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Squalo angelo indonesiano

Squatina legnota

(Last & White, 2008)

Ordine: Squatiniformi  Famiglia: Squatinidae  Genere: Squatina

Descrizione

Come in tutti gli squali angelo, ha un corpo appiattito con pinne pettorali e pelviche molto ampie. L'ampia testa appiattita ha un muso molto corto e smussato e piccoli occhi molto distanziati posti sulla parte superiore. Gli occhi sono seguiti da spiracoli molto più grandi, a forma di mezzaluna. Le narici sono grandi e precedute da lembi di pelle ben sviluppati che raggiungono la bocca; ogni lembo porta due prominenti barbigli lisci. La capiente bocca leggermente curva è posizionata sulla parte anteriore della testa. Ci sono lunghi, profondi solchi che si estendono dagli angoli della bocca e lontano dalla mascella inferiore.

Il numero di denti è di circa 18 file in entrambe le mascelle; ciascuno è piccolo e simile a un pugnale, con una sola cuspide tagliente. Le cinque paia di fessure branchiali sono lunghe e poste ai lati della testa. Le pinne pettorali sono angolari, con i lobi anteriori delle loro basi lontani dalla testa, e le loro punte esterne formano un angolo di poco inferiore ai 120 °. Le punte delle pinne pelviche sono arrotondate; i maschi hanno pterigopodi spessi. Le due pinne dorsali sono simili per forma e dimensione, con apici arrotondati o angolari e margini leggermente convessi. La prima dorsale ha origine sopra le punte posteriori delle pinne pelviche, e la seconda dorsale è collocata vicino alla prima. Non vi è alcun pinna anale.

La coda è piuttosto lunga, con il peduncolo caudale moderatamente appiattito ed espanso lateralmente in carene. Il lobo inferiore della corta e triangolare pinna caudale è più grande di quello superiore, e vi è una tacca sul margine finale del lobo superiore. Il dorso è coperto da piccoli denticoli dermici quasi conici.

Questa specie è grigiastro - marrone sul dorso, oscurandosi intorno agli occhi e sul muso e diventando traslucido ai margini finali delle pinne. Ci sono macchie nerastre a forma di sella sotto le basi delle pinne dorsali, e talvolta anche grandi macchie scure e ocelli sparsi su tutto il dorso. La parte inferiore è quasi completamente bianca, con un margine nero sulle pinne pettorali.

Habitat

Informazioni specifiche sul suo habitat naturale preferito non sono disponibili, anche se è probabilmente bentonico nelle acque profonde delle scarpate continentali.

Distribuzione

Esemplari noti di squali angelo indonesiano provenivano da luoghi di scarichi di pesce a Palabuhanratu nella Giava occidentale, a Cilacap nella Giava centrale, a Kedonganan a Bali, e a Tanjung Luar a Lombok.

Dimensioni

Il più grande esemplare conosciuto di squalo angelo indonesiano misurava 1 m e 34 cm di lunghezza. Il più piccolo esemplare maschio, adulto, misurava 1 m e 25 m di lunghezza.

Riproduzione

Poco si sa della storia naturale dello squalo angelo indonesiano. È presumibilmente viviparo aplacentale come gli altri membri della sua famiglia.

Pericoli

Lo squalo angelo indonesiano viene raramente catturato accidentalmente dai palangari demersali e sono commercializzati per la carne e le pinne. Se l'attuale pesca limitata in Indonesia dovesse espandersi, questa specie potrebbe essere minacciata, come le altre specie di squali angelo. poiché hanno dimostrato di essere particolarmente sensibili alla pesca mirata.

In attesa di ulteriori dati, l'International Union for Conservation of Nature ha valutato questo squalo sotto Dati insufficienti.

Note

Lo squalo angelo indonesiano è una rara specie di squalo angelo, della famiglia Squatinidae, conosciuto solo da pochi esemplari raccolti da siti di sbarco nel sud dell'Indonesia. L'International Union for Conservation of Nature (IUCN), manca attualmente di informazioni sufficienti per valutare lo stato di conservazione di questa specie.

E' stato descritto dai ricercatori della Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO) Peter Last e William White in un volume della rivista scientifica Zootoxa del 2008, sulla base di esemplari trovati in diversi siti indonesiani di sbarchi. Uno degli esemplari, una femmina di 47 cm di lunghezza raccolta nella Cilacap Regency nel centro di Giava, fu designato come olotipo. L'epiteto specifico deriva dal greco legnotos (“avere un bordo colorato”), in riferimento ai margini scuri delle pinne pettorali.

Analisi filogenetiche, basate sul DNA mitocondriale, fatte da Björn Stelbrink e colleghi nel 2010, hanno rilevato che la specie sorella dello squalo angelo indonesiano è lo squalo angelo di Taiwan (Squatina formosa); i due sono erano i più imparentati geneticamente tra tutte le specie esaminate. La coppia inoltre formava un clade con lo squalo angelo giapponese (Squatina japonica) e lo squalo angelo ocellato (Squatina tergocellatoides), entrambi specie asiatiche.



Specie del genere Squatina

   
© 1999-2014 Antonio Nonnis