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23-09-2014 - Create pellicole antibatteriche imitando la pelle degli squali

Una startup ha creato una pellicola antibatterica imitando la pelle degli squali.

Tutti sanno che abbiamo un paio di gambe ed un paio di braccia. La simmetria ha una prevalenza e di paia ce ne sono parecchie – occhi, orecchie, polmoni – anche se è sufficiente un naso, una bocca, un cuore. Un cervello con 100 miliardi di neuroni. Ed un corpo fatto di 100.000 miliardi di cellule.
Ma non è tutto perchè nel nostro corpo vivono più batteri che cellule. Un batterio si può dividere nel suo omologo ogni 20 minuti ed alcuni batteri si riproducono 8 milioni di volte nell’arco di un giorno. Quindi si, avete capito bene, più di 100.000 miliardi di batteri ci abitano. Alcuni danno una mano, ad esempio la flora batterica che noi nutriamo con fermenti lattici o preferendo alcuni yogurt. Quelli che iniziano con ‘bifido’.

Altri sono pericolosi e perfino mortali. Qui c’è di mezzo il suffisso ‘cocco’: streptococchi, stafilococchi & c. Li combattiamo con antibiotici ma la battaglia – come tutte quelle che hanno a che fare con sopravvivenza ed evoluzione – ha esiti incerti. Curiamo l’influenza ma contemporaneamente si evolvono batteri sempre più resistenti ed aggressivi.

La natura ci aiuta a mettere a fuoco il nostro primo zoom: meglio una strategia del contenimento per evitare che i batteri si moltiplichino diventando pericolosi. Anzichè provare ad eliminarli quando lo sono giá. Un pò come il generale Sun Tzu che faceva coincidere la migliore vittoria con la battaglia non combattuta. Gli squali fanno così.

Da 300 milioni di anni gli squali amano le acque tropicali, frequentano per lo più le isole oceaniche e qualche baia come quella californiana.

Trecento milioni di anni ci impegnano in uno zoom davvero a ritroso: un tempo immenso, circa centocinquanta volte rispetto alla comparsa dei primi esseri umani. Ancora ominidi per essere più precisi, più o meno duecento mila anni fa. Per le memorie più lucide una parola su tutte: Neanderthal. La parola ‘resilienza’ così in voga negli ultimi tempi non potrebbe essere più azzeccata: gli squali sono più antichi dei dinosauri ed ancora tra noi.

Come spesso accade, il sapere nuovo è suggerito dalla conoscenza antica e l’elisir di lunga vita pare celarsi tra le pieghe della pelle di questi pesci pluricentenari.

La pelle degli squali è un sistema complesso e multifunzionale. La pelle si presenta morbida se accarezzata dalla testa alla coda, ma simile a carta vetrata nel senso opposto. Un microscopio sufficientemente potente rivela una struttura modulare composta di tanti dentelli morbidamente appuntiti ed attraversati longitudinalmente da piccoli solchi capaci di rendere i moduli ondulati. Quando l’acqua incontra i dentelli inizia a rompersi in tanti piccoli vortici e queste turbolenze rallentano l’acqua a contatto con la pelle creando un differenziale di velocità. L’acqua più vicina e più lenta forma un minuscola pellicola ed il gioco è fatto: perfettamente idrodinamici, gli squali si muovono agili e veloci.

Di qui l’idea semplice di Speedo di creare il costume da bagno Fastskin in occasione delle Olimpiadi nel 2009. Un costume la cui texture emuli i dentelli per abbassare il coefficiente di attrito.

Ma gli squali non vivono da milioni di anni perché sono veloci a raggiungere le prede: piuttosto perché gli stessi dentelli capaci di generare poco attrito sono altrettanto capaci di combattere i batteri. La particolare topografia dei dentelli ondulati rappresenta una superficie instabile per i batteri che non riescono fisicamente ad aggrapparsi per colonizzare quella stessa superficie. Aveva ragione Sun Tzu: strategia semplice e non aggressiva.

Dopo qualche anno di test di laboratorio e qualche pubblicazione su riviste specializzate, Sharklet, una start-up con base non lontano da Denver, Colorado, ha sviluppato una pellicola che replica la topografia dei dentelli con un dettaglio misurato in micron. Decine di chilometri di sottile pellicola sono già in uso negli ospedali per proteggere superficie esposte alla contaminazione batterica e probabili fonti di diffusione.

http://blog.startupitalia.eu/cosi-sharklet-ha-creato-pellicole-antibatteriche-imitando-la-pelle-degli-squali/


   
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