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27-04-2014 - Gli squali non sono fossili viventi

Uno studio condotto su un fossile di 325 milioni di anni fa smentice questa opinione diffusa, rivelando che gli squali sono meno primitivi di quanto si pensasse.

di Jane J. Lee

Per molto tempo i paleontologi sono stati convinti che gli squali avessero azzeccato la giusta combinazione di morfologia corporea e di anatomia interna molto presto, e che quindi le spinte evolutive non li avessero modificati granché nel corso delle centinaia di milioni di anni a seguire. Ora però alcune ossa fossili di un antico antenato degli squali potrebbero obbligarli a cambiare idea.

Secondo uno studio pubblicato su Nature condotto da alcuni ricercatori dell'American Museum of Natural History (AMNH) di New York, le strutture di sostegno alle branchie del fossile sembrano infatti più simili a quelle di alcuni pesci ossei, come i tonni, che quelle degli squali viventi. La disposizione di questi archi, ossei o cartilaginei, è inoltre simile a quello riscontrato in gruppi di pesci estinti come i placodermi e gli acantontidi.

Piuttosto che essere quindi, come a volte impropriamente definiti, "fossili viventi", gli squali moderni "si sono evoluti da questo punto di vista in tempi relativamente recenti", dice uno degli autori dello studio, il paleontologo John G. Maisey.

Se gli studiosi vogliono comprendere meglio queste strutture - dalle quali si pensa si siano evoluti la mandibola de vertebrati e le ossa dell'orecchio umano - e l'evoluzione degli antichi pesci, secondo Maisey e colleghi è meglio guardare agli altri pesci piuttosto che agli squali odierni.

Uno sguardo nel passato

Per centinaia di anni gli squali sono stati ritenuti un esempio di antichi vertebrati forniti di mandibola. Eppure, spiega Maisey, "non sono mai statdavvero studiati i fossili degli squali più primitivi". Ciò è dovuto anche alla scarsità di archi branchiali rinvenuti, e in parte ai limiti tecnologici.

Maisey e colleghi sono stati abbastanza fortunati da scoprire un fossile ben conservato sulle Ozark Mountains, in Arkansas. Il fossil presentava la disposizione trdimensionale degli archi branchiali in una nuova specie di squalo primitivo, battezzato Ozarcus mapesae. Scansionando il fossile, i ricercatori sono stati in grado di ricostruire un modello ad alta risoluzione delle ossa.

Dopodiché, hanno messo a confronto le strutture di O. mapesae con quelle presenti in pesci sia antichi che moderni. "La disposizione di base rinvenuta in Ozarcus caratterizzerebbe l'antenato comune a tutte queste forme", dice Maisey.

Negli squali moderni, invece, queste strutture branchiali sono organizzate in modo diverso, e con ogni probabilità si sono evolute dopo O. mapesae. Quindi, per capire l'evoluzione di questi archi e delle mascelle comparse successivamente, non bisognerebbe studiare gli squali odierni, bensì i pesci ossei, concludono gli autori dello studio.

http://www.nationalgeographic.it/scienza/2014/04/27/news/gli_squali_non_sono_fossli_viventi-2108529/


   
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