Torna alla Home Page

Desktop Area riservata

Squalo pigmeo spinoso

Squaliolus laticaudus

(Smith e Radcliffe, 1912)

Ordine: Squaliformi  Famiglia: Dalatiidae  Genere: Squaliolus

Descrizione

Questa specie ha un corpo allungato e affusolato con un muso lungo, bulboso e moderatamente appuntito. Gli occhi sono grandi, con il bordo superiore quasi rettilineo. Ciascuna narice è preceduta da un breve lembo di pelle. La bocca è sottile, con labbra lisce e contiene 22 - 31 file di denti nella mascella superiore e 16 - 21 file di denti nella mascella inferiore. I denti superiori sono stretti e con i bordi smussati con singole cuspidi dritte. Le basi dei denti inferiori sono larghe e sovrapposte fino a formare una continua superficie tagliente, con ogni dente che ha una singola cuspide dritta simile a un coltello dal bordo liscio.

Le aperture delle cinque paia di fessure branchiali sono minute e di dimensioni uniformi. Le due specie del genere Squaliolus solo gli unici squali con una spina sulla prima pinna dorsale, ma non sulla seconda. La spina è sessualmente dimorfica, essendo tipicamente esposta nei maschi e coperta dalla pelle nelle femmine. La prima pinna dorsale è piccola e ha origine oltre il margine posteriore delle pinne pettorali. La seconda pinna dorsale è bassa, con una base di due volte più lunga di quella della prima, e ha origine oltre la metà anteriore delle basi delle pinne pelviche. Le pinne pettorali sono corte e triangolari, con il margine posteriore leggermente curvo. Le pinne pelviche sono lunghe e basse, e non c'è pinna anale. Il peduncolo caudale è sottile e lateralmente allargato in deboli carene. La pinna caudale è ampia e simili a pale, con i lobi superiore e inferiore di analoghe dimensioni e forma, e una profonda tacca sul margine finale del lobo superiore.

I denticoli dermici sono piatti e a forma di blocchi. La colorazione è bruno scuro o nero, con i margini delle pinne chiari. Il ventre è fittamente tappezzato da fotofori emettitori di luce, che si estendono fino alla punta del muso e attorno agli occhi e narici, e pochi o quasi inesistente sul dorso. Questa specie ha in media solo 60 vertebre, meno degli altri squali.

Habitat

Si tratta di una specie oceanica, con un areale molto vasto, che vive nei mari tropicali nei pressi di masse continentali o insulari, a volte sulla piattaforma continentale, ma generalmente sui pendii. Compie delle migrazioni verticali durante la giornata.

Lo squalo pigmeo spinoso si trova a 200 - 500 metri di profondità e raramente si avvicina alla superficie, a differenza dello squalo pigmeo e del cookiecutter (Isistius brasiliensis). Questo squalo preferisce le zone di alta produttività biologica sulle alte scarpate continentali e insulari. L’area di questa specie non si sovrappone a quella dello squalo pigmeo, che ha una ecologia simile, ed è anche in gran parte separata da quella del cookiecutter.

Distribuzione

Lo squalo pigmeo spinoso ha una vasta distribuzione in tutto il mondo.

Nell'oceano Atlantico, si trova al largo delle Bermuda, degli Stati Uniti, del Suriname, del Brasile meridionale, dell’Argentina settentrionale ad Occidente, e al largo della Francia settentrionale, di Madeira, di Capo Verde e delle Azzorre ad Oriente.

Nell'oceano Indiano, questa specie è stata registrata solo al largo della Somalia.

Nell'oceano Pacifico, si trova al largo del sud del Giappone, di Taiwan e delle Filippine.

Alimentazione

La dieta dello squalo pigmeo spinoso consiste principalmente di pesci ossei (tra cui i draghi di mare del genere Idiacanthus, i pesci lanterna del genere Diaphus, e i Gonostomatidi del genere Gonostoma) e calamari (inclusi i membri dei generi Chiroteuthis e Histioteuthis).

Rapporti di catture suggeriscono che lo squalo pigmeo spinoso segue la sua preda sulla sua migrazione verticale, trascorrendo il giorno vicino ad una profondità di 500 metri e risalendo verso una profondità di 200 m di notte. I fotofori ventrali dello squalo pigmeo spinoso si pensa servano da anti-illuminazione, una forma di camuffamento in cui lo squalo nasconde la sua sagoma da aspiranti predatori facendo corrispondere la luce ambientale del fondo con quella di superficie. Non ci sono prove che questo squalo divori i suoi denti come lo squalo pigmeo e gli squali cookiecutter.

Dimensioni

Uno dei più piccoli squali del mondo, lo squalo pigmeo spinoso raggiunge una lunghezza massima registrata di 22 cm per i maschi e di 28 cm per le femmine. E' stato ampiamente considerato come lo squalo vivente più piccolo del mondo fino alla scoperta dello squalo lanterna nano (Etmopterus perryi), anche se il gattuccio pigmeo dalla coda a nastro (Eridacnis radcliffei) è noto anche per raggiungere una dimensione analoga a queste due specie.

Se uno di questi squali sia definitivamente più piccolo degli altri non può ancora essere affermato con certezza, a causa delle difficoltà incontrate nella valutazione della maturità riproduttiva negli squali.

Riproduzione

Lo squalo pigmeo spinoso è viviparo aplacentale come il resto della sua famiglia, con gli embrioni in via di sviluppo sostenuti da un sacco vitellino fino alla nascita. Le femmine adulte hanno due ovaie funzionali che possono contenere ciascuna fino a 12 uova mature. Tuttavia, la dimensione della cucciolata reale è molto più piccola.

Una femmina incinta pescata al largo del Brasile meridionale nel 1999 conteneva quattro cuccioli di breve termine. I piccoli nascono a 9 - 10 cm di lunghezza. I maschi maturano sessualmente a una lunghezza di 15 cm, e le femmine ad una lunghezza di 17 - 20 m.

Pericoli

Lo squalo pigmeo spinoso non ha alcun valore commerciale, ma a volte viene pescato nelle catture accidentali delle reti a strascico, ma è generalmente troppo piccolo per essere catturato. Alla luce della sua ampia diffusione e dell'assenza di sostanziali minacce da parte delle attività umane, l'International Union for Conservation of Nature (IUCN) ha valutato questa specie a Basso rischio.

Note

Lo squalo pigmeo spinoso era una delle tante nuove specie scoperte nel corso della spedizione filippina sul piroscafo Albatross compiuta nel 1907–1910. È stato descritto dagli ittiologi americani Hugh McCormick Smith e Lewis Radcliffe in un documento del 1912 per la rivista scientifica Proceedings of the United States National Museum, sulla base di due esemplari raccolti a Batangas Bay, a sud di Luzon nelle Filippine. Uno di questi, un maschio adulto 15 cm di lunghezza, è stato designato come tipo nomenclaturale.

Smith e Radcliffe coniarono il nuovo genere Squaliolus per questo squalo, e gli assegnarono il nome specifico laticaudus dal latino latus “largo” o “ampio”, e cauda che significa “coda”. Lo squalo pigmeo spinoso può anche riferirsi allo squalo nano o allo squalo nano occhio grande. Sulla base delle analogie tra i loro pterigopodi, il parente più prossimo dello squalo pigmeo spinoso e dello squalo pigmeo occhio piccolo si pensa sia lo squalo pigmeo (Euprotomicrus bispinatus).



Specie del genere Squaliolus

   
© 1999-2014 Antonio Nonnis