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15-08-2014 - A proposito di Shark Week di Discovery Channel

di Jonathan Feldman - The Huffington Post

Abbiamo capito, gli squali sono affascinanti e Discovery Channel ce lo ripete ogni anno dal 1988, nel caso l'avessimo dimenticato. Shark Week ha raggiunto la santità culturale inducendo nel pubblico un'autentica mania per questi temibili predatori dei mari e degli oceani, al punto che la coscienza collettiva è permeata dal desiderio di ognuno di voler essere uno squalo. Ma se avete intenzione di guardare Shark Week di questa estate, state attenti. C'è tanta pseudoscienza e un sacco di sciocchezze che galleggiano nei programmi.

In particolare occhio a "Shark of Darkness", riguardante lo squalo di circa 10 metri noto come "Submarine". La sua esistenza è molto controversa, gli eventi sono stati sceneggiati al punto che molti credono che Submarine esista davvero. Ma ecco il vero problema: non è molto controversa, semplicemente non esiste. Come sottolinea lo zoologo Michelle Wcisel, Submarine è una invenzione del 1970 creata per entusiasmare i lettori dei giornali, e adesso è un artefatto per ingannare 3,8 milioni di telespettatori.

Ma ciò è accaduto anche in altre occasioni? La risposta sfortunatamente è affermativa. L'anno scorso, Discovery manda in onda "Megalodon: Il mostro che vive", che ha indagato la possibilità che ancora oggi esista un predatore preistorico di 18 metri simile ad uno squalo bianco che pattuglia gli oceani apposta per non farsi individuare da noi. Peccato che il Megalodon si sia estinto da milioni di anni senza alcuna prova concreta del contrario.

Il portavoce di Discovery, Michael Sorenson, ha risposto alle critiche su "Megalodon" l'anno scorso, in una dichiarazione a Fox News. "E' una delle discussioni sugli squali più popolari di tutti i tempi, può il Megalodon esistere ancora oggi?", Ha detto. "E' ultima storia fantastica di Shark Week. E' un qualcosa di cui si parla da anni e il 95 per cento delle acque degli oceani sono inesplorate, cosa ne sappiano davvero?"

Ha ragione, in un certo senso, appartiene tutto a un mondo fantastico, ma questo non ha impedito a Discovery non solo da ritrasmettere il "documentario" originale ma andare oltre. Se siete alla ricerca di altri "fatti" da "ricercatori", è possibile guardare "Megalodon: The New Evidence" nella notte di Venerdì.

L'intrattenimento è intrattenimento, però, giusto? E finché Shark Week contribuisce a un dialogo su come sono percepiti e protetti gli squali, la programmazione di Discovery è dunque funzionale a un bene superiore. In questo caso tuttavia sembra non sia proprio andata così. "Shark of Darkness", Megalodon e documentari e articoli su cui si indaga la probabilità di essere attaccati da uno squalo, contribuiscono ad un ulteriore fraintendimento.

Oltre a questo, sembra che la gente sia così affascinata dagli squali, che le è venuta voglia di mangiarli. In un articolo sul sito NPR (National Public Radio) si legge che l'ampia audience di Shark Week avrebbe indotto una "frenesia alimentare", in particolare a danno del vulnerabile squalo mako, finito arrosto sulle griglie di tutti gli Stati Uniti.

Certamente i programmi di conservazione non possono essere così seducenti come "Sharkageddon," ma è importante non perdere di vista il problema della tutela. Shark Week ha il potere di riportare gli squali all'attenzione del grande pubblico, resta da vedere per farne ché.

http://www.huffingtonpost.com/2014/08/12/shark-week-pseudoscience_n_5671772.html


   
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