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Squalo zebra

Stegostoma fasciatum

(Hermann, 1783)

Ordine: Orectolobiformi  Famiglia: Stegostomatidae  Genere: Stegostoma

Dentizione


Descrizione

Lo squalo zebra è una specie di squalo tappeto e l’unico membro della famiglia Stegostomatidae. Ha un corpo cilindrico con una grande testa leggermente appiattita e un corto muso smussato. Gli occhi sono piccoli e posti ai lati della testa; gli spiracoli sono dietro di essi e sono grandi o più grandi. Le ultime 3 delle 5 corte fessure branchiali sono situate sulle basi delle pinne pettorali, e la quarta e la quinta fessura sono molto più vicine rispetto alle altre. Ogni narice ha un corto barbiglio e una scanalatura parte dalle narici e arriva alla bocca. La bocca è quasi dritta, con tre lobi sul labbro inferiore e solchi agli angoli. Ci sono 28 – 33 file di denti nella mascella superiore e 22 – 32 file di denti nella mascella inferiore; ogni dente ha una grande cuspide centrale fiancheggiata da due cuspidi più piccole.

Negli adulti ci sono cinque creste che corrono lungo il corpo, uno lungo la linea mediana dorsale e due ai lati. La cresta mediana dorsale si fonde con la prima pinna dorsale, situata circa a metà strada lungo il corpo ed è il doppio della seconda pinna dorsale. Le pinne pettorali sono grandi e ampie; le pinne pelviche e la pinna anale sono molto più piccole ma più grandi della seconda pinna dorsale. La pinna caudale è lunga quasi quanto il resto del corpo, con un lobo inferiore poco sviluppato e una prominente tacca ventrale vicino alla punta del lobo superiore.

La colorazione nei giovani è marrone scuro sul dorso e giallo chiaro ventralmente, con punti e strisce gialli verticali. Quando lo squalo raggiunge i 50 – 90 cm, le zone scure cominciano a sparire, cambiando la colorazione dalle strisce chiare su sfondo scuro ai punti scuri su sfondo chiaro. C’è una sostanziale variazione nella colorazione tra gli adulti, che può essere usata per identificare particolari individui.

Nel 1964, fu scoperto nell’oceano Indiano uno squalo zebra parzialmente albino completamente privo di punti. Lo squalo, una femmina matura lunga 1 m e 90 cm, era insolito in quanto gli animali albini raramente sopravvivono a lungo in natura.

Durante il giorno, gli squali zebra sono lenti e di solito si trovano poggiati sul fondo del mare, a volte con le loro pinne pettorali sostenenti la parte anteriore del corpo e rivolti verso la corrente con la bocca aperta per facilitare la respirazione. I canali rocciosi sono i punti di riposo preferiti, dal momento che lo spazio stretto rende l’acqua più veloce e più ossigenata.

Diventano più attivi di notte o quando il cibo è disponibile. Sono forti e agili nuotatori, spostandosi con forti ondulazioni anguilliformi del corpo e della coda. In una corrente costante, sono stati visti in equilibrio sul posto con movimenti sinuosi delle code.

Gli squali zebra sono solitamente solitari, sebbene siano stati documentati aggregazioni di 20 – 50 individui. Al largo del Queensland sud – orientale, ogni estate si formano in acque poco profonde varie centinaia di aggregazioni di squali zebra. Queste aggregazioni sono composte unicamente da adulti, con le femmine che superano di numero i maschi di almeno 3 a 1. Lo scopo di queste aggregazioni non è ancora chiaro; tra gli squali non è stato osservato nessun definito comportamento d’accoppiamento.

E' stato osservato un maschio adulto mordere la pinna pettorale di un altro maschio adulto spingendolo verso il fondale; il maschio attaccato è rimasto immobile su dorso per vari minuti. Questo comportamento somiglia a quello pre – copulatorio tra individui maschi e femmine, e in entrambi i casi il morso e il trattenimento della pinna pettorale è stato ipotizzato in relazione all’affermazione del dominio di uno squalo sull'altro.

Habitat

Bentonico di natura, lo squalo zebra vive dalla zona intertidale fino a 62 m di profondità. Gli adulti e i grandi giovani frequentano scogliere coralline, e zone sabbiose. Ci sono documentazioni di questa specie provenienti da acque dolci nelle Filippine. Gli squali zebra talvolta percorrono acque oceaniche per raggiungere rilievi sottomarini isolati. Sono stati registrati individui che hanno percorso 140 km. Dati genetici indicano sporadiche relazioni tra le diverse popolazioni di squali zebra, anche se i loro areali sono contigui.

Distribuzione

Si trova nelle acque tropicali della regione Indo – Pacifica, dal Sudafrica al Mar Rosso e nel Golfo Persico (inclusi il Madagascar e le Maldive), all’India e nell’Asia sud – orientale (inclusi l’Indonesia, le Filippine e Palau), fino a nord a Taiwan e in Giappone, ad est nella Nuova Caledonia e a Tonga e a sud fino all’Australia settentrionale.

Alimentazione

Lo squalo zebra si nutre principalmente di molluschi, sebbene si nutri anche di crostacei, piccoli pesci ossei e forse serpenti di mare. L'esile corpo flessibile di questo squalo gli consente di dimenarsi nei buchi e nelle fessure strette in cerca di cibo, mentre la sua piccola bocca piccola e la muscolosa cavità orale permettono di creare una forza potente di aspirazione con cui estrarre preda.

Dimensioni

Lo squalo zebra raggiunge una lunghezza di 2 m e 50 cm, con un picco di un unico esemplare documentato di 3 m e 50 cm. Riguardo alle dimensioni i maschi e le femmine non sono dimorfici, ossia non presentano differenze.

Riproduzione

Il corteggiamento dello squalo zebra consiste nel maschio che insegue la femmina e la morde vigorosamente sulle sue pinne pettorali e sulla coda, e mentre la trattiene entrambi si poggiano sul fondale. A volte questo porta all’accoppiamento, in cui il maschio gira il suo corpo attorno alla femmina e inserisce uno dei suoi pterigopodi nella sua cloaca. La copula dura dai 2 ai 5 minuti.

Lo squalo zebra è oviparo, con le femmine che depositano grosse uova lunghe 17 cm, larghe 8 cm e spesse 5 cm. L’uovo va dal bruno scuro al viola, e ha fibre simili a capelli ai lati che li assicurano al substrato. Le fibre adesive emergono dal ventre della femmina; la femmina ruota attorno a strutture verticali per ancorare le uova. Sono state documentate femmine che depositavano oltre 46 uova per un periodo di 112 giorni. Le uova sono deposte in gruppi di circa quattro.

La stagione riproduttiva è sconosciuta. In cattività, le uova si schiudono dopo 2 – 4 settimane. I neonati misurano 20 – 36 cm e hanno code più lunghe in proporzione al corpo rispetto agli adulti. Le preferenze ambientali dei giovani non sono chiari; un rapporto li colloca ad una profondità superiore ai 50 m, mentre un altro rapporto dall'India suggerisce che abitano acque più basse rispetto agli adulti.

Le strisce dei giovani possono avere una funzione anti predatore, rendendo ogni individuo di un gruppo difficile da identificare. I maschi raggiungono la maturità sessuale a 1 m e 50 cm – 1 m e 80 cm, e le femmine a 1 m e 70 cm. La durata della vita è stata stimata ai 25 – 30 anni in natura.

Pericoli

Questa specie può essere preda di pesci più grandi e di mammiferi marini. Noti parassiti dello squalo zebra includono quattro specie di tenie del genere Pedibothrium.

Docili e lenti, gli squali zebra non sono pericolosi per l’uomo e possono essere avvicinati facilmente. Comunque, essi hanno morso i subacquei che tiravano le loro code o cercavano di cavalcarli. C’è un rapporto del 2008 di un attacco non provocato nell’International Shark Attack File, sebbene non riportò feriti. Essi sono popolari attrazioni per i subacquei ecoturisti nel Mar Rosso, al largo delle Maldive, al largo delle isole tailandesi di Phuket e Phi Phi e sulla Grande Barriera Corallina.

Molti squali zebra si sono abituati alla presenza degli esseri umani, prendendo il cibo dalle mani dei sub e lasciandosi toccare. Si adattano bene alla cattività e vengono esposti in molti acquari pubblici. Il piccolo giovane colorato viene spesso ospitato dagli appassionati privati, anche se questa specie diventa troppo grande per gli acquari domestici.

Lo squalo zebra viene catturato dalla pesca commerciale lungo gran parte del suo areale, con reti a strascico, tramagli e palangari. La carne viene venduta fresca o essiccata e salata per il consumo umano. Inoltre, l’olio di fegato viene usato per le vitamine, le pinne per la zuppa di pinne di squalo e le frattaglie per la farina di pesce.

Sono molto sensibili alla localizzata deplezione a causa dei loro habitat poco profondi e dei bassi livelli di dispersione tra le popolazioni, e indagini di mercato suggeriscono che essi sono molto meno comuni oggi che in passato. Essi sono minacciati anche dal degrado del loro habitat corallino dallo sviluppo umano, e dalle pratiche distruttive di pesca così come dall’inquinamento.

Di conseguenza, la World Conservation Union ha valutato questa specie come Vulnerabile. Al largo dell’Australia, l’unica minaccia per questa specie è il livello molto basso di cattura accidentale e viene valutato A Basso rischio.

Note

Lo squalo zebra fu descritto per la prima volta come Squalus varius da Seba nel 1758. Non fu designato nessun tipo nomenclaturale, sebbene Seba incluse una descrizione in latino e un’accurata illustrazione di un esemplare giovane. Müller e Henle collocarono questa specie nel genere Stegostoma nel 1837, usando il nome specifico fasciatus (o la forma neutra fasciatum, poiché Stegostoma è neutro mentre Squalus è maschile) da un lavoro del 1801 di Bloch e Schneider.

Nel 1984, Compagno respinse il nome “varius/m” in favore di “fasciatus/m” per lo squalo zebra, perché Seba non usò la nomenclatura binomiale nelle sue descrizioni delle specie (sebbene Squalus varius è un nome che può considerarsi binomiale). Dal punto di vista di Compagno il primo vero e proprio uso di “varius/m” fu fatto da Garman nel 1913, facendolo un sinonimo inferiore. Sia Stegostoma fasciatum sia Stegostoma varium sono ampiamente usati per questa specie. Il nome del genere deriva dal greco stego che significa “coperto”, e stoma che significa “bocca”.

Il nome specifico fasciatum significa “bandato”, in riferimento al disegno a strisce nei giovani. La colorazione dei giovani è anche l’origine del nome comune “squalo zebra”. Il nome squalo leopardo viene talvolta dato agli adulti macchiati, ma questo nome solitamente fa riferimento al Triakis semifasciata, e viene a volte usato per lo squalo tigre (Galeocerdo cuvier).

Per la loro differente colorazione e le loro proporzioni del corpo, sia i giovani sia gli adulti sono stati storicamente descritti come specie separate (rispettivamente Squalus tigrinus e Squalus longicaudatus). C’è un forte supporto morfologico per la collocazione dello squalo zebra, dello squalo balena, e degli squali nutrice (squalo nutrice, squalo nutrice fulvo e squalo nutrice dalla coda corta) in un singolo clade.

Comunque, le interrelazioni tra questi taxa sono discusse da vari autori. Dingerkus, nel 1986, suggerì che lo squalo balena fosse il parente più stretto dello squalo zebra, e propose una singola famiglia con tutte e cinque le specie in un clade. Compagno, nel 1988, suggerì l’affinità tra questa specie e il genere Pseudoginglymostoma o un clade contenente Rhincodon, Ginglymostoma, e Nebrius. Goto, nel 2001, collocò lo squalo zebra nel gruppo sorella a un clade contenente Rhincodon e Ginglymostoma.


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Specie del genere Stegostoma

   
© 1999-2014 Antonio Nonnis