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10-07-2014 - Film: Jaws 3-D (1983) di Joe Alves

Jaws 3-D è un film del 1983 diretto da Joe Alves con Dennis Quaid, Bess Armstrong, Lea Thompson and Louis Gossett Jr.. È il secondo sequel del film del 1975 Jaws. Al SeaWorld, un parco acquatico con lagune e tunnel subacquei, pochi giorni prima dell'inaugurazione un cucciolo di grande squalo bianco penetra all'interno del complesso attaccando apparentemente degli sciatori e degli addetti della struttura. Una volta catturato il piccolo squalo appare ovvio che la causa degli attacchi è stata la madre dell'animale, una creatura molto più grande, anch'essa entrata all'interno del parco. Il film è caratterizzato dall'uso della tecnologia 3D, che in quegli anni stava vivendo un'ondata di particolare interesse, seguendo la scia di altri film come Friday the 13th Part III e Amityville 3D.

La tecnica usata è stata la polarizzazione della radiazione elettromagnetica anziché la anaglifica, cosa che consentiva di usufruire di occhialini usa e getta con lenti di colore brunito, molto più confortevoli di quelle anaglifiche bi-colorate, dando sempre l'illusione dell'uscita degli oggetti dallo schermo. Molte riprese e molte scene furono progettate pensando all'utilizzo di questa tecnica, come ad esempio la scena della distruzione dello squalo. A causa del non utilizzo del 3-D per la visione domestica, il titolo alternativo Jaws III è utilizzato per la diffusione del film in televisione, VHS e DVD. Al "Florida SeaWorld", nuovissimo parco acquatico e di divertimento dove ogni spettatore ha la possibilità di avvicinarsi al regno marino come non mai, è grande l'affluenza del pubblico il giorno dell'inaugurazione. Alla cerimonia partecipano, infatti, molti invitati; fra questi un piccolo squalo sfuggito al controllo della madre e accidentalmente finito nella laguna del parco attraverso una barriera difettosa.

Il piccolo paga con la vita questa sua esuberanza, scatenando così l'aggressività della madre impazzita, i cui 12 metri di lunghezza creano il più agghiacciante clima di panico proprio mentre sulle acque del parco si svolgono le spettacolari evoluzioni previste dal copione. Nel dettaglio: i due squali, madre e figlio, vengono attratti dal rumore generato dagli sciatori del SeaWorld, che in aggiunta alla loro esibizione, agitano l'acqua con un bagno di gruppo. I due squali s’infiltrano nella laguna del parco attraverso il cancello non ancora chiuso, danneggiandolo. Mike Brody (Dennis Quaid), figlio dello sceriffo Brody morto per infarto l'anno prima, è al servizio alle pompe. Ha da fare con la sua ragazza, Kathy (Bess Armstrong), biologa marina, e affida l'incarico della riparazione a Shelby Overman (Harry Grant). Calvin Bouchard (Louis Gossett Jr.), finanziatore del parco, si prepara all'inaugurazione, e invita per l'occasione il celebre fotografo Philip FitzRoyce (Simon MacCorkindale). Mike e Kathy accolgono invece il giovane Sean (John Putch), neopromosso al liceo, e lo invitano a cena in un bar. Il giovane corteggia la sciatrice Kelly Ann Bukowski (Lea Thompson), che si unisce al trio. Nel frattempo Overman, sceso da solo a riparare il cancello, viene ucciso dalla madre squalo. Dopo cena, Mike e Kathy si appartano per una passeggiata lungo la spiaggia, mentre Sean e Kelly vanno a nuotare nella laguna (il giovane Brody, ancora memore dell'attacco di squalo subito da bambino, entra in acqua solo con riluttanza); il fratello e la fidanzata li raggiungono presto e vivacizzano la serata. Poco lontano da loro, due giovani alla ricerca di corallo da rubare e vendere, scompaiono sott'acqua.

Il giorno dopo, messi in allarme dalla fidanzata di Overman, Mike e Kathy utilizzano il batiscafo del parco per ispezionare la laguna alla ricerca dell'amico. Trovano invece uno squaletto a cui sfuggono per miracolo con l'aiuto dei due delfini allevati da Kathy. Parlano a Bouchard e FitzRoyce della loro scoperta, e viene deciso di catturare l'animale per crescerlo in cattività e garantire a FitzRoyce un servizio da prima pagina. L'impresa riesce e lo squalo comincia la sua prigionia. Finalmente, il gran giorno dell'inaugurazione: accorrono in massa migliaia di persone, che esplorano le varie attrazioni del complesso rimanendone soddisfatti. Calvin ordina di esporre subito lo squaletto, contrariamente alle istruzioni di Kathy: il piccolo, prostrato dalle recenti ferite, muore rapidamente. La madre, a questo punto, rimasta fino ad allora nascosta in un condotto di filtraggio, si rivela a tutti: la si vede in tutta la sua mostruosità dal ristorante subacqueo. Mike corre immediatamente a richiamare gli sciatori e i bagnanti: nonostante il caos prodotto dal panico, tutti escono indenni dall'acqua. Lo squalo si rivolge allora a coloro che navigano sui gommoncini: ne fa le spese Kelly, che riceve un lungo squarcio sulla gamba sinistra; il rapido intervento di FitzRoyce le salva la vita, e Sean la accompagna all'ospedale. Calvin dà ordine di far uscire tutti i visitatori ancora all'interno dei tunnel subacquei, ma lo squalo danneggia i corridoi, bloccandoli in una delle sale d'osservazione.

Mike deve riparare il condotto effettuando una saldatura. FitzRoyce si offre di riattirare lo squalo nel condotto di filtraggio e di bloccarcelo, realizzando nel frattempo il servizio che agogna: il mostro lo insegue fin dentro il condotto e vi viene rinchiuso. Mike ha via libera. FitzRoyce non ha però fatto i conti con la sagola di ritorno, che dovrebbe metterlo in salvo e invece si spezza, abbandonandolo alla mercé dello squalo: tenta disperatamente di salvarsi, ma viene massacrato dalle fauci dell'animale, quando è sul punto di azionarvi contro una granata. Il suo corpo rimane però incastrato tra le mascelle del mostro. Calvin fa togliere aria al condotto, in modo da soffocare l'animale. Allo squalo basta invece fare a pezzi la grata per liberarsi. Mike, raggiunto da Kathy, ha appena ultimato la riparazione, quando viene attaccato: il diversivo dei due fedeli delfini, consente ai due di mettersi in salvo. I visitatori intrappolati possono a questo punto uscire.

Lo squalo si getta contro la vetrata della sala controllo subacquea, inondandola: Calvin porta in salvo un'operatrice, mentre un altro viene sbranato. Mike e Kathy, ancora con indosso le mute, decidono di fermare la creatura: questa, aprendo la bocca (unica parte riuscita ad entrare attraverso l'apertura), rivela il corpo di FitzRoyce con la granata ancora pronta all'uso; Mike riesce ad attivarla piegando un pezzo di ferro, e lo squalo salta in aria. Insieme a Kathy, il coraggioso figlio di Martin Brody può finalmente riemergere e abbracciare il suo amore e i due delfini. Questo terzo episodio si discosta sensibilmente dai precedenti: notiamo innanzitutto che il luogo dove si svolge la storia non è più l'isola di Amity, ma un parco acquatico in Florida. Inoltre, per la prima volta, nel cast non figurano né Roy Scheider né Lorraine Gary (che complessivamente è stata la persona più presente nei 4 episodi della saga). Tuttavia, una certa continuità con i capitoli scorsi viene mantenuta grazie alla presenza di Michael e Sean Brody (Dennis Quaid e John Putch), i figli di Martin Brody, ormai divenuti adulti. Il primo, differentemente da quanto visto in precedenza, sarà questa volta il protagonista (ha un'importante ruolo lavorativo all'interno del parco acquatico); mentre il secondo subentrerà a film iniziato ed avrà un ruolo tutto sommato marginale.

Anche grazie alle caratteristiche psicologiche di Sean ci rendiamo conto che una certa continuità con i primi due film viene mantenuta: egli infatti, nonostante ormai sia adulto, continua ad avere una gran paura dell'acqua, in seguito alla brutta esperienza vissuta da bambino, quando, da molto vicino, vide lo squalo uccidere una ragazza, Margie (Martha Swatek), che l'aveva salvato (una delle scene più crude e tristi de Jaws 2). Un'ulteriore differenza rispetto ai capitoli precedenti della saga è sicuramente il protagonista vero e proprio: lo squalo. Questa volta, infatti, ne sono presenti addirittura due, nonostante quello giovane sopravviva poco e non crei poi troppi problemi. E non è tutto: lo squalo “principale”, la madre del piccolo, è un esemplare di grande squalo bianco lungo addirittura 12 metri. Queste dimensioni sono da record, considerando che gli squali comparsi nei precedenti due film misuravano circa 8 metri. L'eliminazione dello squalo invece ricorda molto il finale del capolavoro di Steven Spielberg, poiché avviene per opera di una granata fatta esplodere in bocca all'animale. La critica non ha mai visto di buon occhio questo film. Sia perché ogni paragone con il capolavoro di Spielberg lascia ben poche speranze a qualsiasi sequel, sia perché ormai l'idea di un film sullo squalo stava iniziando ad essere superata, sia perché effettivamente tre film sullo squalo in un tempo - tra il 1975 e il 1983 - di soli otto anni sono tanti.

E questo senza contare varie critiche che sono state mosse da un punto di vista prettamente logico: come può un uomo venire ingoiato tutto intero (Philip FitzRoyce, interpretato da Simon MacCorkindale) e, dopo essere stato ingoiato, rimanere così ben posizionato all'interno della bocca di uno squalo, tenendo un braccio teso verso la zona dei denti ed impugnando saldamente una bomba? E come può uno squalo di 12 metri riuscire ad entrare nella laguna passando attraverso una barriera che si allarga così poco? Lo si nota dopo la morte di Shelby Overman (Harry Grant): il cancello sull'acqua si allarga di poche decine di centimetri: mai uno squalo di quelle dimensioni riuscirebbe a passare da un pertugio così ridotto. Si aggiungano poi le critiche puramente scientifiche: nella realtà, esemplari di grande squalo bianco lunghi 8 metri sono già una notevole eccezione. Come può esisterne uno lungo 12 metri, che potevano più o meno essere le dimensioni del Carcharodon megalodon, antenato dell'attuale squalo bianco? A tutti gli effetti, questo film verrà considerato il peggiore della saga, fino all'arrivo, nel 1987, di Jaws IV: The Revenge (ritenuto non solo il peggiore della saga, ma addirittura uno dei film più brutti che siano mai stati prodotti nella storia del cinema). David Brown e Richard Zanuck, produttori dei primi due film, originariamente lanciarono il secondo sequel di Jaws come una parodia dal nome Jaws 3, People 0.

Matty Simmons, fresco del successo di National Lampoon's Animal House, fu portato in veste di produttore, con Brown e Zanuck come produttori esecutivi. Simmons delineò una storia e commissionò agli scrittori di National Lampoon John Hughes e Todd Carroll una sceneggiatura. Joe Dante fu brevemente ricercato come regista. Il progetto fu chiuso a causa di conflitti con gli Universal Studios. David Brown disse più tardi che una parodia sarebbe stato un errore e che sarebbe come “sporcare il tuo nido”. Alan Landsburg acquistò i diritti per produrre il film. Tentò di coinvolgere il regista sperimentale Murray Lerner in Jaws 3, dicendogli che la gente nel parco a tema Marineland in Florida aveva visto il suo film a 3-D del 1978 Sea Dream. Lerner disse che il suo “cuore era sprofondato”, quando gli fu inviato la prima sceneggiatura di Jaws 3-D, dicendo: “Non posso davvero essere coinvolto in questo”. Poiché la produzione aveva già un direttore artistico, Lerner, a cui non piaceva la sceneggiatura, rifiutò di essere coinvolto nel film. Il film fu diretto da Joe Alves, che era lo scenografo dei primi due film e fu il regista della seconda unità per Jaws 2. Fu suggerito che Alves avesse co-diretto il primo sequel con Verna Fields quando il primo regista John D. Hancock lasciò il progetto. Fu girato a al SeaWorld di Orlando, un parco acquatico senza sbocco sul mare; e a Navarra, in Florida, una comunità nella Florida Panhandle vicino Pensacola. Come per i primi due film della serie, molte persone furono coinvolte nella scrittura del film. Richard Matheson, che aveva scritto la sceneggiatura del film televisivo di Steven Spielberg Duel nel 1971, dice che lui scrisse un abbozzo “molto interessante”, anche se la storia sia stata accreditata a “qualche altro scrittore”.

La Universal costrinse Matheson a includere i due figli di Brody, che lo scrittore “pensava fosse stupido”. Vollero anche che lo squalo fosse lo stesso di quello fulminato in Jaws 2. A Matheson fu anche chiesto di scrivere un ruolo su misura per Mickey Rooney, “che lo feci con tanto successo che, quando Mickey Rooney mi rivelò di non essere disponibile, tutta la parte fu inutile”. Lo scrittore fu infelice con il film finito. “Sono un bravo narratore e ho scritto un buon abbozzo e una buona sceneggiatura. E se l'avessero fatta bene e fosse stato diretto da qualcuno che sapeva come dirigere, penso che sarebbe stato un film eccellente. Jaws 3-D era l'unica cosa che Joe Alves abbia diretto: è uno scenografo molto qualificato, ma come regista, no. E il cosiddetto 3-D rese il film cupo – non aveva alcun effetto. È stata una perdita di tempo”. Guiderdone Trueblood fu accreditato per la storia; un recensore per il sito web SciFilm dice che la sceneggiatura era basata sulla storia di Trueblood su uno squalo bianco che nuotava controcorrente rimanendo intrappolato in un lago. Carl Gottlieb, che aveva modificato anche le sceneggiature dei primi due Jaws, fu accreditato per la sceneggiatura insieme a Richard Matheson. Il film non utilizzò nessuno degli attori dei primi due Jaws. Roy Scheider, che aveva interpretato il capo della polizia Martin Brody nei primi due film, rise al pensiero di Jaws 3, dicendo che “Mefistofele ... non mi poteva parlare nel farlo”. Accettò di fare Blue Thunder per garantire la sua indisponibilità per Jaws 3-D.

La colonna sonora fu composta e diretta da Alan Parker, che aveva precedentemente fornito la musica per spettacoli televisivi britannici tra cui Van der Valk e Minder. Fu la prima colonna sonora cinematografica di Parker, ma avrebbe poi lavorato al What's Eating Gilbert Grape e all’ American Gothic. Il famoso motivo dello squalo di John Williams, tuttavia, è integrato nella colonna sonora. La colonna sonora fu pubblicata dalla MCA Records che è stata incorporata dalla Geffen Records. La colonna sonora è stata poi rilasciata su CD dalla Intrada, limitata a solo 3000 copie. Il film uscì in più di un migliaio di schermi negli Stati Uniti. Ci furono molte promozioni per accompagnare l'uscita del film. Come con Jaws 2, Topps produsse una serie di figurine. Le emittenti furono invitate a trasmettere il trailer, Making of Jaws 3-D: Sharks Don't Die, in uno spazio del prime time tra il 16 e il 22 Luglio del 1983 per usufruire di una pubblicità del volume settimanale TV Guide. La Alan Landsburg Productions si trovò in difficoltà per l'utilizzo di 90 secondi di riprese del film documentario del National Geographic “The Sharks” del 1983 nel trailer senza autorizzazione. Il film incassò $13,422,500 nel suo weekend di apertura, essendo in programma in 1.311 teatri nella sua più ampia uscita. Questo fu il 29,5% del suo totale incasso. Raggiunse la somma complessiva lorda di $87,987,055 in tutto il mondo. Pur essendo al numero 1 al botteghino, ciò mostra che i rendimenti della serie stavano diminuendo, dal momento che Jaws 3-D guadagnò quasi $100,000,000 in meno rispetto all’incasso totale del suo predecessore e $300,000,000 in meno rispetto pellicola originale.

Il sequel finale avrebbe attirato un reddito ancora più basso, con circa due terzi dell’incasso complessivo di Jaws 3-D. Tuttavia, il film stava ancora attirando un pubblico enorme, quando era richiesto dai teatri; lo storico cinematografico R.M. Hayes dice che quest’azione “era una pura sciocchezza considerando che alcuni cinema stavano svoltando con più soldi rispetto all'ultimo film di Star Wars”. L’accoglienza per il film fu generalmente scarsa. Variety lo definisce "tiepido" e suggerisce che Alves “non riesce a soffermarsi abbastanza a lungo sul grande squalo bianco”. Ha uno scarso 13% di voti sul Rotten Tomatoes. Il 3-D fu criticato come un espediente per attirare il pubblico alla serie che stava invecchiando e per essere inefficace. Allmovie, comunque, dice che “le sequenze di suspense furono fatte un po’ più memorabili durante l’uscita originale del film con la fotografia in 3-D, un attributo perso in video, eliminando in tal modo l'elemento più caratteristico di un altro sequel banale”. Derek Winnert dice che “con il nome di Richard Matheson sulla sceneggiatura ci si aspetta un racconto migliore” anche se lui continua a dire che il film “è del tutto guardabile con una confezione grande di popcorn”. Altri sono delusi dal fatto che Matheson e Gottlieb abbiano prodotto questa sceneggiatura dato il loro precedente successo. Sebbene la maggior parte dei critici sono d'accordo che Jaws 2 è il migliore dei sequel di Jaws, alcuni sono incerti se Jaws-3-D è meglio di Jaws: The Revenge. Un critico ha detto di Jaws 3-D: “Performance eccessive, falsi effetti speciali, e il dialogo vero e proprio terribile, tutto contribuisce a rendere Jaws 3 un'esperienza davvero triste quasi per tutti. Non solo è difficile credere che un sequel abominevole come questo non uccida il franchise, ma che in realtà sarebbe stato seguito da un film che è stato probabilmente il peggiore – Jaws: the Revenge. Tra alcuni difetti, alcuni critici descrivono il film come “marginalmente divertente”. Tuttavia, il suono è stato lodato. Il momento in cui si sente il pianto di un neonato quando il piccolo squalo muore nella piscina è particolarmente apprezzato da un critico. Gossett, dice la rivista Jet, è stato “l’unico membro del cast a sopravvivere alle recensioni generalmente negative”. Fu nominato per cinque Golden Raspberry Awards 1983, tra cui Peggior film, regista, attore non protagonista (Lou Gossett Jr.), sceneggiatura, e giovani attori (Cindy e Sandy, “I delfini strillanti”), e non ne ha ricevuto nessuno.

Nel suo manuale di sceneggiatura, Linda Aronson suggerisce che il suo protagonista, interpretato da Quaid, è un grave problema per il film. Lei dice che dopo essersi preso troppo tempo per essere introdotti, il personaggio è “essenzialmente uno spettatore passivo”. Non c'è caccia fino al culmine quando lo squalo terrorizza la gente nell’acquario; soltanto allora Mike Brody diventa centro dell'azione. Evidenzia inoltre imprecisioni nella trama. Per esempio, lei rifiuta l'idea di uno “squalo che protegge i suoi figli poiché gli squali non proteggono i loro piccoli”, e sottolinea che i delfini possono attaccare gli squali.


   
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