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Cagnaccio dagli occhi grandi

Odontaspis noronhai

(Maul, 1955)

Ordine: Lamniformi  Famiglia: Odontaspididae  Genere: Odontaspis

Dentizione


Descrizione

Il cagnaccio dagli occhi grandi è simile nell’aspetto al più noto squalo toro (Carcharias taurus), con un corpo robusto, un bulboso muso appuntito e una grande bocca contenente diverse file di denti sporgenti. La forma dei denti è il modo più affidabile per distinguere questa specie dal cagnaccio: in questa specie i denti hanno una stretta cuspide centrale con una piccola cuspide laterale su entrambi i lati, mentre nel cagnaccio ci sono due o tre cuspidi laterali su ciascun lato.

Ci sono 34 - 43 file di denti nella mascella superiore e 37 - 46 file di denti nella mascella inferiore; i grandi denti anteriori della mascella superiore sono separati dalle file di denti laterali solitamente da una sola fila di denti intermedi. Gli occhi sono relativamente grandi e di colore arancioni, con una pupilla verdastra e privi di membrane nittitanti. Ci sono due pinne dorsali, la prima è più grande della seconda e situata più vicino alle pinne pettorali che alle pinne pelviche.

La prima pinna dorsale, le pinne pettorali e la pinna anale hanno punte arrotondate. Sono presenti un paio di fossette precaudali superiori. La pinna caudale è lunga e molto asimmetrica, con un indistinto lobo inferiore. Questa specie è di colore marrone scuro o marrone rossastro. Ci sono parecchie macchie nere all'interno della bocca, così come intorno alle mascelle e sulla lingua. Le pinne sono nere, a volte con una punta bianca sulla prima pinna dorsale o sottili margini posteriori scuri.

Habitat

Vive sopra la scarpata continentale da una profondità di 100 m a oltre 1.000 m in prossimità del fondale. Esso si trova anche in mare aperto ad una profondità di 60 - 450 m. Al largo del Brasile, cagnacci dagli occhi grandi vengono catturati in una specifica area in primavera, il che suggerisce un certo tipo di movimento migratorio.

I suoi occhi grandi suggeriscono che abbia abitudini notturne o di profondità. Le catture notturne con palangari pelagici messi a profondità relativamente basse suggerisce la possibilità che di notte migri verticalmente nella zona epipelagica per nutrirsi.

Distribuzione

I pochi esemplari noti provengono da località sparse in tutto il mondo. La maggior parte degli avvistamenti riguardano l'oceano Atlantico, dove è stato catturato al largo di Madeira, nel Brasile meridionale, in Texas e sulla dorsale medio - atlantica.

Questa specie può trovarsi nell'oceano Indiano, sulla base di un set di mascelle che potrebbero essere state raccolte nelle Seychelles.

La presenza del cagnaccio dagli occhi grandi nell'oceano Pacifico fu inizialmente sospettata sulla base di diversi denti recuperati da sedimenti del fondo nel nord del Pacifico centrale, più di un decennio prima che furono fatte catture definitive al largo delle isole Marshall e delle Hawaii.

Alimentazione

Lo stomaco di un esemplare del Golfo del Messico conteneva becchi di calamari e otoliti di pesci ossei non identificati.

Dimensioni

La lunghezza massima conosciuta è di 3 m e 60 cm per i maschi e di 3 m e 30 cm per le femmine.

Riproduzione

Nulla si sa della sua riproduzione, anche se si presume sia viviparo aplacentale con embrioni ovofagi come gli altri membri della sua famiglia. I maschi e le femmine sono sessualmente immaturi rispettivamente a 2 m e 20 cm e a 3 m e 20 cm, indicando che la maturità avviene a una dimensione maggiore rispetto allo squalo toro.

Pericoli

Relazioni su cagnacci dagli occhi grandi catturati vivi, descrivono un comportamento estremamente aggressivo, sferzando e scattando violentemente dentro e fuori dall'acqua.

Viene catturato accidentalmente dai palamiti, tramagli e da reti da circuizione, anche se aspetti del suo comportamento possono limitare la sua sensibilità a questi attrezzi da pesca, da qui la scarsità di catture. Questa specie viene raramente utilizzata, e non vi sono informazioni sufficienti per l'International Union for Conservation of Nature (IUCN) per valutare il suo stato di conservazione al di là dei dati carenti. Il National Marine Fisheries Service (NMFS) vieta il prelievo di questa specie nelle acque degli Stati Uniti.

Note

Il primo cagnaccio dagli occhi grandi descritto dalla scienza era una femmina di 1 m e 70 cm catturata al largo di Madeira in un palangaro destinato al pesce sciabola nero (Aphanopus carbo). L’ittiologo G. E. Maul denominò questa specie da Adolfo César de Noronha, direttore del Funchal Museum. Fino a quando altri esemplari sono stati esaminati e confrontati nel 1980, alcuni autori hanno ipotizzato che questa specie potrebbe rappresentare una variante del cagnaccio.


Immagini

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Specie del genere Odontaspis

   
© 1999-2014 Antonio Nonnis