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Squalo coccodrillo

Pseudocarcharias kamoharai

(Matsubara, 1936)

Ordine: Lamniformi  Famiglia: Pseudocarchariidae  Genere: Pseudocarcharias

Dentizione


Descrizione

Lo squalo coccodrillo ha un corpo fusiforme con una testa corta e un muso bulboso e appuntito. Gli occhi sono molto grandi e privi di membrane nittitanti. Le cinque paia di fessure branchiali sono lunghe, che si estendono sulla superficie dorsale. Le considerevoli mascelle arcuate possono essere protratte quasi alla punta del muso e contengono grandi denti, a forma di spuntoni nella parte anteriore e a forma di coltelli ai lati. Ci sono meno di 30 file di denti in entrambe le mascelle; nella mascella superiore, i primi due grandi denti sono separati dai denti laterali da una fila di piccoli denti intermedi.

Le pinne pettorali sono piccole, larghe e arrotondate. Le pinne pelviche sono grandi quasi come le pinne pettorali. La prima pinna dorsale è piccola, bassa e angolare; la seconda pinna dorsale è più piccola della prima, ma più grande della pinna anale. La pinna caudale è asimmetrica, con un lobo superiore moderatamente lungo. Il peduncolo caudale è leggermente compresso con deboli carene laterali. I denticoli dermici sono piccoli, con una corona appiattita recante piccole creste e cuspidi rivolte all'indietro.

È marrone scuro sul dorso e più chiaro ventralmente, a volte con un paio di macchie scure sui fianchi e sul ventre e / o una macchia bianca tra l'angolo della bocca e la prima fessura branchiale. Le pinne hanno sottili margini trasparenti o bianchi.

Con un lungo corpo, pinne piccole e un fegato di grandi dimensioni ricco di squalene e di altri lipidi a bassa densità, lo squalo coccodrillo è simile agli squali mesopelagici, come lo squalo cookiecutter (Isistius brasiliensis). Il fegato può comprendere un quinto del peso dello squalo, e agisce come un galleggiante incompressibile che gli permette di mantenere un assetto neutro nella colonna d'acqua col minimo sforzo.

Come molti altri abitanti della zona mesopelagica, lo squalo coccodrillo migra più vicino alla superficie di notte per nutrirsi e scende in acque più profonde durante il giorno, trovandosi raramente a una profondità di 200 m durante il giorno. I suoi grandi occhi, dotati di una retina riflettente verde o gialla e privi di un’estesa iride, suggeriscono che è un cacciatore notturno che si affida alla vista per individuare le sagome o la bioluminescenza delle sue prede.

Habitat

L’habitat dello squalo coccodrillo sembra essere vincolato dove la temperatura media della superficie del mare di 20°C. Questa specie non è distribuita in maniera uniforme, ma è piuttosto abbondante in alcune zone, il che suggerisce che non sia molto migratorio.

Vive di solito nella zona pelagica dalla superficie fino ad una profondità di 590 m. Talvolta viene incontrato sotto costa vicino al fondale ed è conosciuto per spiaggiarsi sulle spiagge del Sudafrica, probabilmente dopo essere stato stordito da risalite di acqua fredda.

Distribuzione

Lo squalo coccodrillo ha una distribuzione quasi circumtropicale.

Nell'oceano Atlantico, è noto al largo del Brasile, a Capo Verde, nella Guinea Bissau, in Guinea, nell’Angola, in Sudafrica e a Saint Helena Island, anche se non è ancora stato segnalato nell’Atlantico nord - occidentale. Nell'oceano Indiano, si trova nel Canale del Mozambico e, forse, nella corrente di Agulhas e nella Baia del Bengala.

Nel Pacifico, si trova dal Giappone, Taiwan e dalla penisola coreana a nord - ovest, fino a sud nell’Indonesia, in Australia e in Nuova Zelanda, e verso est fino alla costa occidentale delle Americhe dalla Baja California al Cile, comprese le isole Marshall, Phoenix, l’atollo di Palmyra, l’atollo Johnston, le isole Marchesi, le Sporadi equatoriali e le isole Hawaii.

Alimentazione

Poco si sa delle sue abitudini alimentari, ma si pensa sia un attivo e veloce predatore in base alla sua muscolatura forte, la coda di grandi dimensioni e il comportamento in caso di cattura. In un'occasione, uno squalo coccodrillo al largo di Cape Point, in Sudafrica, saltò fuori dall'acqua alla ricerca di esca.

La sua dieta è composta di pesci ossei di piccole o medie dimensioni (tra cui Gonostomatidae e pesci lanterna), calamari (compresi Onychoteuthidae, Mastigoteuthidae, Pholidoteuthidae e Cranchiidae) e gamberetti.

Dimensioni

Cresce fino a una lunghezza massima di 1 m e 10 cm. La maggior parte degli individui misura 1 m di lunghezza e pesa 4 - 6 kg.

Riproduzione

E’ viviparo aplacentale e dà vita di solito a quattro cuccioli, due per ogni utero. Il periodo di gestazione è sconosciuto, ma si pensa sia lungo. Gli embrioni hanno sacchi vitellini a 3 - 4 cm di lunghezza; una volta che il sacco vitellino è completamente assorbito diventano ovofagi: la madre produce un gran numero capsule dalle pareti sottili che contengono 2 - 9 uova ciascuna, che vengono poi consumate dagli embrioni non ancora nati.

Gli addomi degli embrioni diventano tipicamente distesi con il tuorlo ingerito, che può rappresentare un quarto del peso totale dell'embrione. Non è chiaro come due feti di squalo coccodrillo riescono a condividere un singolo utero, quando in alcuni lamniformi ovofagi come lo squalo toro (Carcharias taurus), un solo feto sopravvive in ogni utero. I cuccioli nascono a circa 40 cm di lunghezza; i maschi raggiungono la maturità a 74 cm – 1 m e 10 cm e le femmine a 89 cm – 1 m e 02 cm. Non esiste una stagione riproduttiva definita.

Pericoli

Gli squali coccodrillo non sono noti per essere preda di altre specie.

Date le sue piccole dimensioni, i denti non taglienti e l'habitat oceanico, lo squalo coccodrillo non è considerato pericoloso per l'uomo. Tuttavia, ha un morso potente che invita alla cautela.

Questa specie è una comune cattura accidentale di vari palangari pelagici destinati a tonni e pesci spada. Molti vengono catturati dai pescatori giapponesi e australiani, entrambi operanti nell'oceano Indiano. Viene catturata talvolta anche dai tramagli per tonni. Solitamente viene scartato per le sue piccole dimensioni e per la bassa qualità della carne. Tuttavia, il suo grasso fegato è potenzialmente prezioso.

Non sono disponibili dati sullo stato della popolazione dello squalo coccodrillo, anche se probabilmente è in declino a causa della mortalità delle catture accidentali. Accoppiato con il suo basso tasso riproduttivo, questo ha portato l'International Union for Conservation of Nature (IUCN) a valutarlo come Quasi a rischio.

Note

Il nome comune “squalo coccodrillo” deriva dal suo nome giapponese mizuwani (letteralmente “coccodrillo d'acqua”), che fa riferimento ai suoi denti aguzzi e all'abitudine di scattare con vigore se pescato. Altri nomi comuni per questa specie sono squalo giapponese dai denti irregolari, squalo della sabbia di Kamohara e coccodrillo d'acqua.

Lo squalo coccodrillo fu descritto come Carcharias kamoharai in un numero del 1936 della rivista Zoological Magazine dall’ittiologo Kiyomatsu Matsubara, sulla base di un esemplare lungo 73,5 cm trovato al Koti Fish Market in Giappone. Il tipo nomenclaturale è un maschio adulto lungo 1 m trovato in un mercato del pesce a Su - ao, in Taiwan. Dopo essere stato spostato tra i generi Carcharias e Odontaspis nella famiglia Odontaspididae da vari autori, nel 1973 Leonard Compagno riportò in vita il sottogenere di Jean Cadenat del 1963 Pseudocarcharias dalla sinonimia di questa specie e lo mise nella sua famiglia.

La morfologia dello squalo coccodrillo suggerisce affinità con lo squalo megamouth, lo squalo elefante, lo squalo volpe e i Lamnidae. Analisi filogenetiche più recenti, basate sul DNA mitocondriale, hanno suggerito che lo squalo coccodrillo è più strettamente imparentato allo squalo megamouth e agli Odontaspididae. In alternativa, l'analisi sulla base della dentizione suggerisce che i parenti più stretti dello squalo coccodrillo sono gli squali volpe, seguiti dai Lamnidae. Denti fossili di Pseudocarcharias risalenti all'età Serravalliano (13,6 - 11,6 Ma) del Miocene sono stati trovati in Italia, e sono identici a quelli del moderno squalo coccodrillo.

Dopo che AT&T Inc. ha installato nelle profondità marine il primo cavo a fibre ottiche tra Gran Canaria e Tenerife nelle Isole Canarie nel settembre del 1985, il sistema ha subito una serie di cortocircuiti che resero necessarie costose riparazioni. Si è scoperto che gli attacchi dello squalo coccodrillo sono stati responsabili della maggior parte dei fallimenti, probabilmente perché erano attratti dal campo elettrico attorno ai cavi. Il problema fu poi risolto, proteggendo i cavi con uno strato di nastro di acciaio sotto un denso strato di polietilene.


Immagini

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Specie del genere Pseudocarcharias

   
© 1999-2014 Antonio Nonnis