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Agli squali balena potrebbe ricrescere una pinna ferita

Gli squali balena mostrano una notevole capacità di riprendersi dalle ferite, ma restano a rischio estinzione

Lo studio “Wound-healing capabilities of whale sharks (Rhincodon typus) and implications for conservation management”, pubblicato su Conservation Physiology da Freya Womersley dell’università di Southampton, James Hancock e Cameron Perry del Maldives Whale Shark Research e David Rowat di Marine Conservation Society Seychelles, ha rivelato per la prima volta la inconsueta velocità lo squalo balena può riprendersi dalle ferite. I risultati mostrano lacerazioni e abrasioni, spesso in seguito a collisioni con imbarcazioni, possono guarire in poche settimane. I ricercatori hanno anche scoperto prove di una ricrescita delle pinne dorsali parzialmente rimosse.

Studi recenti hanno evidenziato che per questi squali il rischio di essere feriti aumenta con la richiesta del turismo naturalistico e le interazioni con gli esseri umani, quindi con il traffico marittimo. «Di conseguenza – sottolineano all’università di Southampton – questi squali affrontano un’ulteriore fonte di lesioni oltre alle minacce naturali, e alcuni di questi giganti oceanici mostrano cicatrici causate da collisioni con le barche».

La Womersley, che ora lavora per la Marine Biological Association britannica e Marine Conservation Society Seychelles, sottolinea che «Questi risultati di base ci forniscono una comprensione preliminare della guarigione delle ferite in questa specie. Volevamo determinare se ci fosse un modo per quantificare quello a cui molti ricercatori stavano assistendo aneddoticamente sul campo, e così abbiamo escogitato una tecnica di monitoraggio e analisi nel tempo degli infortuni».

I segni distintivi unici di ogni individuo consentono ai ricercatori di tutto il mondo di identificarlo e di monitorare le popolazioni regionali, utilizzando siti web come WildBook dove gli scienziati e operatori locali possono caricare le foto dei loro avvistamenti di squali. Per questo studio, il team di ricercatori ha esaminato le fotografie scattate da ricercatori e operatori del turismo in due siti nell’Oceano Indiano dove gli squali si radunano frequentemente e ha utilizzato questi segni per standardizzare le immagini. Un metodo che ha consentito ai ricercatori di confrontare le fotografie scattate per un lungo periodo senza attrezzature specialistiche e ha aumentato la quantità di dati disponibili per valutare e monitorare come sono cambiate le singole ferite degli squali balena.

La Womersley spiega: «Utilizzando il nostro nuovo metodo, siamo stati in grado di determinare che questi squali possono guarire da ferite molto gravi in ​​tempi di settimane e mesi. Questo significa che ora abbiamo una migliore comprensione delle lesioni e delle dinamiche di guarigione, che possono essere molto importanti per la gestione della loro conservazione».

Lo studio ha anche evidenziato la capacità degli squali balena di farsi ricrescere una prima pinna dorsale parzialmente amputata, che, per quanto ne sanno gli autori, «E’ la prima volta che è stato segnalato scientificamente uno squalo che mostra questo fenomeno». Un’altra cosa interessante è la scoperta delle macchie uniche che si formano sui punti precedentemente feriti, il che, secondo i ricercatori «Suggerisce che questi bellissimi segni sono una caratteristica importante per questa specie e persistono anche dopo essere stati danneggiati».

Capacità di guarigione che sembrano rapide ed eccezionali e che suggeriscono che gli squali balena possono resistere e riprendersi dagli impatti causati dagli esseri umani, ma gli autori dello studio fanno notare che «Potrebbero esserci molti altri impatti meno riconoscibili con lesioni per questi animali, come un fitness ridotto, capacità di foraggiamento e comportamenti alterati; quindi gli infortuni devono essere prevenuti ove possibile».

Lo studio ha anche trovato variazioni nei tassi di guarigione, con delle lacerazioni, tipiche delle lesioni dell’elica, che impiegano più tempo a guarire rispetto ad altri tipi di ferite, evidenziando «la necessità di ulteriori ricerche per determinare l’influenza di fattori individuali ambientali e più sfumati sulla guarigione delle lesioni».

I ricercatori sottolineano che «Una gestione attenta dei siti di aggregazione degli squali balena, che si verificano stagionalmente in un certo numero di regioni costiere in tutto il mondo, è essenziale per garantire che gli squali siano protetti mentre trascorrono del tempo in aree ad alta attività umana. Se gli squali subiscono ferite in questi luoghi, ricerche come questa possono aiutare i team locali a stimare quanti anni ha la ferita e a fare valutazioni su dove e come potrebbe essere stata inflitta in base alla conoscenza degli spostamenti degli squali balena e alla tendenza a tornare nello stesso luogo».

Il recente studio “Half a century of global decline in oceanic sharks and rays”, pubblicato su Nature da un team internazionale di ricercatori ha rivelato che negli ultimi 50 anni gli squali pelagici sono diminuiti il 71% e ha evidenziato la necessità di applicare protezioni più severe per questo importante gruppo di abitanti dell’oceano.

La Womersley conclude: «Gli squali balena stanno subendo un calo della popolazione a livello globale a causa di una serie di minacce come risultato dell’attività umana. Pertanto, è imperativo ridurre al minimo gli impatti umani sugli squali balena e proteggere le specie dove è più vulnerabile, specialmente dove le interazioni uomo-squalo sono elevate. C’è ancora molta strada da fare per comprendere la guarigione negli squali balena e nelle specie di squali in generale, ma il nostro team spera che studi di base come questo possano fornire prove cruciali per i responsabili delle decisioni gestionali che possono essere utilizzate per salvaguardare il futuro degli squali balena».

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Breve panoramica di quadri che hanno gli squali come soggetto


Link su squali - biologia - conservazione della natura

CSIRO - Agenzia scientifica australiana

Il Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation, è l'agenzia scientifica australiana e una delle più grandi e diversificate agenzie di ricerca del mondo.

Elasmo.com - Fossili di squalo del nord America

Il sito è in linea dal 1996 con l'obiettivo di migliorare la conoscenza degli squali fossili del Nord America. Sebbene alcune pagine più vecchie avrebbero bisogno di aggiornamento, resta un riferimento importante per gli appassionati.

Elasmodiver - Di Andy Murch

Andy Murch è un fotografo di squali freelance dello Shark Diver Magazine. Egli è anche il creatore di Elasmodiver.com che è una delle più grandi fonti di informazione su squali e razze su internet.

FAO - Pesca e Acquacultura

Agenzia delle Nazioni Unite per il cibo e l'agricoltura. Il Dipartimento Pesca e Acquacultura propone l'uso responsabile e sostenibile delle risorse ittiche, squali compresi.

FishBase - Database sui pesci in inglese

Contiene 32900 Specie, 303000 nomi comuni, 54800 immagini, 51400 Referimenti, aggiornato da 2150 collaboratori. Riceve 800.000 visite al mese. E' il punto di riferimento di Squali.com per la collocazione tassonomica degli squali.

IUCN - Sito ufficiale italiano

Unione Mondiale per la Conservazione della Natura, aiuta il mondo a trovare soluzioni pragmatiche per le sfide ambientali e di sviluppo più urgenti

IUCN - Sito ufficiale mondiale

Unione Mondiale per la Conservazione della Natura, aiuta il mondo a trovare soluzioni pragmatiche per le sfide ambientali e di sviluppo più urgenti

Pesci dell'Australia

Bel sito per informazioni sulla diversità biologica delle specie marine e d'acqua dolce dell'Australia

Shark diver magazine

ELI MARTINEZ è il fondatore della rivista e un eccezionale protagonista delle immersioni con gli squali. Il suo modo di interagire con loro ha contribuito a cambiare l'opinione che la gente ha di questi animali.

Shark-References, database del Bavarian State Collection of ...

Bibliografia scientifica sui squali, razze e chimere recenti e fossili (pesci cartilaginei, Chondrichthyes). La banca dati è online da Giugno 2009 con un archivio di dati di circa 1.000 citazioni scientifiche. Oggi detiene più di 19.000 fonti e pubblicazioni.

SharkAcademy: il sito di Riccardo Sturla Avogadri

Riccardo è il fondatore della Sharkacademy e una delle persone più appassionate e operative del settore. Credo abbia la più grande collezione al mondo sugli squali, dai reperti biologici ai denti fossili, dalle pubblicazioni alle riproduzioni di specie a grandezza naturale. Organizza viaggi e corsi con rilascio di brevetti, cura vari progetti di ricerca e non mancherà di sorprendervi.

ZOOTAXA : la grande rivista della tassonomia animale

Zootaxa è una rivista internazionale per una rapida pubblicazione di documenti di alta qualità su qualsiasi aspetto di zoologia sistematica, con una preferenza per le grandi opere tassonomiche quali monografie e revisioni. Contiene documenti su animali sia vivi che fossili, e considera tutti gli aspetti tassonomici, tra cui teorie e metodi di sistematica e filogenesi, monografie tassonomiche ...


   
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