Torna alla Home Page

Desktop Area riservata

        Stampa pagina  


31-05-2014 - Gli scienziati marchiano 50 squali per prevedere uragani in Messico

Etichettare e seguire gli squali è la nuova frontiera della scienza nel tentativo di prevedere gli uragani nel Golfo del Messico. Circa 50 esemplari sono stati etichettati con un rilevatore di posizione satellitare per rilevare le temperature dell’acqua a diverse profondità.

Secondo il biologo marino Jerald Ault, un pesce si comporta come un sensore biologico: quando si immerge, infatti, crea un'immagine verticale delle diverse temperature dell’acqua. È dai dati a disposizione che si ricava questa immagine verticale e viene messa a rapporto con l’OHC, cioè l’Ocean Heat Content (il calore immagazzinato dall’oceano), necessario per capire come predire la potenza di una tempesta.

La forza di un uragano, ad esempio, dipende dalla quantità di acqua calda che colpisce quando si sviluppa; questo fenomeno ha dato ai ricercatori l’idea che i dati ottenuti dagli squali possano aiutare nell’elaborazione di previsioni del tempo in maniera accurata: ad esempio, si potrebbe dire con esattezza quanto grande diventerebbe una tempesta.

Le etichette potrebbero offrire dati che aiuterebbero i meteorologi a definire con precisione la potenziale intensità di una tempesta. Come ha spiegato Ault al giornale Houston Chronicle, i dati rilevati dalle etichette sugli squali possono fornire immagini ad una risoluzione più elevata rispetto a quelle al momento a disposizione dei meteorologi.

Le etichette vengono agganciate alla loro coda, perché è l’area con la minora densità di tessuti nervosi e cellule del sangue e sembrano dei piccoli siluri. I ricercatori hanno affermato che la quantità di dati al momento ricevuti grazie agli squali sono di particolare aiuto e quindi ci sono ottime possibilità di procedere con il progetto.


   
© 1999-2017 Antonio Nonnis  
Squali.com non utilizza cookies per tracciare gli utenti