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24-06-2014 - La morte di Tharsys attaccato e ucciso nel 214 ac

L'attacco è avvenuto nel Mar Ionio all'inrca il 214 ac ed è descritto dal poeta greco Leonida di Taranto.

Un pescatore di spugne, Tharsys, si era immerso per recuperare l'ancora e salito in superficie è stato attaccato da uno squalo. I suoi compagni lo afferrarono per le braccia ma lo squalo aveva già ingoiato la sua metà inferiore, tagliandolo letteralmente in due. Ai compagni non restò che seppellire l'altra metà sulla spiaggia.

Sepolto in terra e in mare

Sono sepolto in mare e sulla terra. Fatto singolare accaduto a me, Tharsys figlio di Carmide, secondo la volontà delle Moire.

Mi ero gettato nello Jonio in cerca dell'ancora pesante, e scendendo nell'acqua l'avevo portata in salvo. Ma quando risalivo dall'abisso e le mani allungavo già agli altri marinai fui divorato.

Un mostro enorme, orribile mi aveva preso ingoiandomi fino all'ombelico. Tolsero allora i marinai dall'acqua una mia metà, gelida zavorra: l'altra l'aveva trascinata via il pescecane.

O viandante, su questa spiaggia i compagni hanno sepolto i resti di Tharsys che non tornò più in patria.


   
© 1999-2017 Antonio Nonnis  
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