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14-06-2014 - Mike Coots da vittima di un attacco a agguerrito attivista

Nel 1997 aveva 17anni e Mike Coots non sapeva che la sua vita sarebbe cambiata per sempre. Durante una delle sue uscite in mare in surf, ha perso la gamba destra dopo essere stato attaccato da uno squadro tigre.

Oggi Mike è fotografo e non ha perso la sua passione per le cavalcate sulle onde anche se si reca in zone protette, ma la cosa più grande è il fatto che sia diventato un agguerrito attivista nelle campagne per la conservazione degli squali. Con consapevolezza ci si rende conto che il mare è la casa, l’habitat degli squali, siamo noi i visitatori inappropriati che vorremmo impossessarci di tutto.

E’ “normale” essere attaccati da pescecani se ci si spinge in territori pericolosi e non sono loro ad essere feroci ma noi ad essere incoscienti. Quando uno squalo attacca subito si grida al “mostro”, alla “bestia feroce”, senza tener conto che ogni anno umani uccidono all’incirca 100 milioni di squali, molti dei quali sono a rischio di estinzione, come lo squalo martello, cacciato per la sua pinna.

La colpa di questa strage è dell’evoluzione della pratica illegale del “finning”, ovvero la rimozione delle pinne, causa la crescente richiesta di zuppa di pinne di squalo, considerato un lusso in varie zone dell’Asia al pari del tartufo o del caviale, infatti un piatto di zuppa può arrivare a costare anche 70 euro. Il “finning” illegale è brutale: i pescatori rimuovono le pinne dagli squali vivi rigettandoli in mare agonizzanti.


   
© 1999-2018 Antonio Nonnis  
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