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Cagnaccio

Odontaspis ferox

(Risso, 1810)

Ordine: Lamniformi  Famiglia: Odontaspididae  Genere: Odontaspis

Dentizione


Descrizione

E' uno squalo grande e tozzo, con la pinna anale e la seconda dorsale visibilmente piu' piccole della prima pinna dorsale; prima dorsale in posizione mediana, piu' vicina alle pinne pettorali che alla pinna pelvica; pinne pettorali corte, larghe e a forma di remo. Origine della seconda dorsale sopra il limite posteriore della base della pinna pelvica, muso depresso sul dorso, conico e piuttosto lungo; occhi abbastabza grandi principalmente di colore nero, dall'apparenza non felina e senza membrana nittitante.

La bocca si estende posteriormente agli occhi; denti in avanti simili a zanne non seghettati con due o piu' paia di cuspidi laterali molto prominenti; 3 o 5 file di denti intermedi piu' piccoli tra quelli laterali e anteriori della mascella superiore. Pinna caudale fortemente asimmetrica, senza chiglie laterali ma e' presente una cavita' precaudale. Grgio-medio o grigio-marron sul dorso, qualche volta con macchie ocra sul dorso e sui fianchi; superficie ventrale grigio-pallida o bianca con pustole scure sulla superficie ventrale delle pinne pettorali e pelvica; qualche apice delle pinne scuro ma confuso nei giovani.

Habitat

Uno squalo poco conosciuto generalmente di profondita' su scogliere continentali ed insulari fino a 420m, ma anche raramente in acque basse litoranee (meno in Atlantico), particolarmente in remote isole rocciose adiacenti alle grandi profondita'; in base alle catture Mediterranee, la maggior parte delle volte e' stato trovato vicino al fondo.

Zava e Montagna (1992) descrivono un recente (1991) esemplare femmina di 230cm preso a Linosa, Isole Pelagie (Canale di Sicilia) ad una profondita' tra i 10 e i 40 metri. Questo squalo e' anche catturato sporadicamente con le lenze a sud ovest di Malta, su fondali rocciosi profondi da 40 a 200 metri principalmente la notte.

Distribuzione

Oceano Atlantico nord orientale: Poco diffuso o raro, ma probabilmente si muove in un'ampia area da caldo temperata a tropicale e in profondità, come suggeriscono registrazioni aggiornate. Più spesso confinato nelle zone costiere adiacenti l'interfaccia col Mediterraneo, tra i 30N e i 37N, compreso il sud della Spagna e il Portogallo, Madeira e Marocco; resoconti dal Golfo di Guascogna (nord della Spagna), suggeriscono potenziali catture occasionali lungo tutta la costa Portoghese. Una recente (1995) localizzazione a Natal , N.E. Del Brasile, rappresenta un'estensione sostanziale della sua zona e supportano l'ipotesi che questi squali sono attualmente ad ampio raggio nelle parti calde del Nord Atlantico.

Mar Mediterraneo: Poco frequente, ma è riscontrato più comunemente che nel N.E. Atlantico. La maggior parte nelle profonde acque costiere del Mediterraneo Orientale e Centrale, da Gibilterra alla Sicilia; Mar Alboran e Catalano, fuori la regione di Valencia e Baleari; anche Costa Azzurra e Mar Ligure (non frequente); Sardegna; Mar Tirreno, specialmente nelle isole (p.e., Ponza, Lipari); le principali coste della Grecia, Mar Egeo e Turchia (nelle isole al largo); probabilmente raro o assente a sud est di Rodi, ma scarseggiano i dati.

Alimentazione

Le abitudini alimentari sono poco conosciute, ma l'utile analisi del contenuto di uno stomaco dimostra una dieta principalmente a base di piccoli pesci, ma anche calamari e crostacei (gamberetti). Compagno (1984) suggerisce che la struttura dei denti meno robusta e debolmente differenziata di questo squalo implica prede piccole e meno attive rispetto a quelle del Carcharias taurus.

Dimensioni

Fino al massimo 360 cm, ma generalmente 300 cm; taglia alla nascita superiore ai 105 cm.

Riproduzione

La riproduzione è ovovivipara e gli embrioni si nutrono del sacco vitellino e delle altre uova prodotte dalla madre, così che ad ogni parto se ne trovano solitamente due. Le femmine maturano a 360 cm e i maschi a 275 cm.

Pericoli

La carne è utilizzata per l'alimentazione umana, mentre il fegato presenta un alto contenuto di squalene.

Note

Una visita di Ian K. Fergusson ai pescatori di base a malta e in Sicilia ha rivelato un'ampia confusione nei nomi con cui si indicano questi squali, inclusa la parola "tigre" nel loro nome inglese (Sand Tiger). Questo e' palese nella credenza che l'Odontaspis ferox sia ritenuto sinonimo del Galeocerdo cuvier (lo squalo tigre), il carcarinide squalo tigre pan-tropicale, mai riportato, o per lo meno dubbio, in acque Mediterranee.

I pescatori commerciali inglesi si riferiscono alla cattura di "squali tigre" quando si riferiscono all' O. ferox. Per di piu' - a complicare ulteriormente il problema - il Mako pinna corta Isurus oxyrinchus e' chiamato "squalo tigre" da molti pescatori Maltesi.

I reperti fotografici e i denti conservati sono tipicamente l'unica strada per chiarire a posteriori queste errate identificazioni, e tuttora, perfino singoli denti di cagnaccio e di mako, sono considerati qualche volta appartenenti allo stesso squalo.


Immagini

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Specie del genere Odontaspis

   
© 1999-2014 Antonio Nonnis