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24-08-2014 - Delfino spiaggiato a Tre Ponti (Livorno) con morsi di squalo

LIVORNO. Non sono ancora chiare le cause della morte del delfino trovato sulla spiaggia dei Tre Ponti il 14 agosto scorso. Ma una cosa è certa: a ridurre la carcassa del delfino in quelle condizioni - la parte posteriore è stata mozzata - sono stati i morsi di uno squalo. La conferma arriva direttamente dell'Arpat dopo le analisi che sono state effettuate sull’animale: l’ufficio stampa spiega infatti che «le ferite sul corpo del delfino hanno lasciato pochi dubbi agli esperti dell'Istituto zooprofilattico sperimentale, che si stanno tuttora occupando delle analisi sull'animale». O meglio, su ciò che ne resta, perché il pescecane ha divorato gran parte della sua preda. «Sì, è stato uno squalo - sottolineano all’ufficio stampa dell’Arpat - ma i morsi sono stati inferti dopo che il delfino era già morto».

Il delfino spiaggiato era stato rinvenuto ai Tre Ponti nella mattina della vigilia di Ferragosto. Sul posto erano giunti i tecnici dell'ufficio Ambiente del Comune e gli operatori di Aamps: la carcassa era stata messa poi a disposizione dell'Arpat e dei veterinari della sezione di Pisa dell'Istituto zooprofilattico. Ma il lavoro per individuare le ragioni della morte si è rivelato molto complesso, per l'avanzato stato di decomposizione dell'animale e, soprattutto, per la mancanza della parte posteriore e degli organi interni del cetaceo (sono stati eseguiti solo gli esami tossicologici, ancora in corso).
I morsi del predatore, confermati dall'ufficio stampa dell'Arpat, non sarebbero però la causa del decesso del tursiope: le analisi sui segni lasciati sulla carne escluderebbero questa possibilità.

Dunque, come già detto, lo squalo avrebbe divorato il delfino, dopo che questo era già morto. «La predazione è avvenuta dopo la morte», si sottolinea nel cominicato diffuso ieri da Arpat.
Del resto questo fatto non deve sorprendere più di tanto: molti esemplari di squalo sono considerati "spazzini del mare". È probabile che il pescecane si sia cibato del delfino dopo essersi imbattuto nella carcassa.

Difficile stabilire la specie in questione, anche se l’esame dei morsi potrebbe portare all’individuazione del tipo di squalo: dalle nostre parti, soprattutto a tre miglia dalla costa in poi, si osservano sempre più di frequente esemplari di squali volpe e di verdesche, innocue per l’uomo, ma anche di qualche mako che è più pericoloso.

C'è un altro aspetto da tenere in considerazione: la carcassa è stata portata a riva da una mareggiata, e le pessime condizioni di conservazione suggeriscono che la morte possa essere avvenuta molti giorni prima e in mare aperto, quindi anche molto lontano dalla costa.

http://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2014/08/23/news/e-stato-uno-squalo-a-divorare-il-delfino-morto-ai-tre-ponti-1.9799707


   
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