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13-07-2014 - Intervista con un contractor che uccide gli squali per il governo della WA

Intervista con un pescatore australiano che uccide gli squali per il governo del Western Australia. E' stata fatta da Skyler Thomas del White Shark Video. Eccone un resoconto tradotto in italiano, a seguire il video integrale in inglese.

di Skyler Thomas

Mi è stato chiesto più volte di rilasciare il video integrale della mia conversazione con il contractor per l'abbattimento di squali nel sud dell'Australia occidentale. Che e siate d'accordo o meno, questa conversazione offre uno spunto unico per analizzare la caccia e la macellazione programmata degli squali. E 'abbastanza chiaro che a guardare il video Graeme Pateman è un ragazzo simpatico, anche se non ti piace come si guadagna da vivere. Per la cronaca, nonostante i dubbi, non mi è stato molto difficile realizzare questa intervista, infatti, dopo che ho fatto la prima domanda Graeme non ha mai smesso di parlare, tanto che ho dovuto dividere questa intervista in più parti.

Non ho tagliato o modificato alcuna delle sue o delle mie parole, ma ho inserito vari filmati. Graeme dice il vero quando afferma che i mako, i punta nera, ecc, non sono protetti in Western Australia, e tutte le specie di squali martello elencati come in pericolo o vulnerabili nella Lista Rossa IUCN, non sono ugualmente protetti in acque statali o federali australiane, e quindi nemmeno in Western Australia.

La prima parte dell'intervista ha evidenziato che nei comunicati stampa prima della macellazione il governo ha detto che avrebbero garantito uccisioni il più umane e professionali possibile. Ma non sembra che questo sia avvenuto.

Nella seconda parte, tra gli altri argomenti, Graeme parla del pagamento di circa 5.500 dollari al giorno, da cui occorre sottrarre le spese e le Tax Service. Una cifra che mette a proprio agio anche dopo averci pagato le tasse. Le spese riguardavano un marinaio, il carburante per due corse al giorno, e le esche, che da quello che ho potuto vedere di persona, spesso venivano riutilizzate.

Quindi, ammettendo un netto di 4.000 $ al giorno, o giù di li, c'è da dire che l'attività è stata molto conveniente. Un'altra cosa che non si può tacere è che durante il periodo in cui la caccia è stata avviata per testare l'iniziativa, è noto che gli squali bianchi non sono presenti in quelle aree. Contemporaneamente il governo del WA ha affrettato la posa delle trappole in acqua per la pubblica sicurezza. Quindi non si capisce se la fretta fosse legata alla sicurezza o ai test delle trappole.

Forse il tema più ricorrente in tutte le mie interviste con i favorevoli all'iniziativa in tutta l'Australia era che "qualcosa doveva essere fatto", e il governo è stato stimolato a "fare quello che poteva per aumentare la sicurezza per gli esseri umani nelle spiagge". Va da se che la frase "fare quello che poteva per aumentare la sicurezza per gli esseri umani nelle spiagge" suona veramente alla grande.

Il problema è l'evidente mancanza di argomenti quando si chiede a queste persone di spiegare cosa è l'abbattimento degli squali, come funziona, come si rendono le spiagge più sicure, e perché si sentono più sicuri con le trappole in acqua. Mentre mancava la logica da tutte queste spiegazioni, tutte avevano in comune le parole "sentirsi meglio". Così, gli animali sono stati uccisi per un effetto placebo ... quella che si è effettivamente realizzata è stata un'anestesia rispetto alla paura collettiva.

Sia che amiate gli squali sia che li odiate, forse il primo passo da compiere è una battaglia con voi stessi piuttosto che una battaglia con gli squali, prima di poter pensare se sia giusto o meno uccidere degli animali nel loro habitat che non hanno ne colpe ne responsabilità alcuna nei confronti degli esseri umani.



   
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