Australia. Nel Pacifico centrale, è stato avvistato al largo della Nuova Caledonia, a Samoa, a Palau, nelle isole Marshall e a Tahiti. Denti fossili appartenenti a questa specie sono stati trovati nelle Pirabas Formation nel Brasile settentrionale, risalenti al Miocene inferiore (23–16 Ma).

La presenza di questi fossili indica che l’areale dello squalo nutrice fulvo si estendeva fino all’oceano Atlantico, prima della formazione dell’Istmo di Panama.

Alimentazione

Lo squalo nutrice fulvo può essere uno dei pochi pesci specializzati nella cattura di polpi. Altre prede includono coralli, ricci di mare, crostacei (granchi e aragoste), calamari, piccoli pesci, e occasionalmente serpenti di mare. Per cacciare nuotano lentamente sopra il fondale, poggiando la testa nelle cavità. Quando viene trovata la preda, lo squalo estende con forza la sua grossa faringe muscolosa, creando una potente pressione che risucchia la preda nella bocca.

Dimensioni

Lo squalo nutrice fulvo cresce fino a una lunghezza massima di 3 m e 20 cm.

Riproduzione

Il metodo di riproduzione è viviparo aplacentale, cioè gli embrioni si schiudono all’interno dell’utero; sono state documentate femmine in cattività che hanno depositato 52 uova, portando a credere erroneamente che questo squalo fosse oviparo.

L’accoppiamento nello squalo nutrice fulvo al largo del Madagascar avviene da luglio ad agosto. Le femmine adulte hanno un ovario funzionale e due uteri funzionali. Le uova di questa specie sono a forma di cipolla, con gusci sottili, bruni e traslucidi.

Lo squalo nutrice fulvo è l’unico Orectolobiforme in cui vi è il cannibalismo intrauterino: una volta che gli embrioni in via di sviluppo esauriscono il loro rifornimento di tuorlo, si nutrono delle uova prodotte dalla madre e acquisiscono il vasto addome caratteristico degli embrioni ovofagi. Diversamente dai Lamniformi, le uova consumate dagli embrioni sono grandi e più resistenti. Non vi è prova di cannibalismo nello squalo toro (Carcharias taurus).

Vari autori hanno riportato la lunghezza alla nascita che va dai 40 agli 80 cm, forse riflettendo sulle variazioni geografiche. Sebbene le femmine rilascino più di quattro uova fertilizzate in ogni utero, la dimensione molto grande dei neonati indica che può partorire 1-2 piccoli. In una femmina esaminata avente due embrioni in un singolo utero, un embrione era più piccolo e più sottile dell’altro, implicando che la competizione può eliminare le ulteriori somiglianze.

I maschi raggiungono la maturità sessuale verso i 2 m e 50 cm, e le femmine verso i 2 m e 30 - 2 m e 90 cm.

Pericoli

Lo squalo nutrice fulvo ha pochi nemici naturali; attacchi a questa specie sono stati riportati da parte di squali Zambesi (Carcharhinus leucas) e di grandi squali martello (Sphyrna mokarran), mentre l’imparentato squalo nutrice è preda di squali tigre (Galeocerdo cuvier) e di squali limone (Negaprion brevirostris).

Noti parassiti di questa specie includono cinque specie di tenie del genere Pedibothrium, che infestano l’intestino a spirale dello squalo.

Gli incontri sott’acqua con gli squali nutrice fulvi indicano un comportamento più docile rispetto a quello del simile squalo nutrice; solitamente i subacquei avvicinano gli squali fino anche a toccarli e di giocare con loro senza incidenti. Tuttavia, questa specie in rare occasioni ha reagito alle provocazioni mordendo, e merita rispetto per via dei suoi robusti denti piccoli ma taglienti, e delle potentissime mascelle.

Gli squali nutrice fulvi sono le attrazioni preferite per i subacquei ecoturistici al largo della Tailandia e delle Solomon Islands, si adatta bene alla cattività e viene esposto negli acquari pubblici in Europa, negli Stati Uniti, ad Okinawa e a Singapore., dove possono essere nutriti con le mani.

Lo squalo nutrice fulvo viene catturato dalla pesca commerciale operante nel suo areale, al largo del Pakistan, dell’India, della Tailandia e delle Filippine; un’eccezione vi è nelle acque australiane, dove viene catturato in piccoli numeri come cattura accidentale. Viene catturato usando reti a strascico demersali, tramagli galleggianti e fissati sul fondo e con amo e lenza.

La carne viene venduta fresca o essiccata e salata, le pinne vengono usate per la zuppa di pinne di squalo, e le frattaglie trasformate in farina di pesce. Inoltre, il fegato è una fonte di olio e vitamine, e la sottile pelle ruvida viene trasformata in prodotti di cuoio.

Al largo del Queensland, in Australia, lo squalo nutrice fulvo è un grande trofeo di pesca. Quando pescato all’amo, i grossi individui sono tenaci e sono difficili da portare su a causa della loro abitudine a roteare su se stessi. Sono anche capaci di sputare un potente getto d’acqua in faccia al pescatore, facendo dei grugniti durante i getti; non si sa se questo è un comportamento difensivo.

L’International Union for Conservation of Nature (IUCN) ha valutato lo squalo nutrice fulvo come Vulnerabile, poiché fa fronte a una pesante pressione della pesca e il suo basso tasso riproduttivo limita la capacità alla sua popolazione di riprendersi. Inoltre, l’habitat costiero di questo squalo lo rende sensibile al degrado dell’habitat. Declini locali o la scomparsa dello squalo nutrice fulvo sono stati documentati al largo dell’India e della Tailandia. Al largo dell’Australia, questa specie è stata valutata A Basso rischio, poiché non è soggetto della pesca.

Note

Lo squalo nutrice fulvo fu descritto per la prima volta dal naturalista francese René-Primevère Lesson come Scyllium ferrugineum, basandosi su un esemplare di 1 m e 40 cm della Nuova Guinea. La sua breve descrizione fu pubblicata nel 1831 nel Voyage au tour du monde, sur la corvette La Coquille.

Una descrizione più dettagliata, con un’illustrazione, fu pubblicata dal naturalista tedesco Eduard Rüppell nel 1837 come Nebrius concolor, basandosi su un esemplare del Mar Rosso. Entrambi i nomi furono conservati, spesso in generi separati (rispettivamente Ginglymostoma e Nebrius), fin quando furono sinonimizzati da Leonard Compagno nel 1984, il quale riconobbe che le differenze della forma dei denti usate per separare queste specie erano il risultato delle differenze con l’età, con il Nebrius concolor che rappresentava gli individui più giovani.

Il nome del genere Nebrius deriva dalla parola greca nebris o nebridos, che significa pelle di cerbiatto. Il nome specifico ferrugineus deriva dal latino e significa “color ruggine”. Altri nomi comuni per questa specie sono: squalo sonnolento gigante, Madame X (nome coniato dal pescatore di squali Norman Caldwell nel 1930 per gli esemplari australiani allora non identificati), squalo nutrice, gattuccio ruggine, squalo ruggine, squalo sonnolento, squalo sputante e squalo fulvo.

Basato sulle somiglianze morfologiche, si crede che Nebrius sia il genere sorella di Ginglymostoma, entrambi posti in un clade che include anche lo squalo nutrice dalla coda corta (Pseudoginglymostoma brevicaudatum), lo squalo balena (Rhincodon typus) e lo squalo zebra (Stegostoma fasciatum).


Immagini

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Specie del genere Nebrius

   
© 1999-2014 Antonio Nonnis