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06-09-2014 - Gli uomini 9 volte più vulnerabili agli attacchi di squalo rispetto alle donne

La probabilità che un uomo venga ucciso da uno squalo è nove volte più alta rispetto alle donne. E’ quanto sostiene un nuovo studio mondiale coordinato dai ricercatori australiani della Bond University del Queensland. Gli uomini sono stati presi di mira nell’84% dei casi di tutti gli attacchi non provocati e costituiscono l’89% di tutte le vittime del morso di squalo. Ciò significa che le donne hanno statisticamente più probabilità di sopravvivenza. “I dati erano così sorprendenti che valeva la pena ricontrollarli“, sostiene Daryl McPhee, autore dello studio. Potenzialmente gli uomini spendono più tempo in acqua e sono più inclini al rischio. Lo studio, che sarà pubblicato sulla rivista internazionale Coastal Mangement, ha rilevato che l’Australia detiene il maggior numero di morsi mortali negli ultimi tre decenni.

Tra il 1982 e il 2011, ad esempio, sono stati ben 32 gli attacchi mortali; a seguire il Sud Africa con 28 e gli Stati Uniti con 25. Tra i sei paesi in cui gli attacchi degli squali sono più diffusi, l’Australia ha effettivamente registrato la percentuale più bassa di attacchi, pur avendo il maggior numero di decessi totali. Come dire che gli attacchi da quelle parti sono più “concreti”.

In confronto, gli Stati Uniti registrano di gran lunga un numero ben più elevato di morsi, ma anche la più bassa percentuale di incidenti mortali, valutabile al 3,6%. Secondo McPhee ciò potrebbe essere attribuito a diversi fattori. Gli australiani hanno un amore evidente e una grande affinità con l’acqua, e questo gioca senza dubbio una parte importante. Ma ciò che forse è determinante sono le dimensioni degli squali nelle acque australiane. I grandi squali bianchi che raggiungono dimensioni ragguardevoli raramente lasciano scampo in caso di attacco.

A rischiare maggiormente sono i surfisti, seguiti dai semplici nuotatori e dai sub. Questi ultimi vengono spesso attaccati alla testa e al torace, mentre i surfisti hanno più probabilità di ricevere morsi agli arti. Tuttavia, è bene ricordare che, nonostante il numero crescente, i morsi di squalo rimangono ancora un evento estremamente raro. Per rendere l’idea, 129 persone muoiono ogni anno per annegamento al largo delle spiagge oceaniche australiane, contro meno di 3 casi di decesso a causa degli squali. La paura, quindi, è del tutto sproporzionata al reale rischio.

Ciò non toglie che un rischio esista, ed è bene non sottovalutare questi antichissimi predatori dei mari.


   
© 1999-2017 Antonio Nonnis  
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