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20-07-2014 - I pesci sono intelligenti e sentono dolore: Intervista con il Dott. Culum Brown

Questo è un articolo pubblicato sull'Huffingtonpost il 7 Gennaio 2014, lo trovo interessante perchè parla della intelligenza dei pesci e della loro capacità di sentire dolore.

di Bruce Friedrich

I pesci sono intelligenti e sentono dolore: Intervista con il Dott. Culum Brown

La scorsa settimana, la stimata rivista scientifica "Animal Cognition" ha pubblicato un articolo sui pesci la cui conclusione è: la percezione dei pesci e le loro abilità cognitive spesso eguagliano o superano quelle di altri vertebrati. In realtà, dice lo scienziato Dott. Culum Brown, "i pesci hanno un alto grado di elasticità comportamentale e reggono bene il confronto con gli esseri umani e altri vertebrati terrestri in una serie di test di intelligenza." (Sito della rivista)

Alcuni esempi:

- i pesci sono in grado di eseguire pi√Ļ compiti complessi contemporaneamente in virt√Ļ della lateralizzazione cerebrale, una caratteristica che fino a poco tempo si pensava esclusiva degli esseri umani;

- possono ricordare la posizione degli oggetti utilizzando indizi, una capacità sviluppata dagli esseri umani all'età di circa sei anni;

- hanno una ottima memoria a lungo termine;

- cooperano tra loro e mostrano segni di intelligenza come la cooperazione e la conciliazione";

- possono utilizzare strumenti, un'altra delle capacità che sarebbe dovuta appartenere soltanto agli esseri umani.

Il dr. Brown osserva inoltre che i pesce ovviamente sentono dolore, perché "sarebbe impossibile per i pesci sopravvivere come animali cognitivi dal comportamento complesso senza la capacità di sentire il dolore." Nel documento, si sottolinea che la percezione del dolore è essenziale per la sopravvivenza degli animali e che ha origini evolutive profonde in tutte le specie di vertebrati.

Dr. Culum Brown è professore presso il Dipartimento di Scienze Biologiche alla Macquarie University. Egli è co-autore del libro Fish Cognition and Behaviour (Wiley Blackwell), direttore della rivista Animal Behaviour, e assistente di redazione al The Journal of Fish Biology.

Ho raggiunto con il dottor Brown per e-mail.

BF: Quanto tempo ha impiegato per questa pubblicazione? Quanti anni di ricerca e di studi ci sono voluti per arrivare alle vostre conclusioni?

CB: Ho lavorato sulla capacità cognitive dei pesci per circa 20 anni, le ricerche di riferimento sono state condotti da me o da miei stretti collaboratori. Ho curato un libro intitolato Fish Cognition and Behaviour che è uscito nel 2006, con la seconda edizione nel 2011. Per cui disponevo di un enorme mole documentale. Per condensare il tutto in un'unica recensione ci sono voluti circa 6 mesi (la maggior parte del mio anno sabbatico), e altri sei mesi per la revisione.
Il mio intervento si riferisce direttamente a circa 185 relazioni, ho letto molte centinaia di documenti in aggiunta a quelli direttamente citati. Penso che la maggior parte delle persone non conosca l'enormità della letteratura scientifica in questo settore.

BF: Questo lavoro può qualificarsi principalmente come di biologia, di filosofia, di entrambi, oppure di ...?

CB: La maggior parte di questo lavoro è la biologia, puro e semplice. L'unica parte filosofica riguarda il mio trattare del tema della coscienza. Ma non so se sia filosofico cercare di capire quello che gli altri sentono. Non se ne può mai parlare veramente con certezza, facciamo un sacco di ipotesi basate sulla nostra esperienza e li proiettiamo sugli altri. I pesci sono simili abbastanza agli esseri umani da poter fare tranquillamente la stessa cosa.

BF: Ci sono state sorprese quando ha iniziato a scrivere questa realzione? Ha scoperto qualcosa di nuovo sulla cognizione dei pesci?

CB: Di norma non mi preoccupo di coscienza e sensibilità, perché questo rientra davvero nel regno della filosofia. Ho un dottorato di ricerca ma non sono incline a filosofeggiare troppo. Pochi scienziati degni di questo nome colmerebbero frettolosamente il divario tra scienza e filosofia, occorre agire con la massima cautela. In questo caso, però, penso che l'evidenza scientifica abbia fornito elementi sufficienti per farlo. Penso che si possa affermare che i pesci siano dotati coscienza così come lo affermiamo per qualsiasi altro animale. Prima di iniziare a scrivere la relazione, non ne ero molto convinto.

BF: Che cosa vorreste che le persone sappiano sui pesci? Se potesse cambiare o correggere alcuni luoghi comuni sui pesci, quali sarebbero?

CB: Il grande problema √® che la gente non tratta i pesci allo stesso modo degli altri animali. Le ragioni sono complesse, ma alla fine tutto si riduce al fatto che la maggior parte delle persone non li capiscono e non possono relazionarsi con loro. Se non si dispone di tale connessione, sono meno propensi a sentire qualsiasi empatia. Per me √® pi√Ļ facile, io istintivamente tratto gli animali con la massima gentilezza e rispetto. Quindi mi aspetterei che le persone trattino il loro pesce rosso come tratterebbero il loro cane. Tra i pesci e gli esseri umani ci sono delle similitudinii. Questo √® il messaggio che dobbiamo trasmettere.

BF: Si avverte qualche cambiamento di atteggiamento nei confronti dei pesci? Avete qualche speranza che ci sarà un cambiamento nel modo di pensare su di loro?

CB: La mia missione nella vita è quella di far percepire i pesci alle persone come qualcosa di diverso dal cibo. Questa percezione sta lentamente cambiando (si pensi Dory di Alla ricerca di Nemo). E 'un grande compito però. La maggior parte delle persone non sa cosa accade nei fiumi e negli oceani. Sono luoghi lontani e sconosciuti, estranei alla mente, e questa estraneità ingloba le creature che li abitano. Spero che il mio lavoro aiuti la gente a vedere i pesci con gi stessi occhi con cui li vedo io.

BF: Ci sono un sacco di informazioni nel suo articolo. Se dovesse evidenziarne qualcuno, quale sceglierebbe? Come lo spiegherebbe a una persona comune?

CB: Personalmente lavoro alla cognizione spaziale dei pesci da un p√≤ di tempo, penso sia corretto affermare che le loro capacit√† in questo ambito sono altrettanto buone di qualsiasi altro vertebrato, esseri umani compresi. Posso essere ragionevolmente certo, per√≤, che le informazioni sul dolore attirino di pi√Ļ l'attenzione, e possano essere riassunte in poche frasi:

la capacità fisica di sentire il dolore negli esseri umani deriva direttamente da un antenato simile ai pesci. I nervi, ecc, sono identici;

la risposta emotiva al dolore è intimamente legata alla rilevazione fisica del dolore; sono parte integrante di un sistema di sopravvivenza fondamentale;

la percezione del dolore e la risposta psicologica associata si è evoluta per proteggere tutti gli animali dal male;

la percezione del dolore e le risposte psicologiche associate sono una forma basale di coscienza.

Se i cani sentono il dolore, i pesci sentono il dolore.

BF: Molti dicono che se i pesci abboccano all'amo anche pi√Ļ volte non devono sentire dolore. Cosa risponde?

CB: Che hanno bisogno di mangiare. C'√® troppa concorrenza nel mondo acquatico per lasciarsi sfuggire un pasto che passa. Molti cercheranno di mangiare anche quando sono completamente pieni, √® il loro l'istinto. Per contro bisogna addestrare i pesci allevati in vivai a riconoscere e attaccare prede vive perch√® non l'hanno mai fatto. Detto questo, ci sono molte prove che dimostrano come i pesci sviluppano una diffidenza nei confronti dell'amo anche se ci sono arrivati a contatto una sola volta. Questa diffidenza pu√≤ durare pi√Ļ di un anno. La gente spesso replica che si pu√≤ catturare due volte lo stesso pesce? Beh, s√¨, se state morendo di fame e qualcuno mette un gancio nel vostro hamburger (diciamo 1 ogni 10) cosa fareste? Continuate a mangiare hamburger, perch√© se non lo fate morirete di fame.

BF: Quanto tempo ci vuole affinchè un pesce soffochi fino alla morte?

CB: Dipende dalla specie. Se togliete dall'acqua un tonno o uno sgombro morirebbe in 10 min. Non √® una morte istantanea, l'ossigeno pu√≤ ancora attraversare la membrana branchiale mentre √® bagnata, ma non sar√† sufficiente a mantenere vivo il pesce. Quindi, a differenza dell'annegamento negli esseri umani, dove si muore in circa 4-5 minuti perch√© non si pu√≤ estrarre l'ossigeno dall'acqua, i pesci possono andare avanti per molto pi√Ļ tempo. E' una lenta agonia, abbastanza orribile a pensarci.

BF: Quali comportamenti nel trattare i pesci pensa che dovrebbero cambiare?

CB: La cosa principale √® considerare i pesci allo stesso modo di qualsiasi altro animale. Se non vi piace andare a caccia, sappiate che non √® diversa dalla pesca. Io non sono contrario a pescare o mangiare carne. La cosa principale √® che dovremmo uccidere l'animale pi√Ļ rapidamente possibile e infliggere la quantit√† minima di stress e il dolore.

BF: Come funziona il vostro lavoro in sintonia con il progetto "Someone, Not Something" di Farm Sanctuary?

CB: Il progetto Someone cerca fondamentalmente per convincere la gente a trattare gli animali come tratterebbero le persone. Ogni animale è unico, ha una identità e una personalità. Ognuno è speciale. Le persone che gestiscono il progetto, ovviamente, vorrebbe che le persone smettessero di mangiare animali. Posso certamente simpatizzare con questo punto di vista, ma alla fine io resto un biologo, e riconosco che gli esseri umani hanno sempre mangiato gli animali. La cosa principale su cui siamo entrambi d'accordo è che gli animali devono essere trattati con rispetto, e abbiamo un dovere di cura verso di loro che impone di ridurne il dolore e la sofferenza il massimo possibile.

BF: La ringrazio molto, Prof. Brown, per questo lavoro e per i vostri sforzi a nome dei nostri amici con le pinne.

CB: Grazie per l'interesse. Spero che questo lavoro possa cambiare la percezione pubblica della intelligenza dei pesci. Potrei dire che questo √® il mio obiettivo di vita. Ho sempre avuto una grande empatia per tutti gli animali, e non riesco proprio a capire perch√© la gente pensa che non si possa averne anche verso i pesci. Ho avvertito questo istintivamente sin da quando ero un ragazzino, salvando i pesci nello stagno vuoto. Trent'anni dopo, con una notevole quantit√† di istruzione in pi√Ļ, sono ora in grado di dimostrarne le ragioni.

http://www.huffingtonpost.com/bruce-friedrich/fish-are-smart-and-of-cou_b_5545914.html


   
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