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28-11-2014 - La conferenza su Sharklife a Massa Carrara

La conferenza che si è svolta lo scorso 23 novembre a Massa Carrara, in occasione di MondoPesca, doveva essere l’occasione finale per far conoscere a tutti i risultati raggiunti in questi due anni di “taggature” e studio degli elasmobranchi; ma s’è trasformata anche in una manifestazione di rilancio del progetto da parte dei suoi principali protagonisti, almeno nelle loro intenzioni. Come si legge nel comunicato Fipsas in proposito infatti: “Il presidente della FIPSAS, prof. Ugo Claudio Matteoli, il responsabile di Sharklife per la FIPSAS, consigliere federale Claudio Nolli, il responsabile della parte scientifica, prof. Antonio Terlizzi, e la dott.ssa Simona Clò, biologa del CTS (il Centro Turistico Studentesco, partner del progetto) sono stati concordi nel dire che non è possibile interrompere quello che in realtà deve essere soprattutto un cambiamento culturale oltre che di gestione e sostenibilità della pesca”.

Il Presidente Matteoli ha iniziato l’incontro sottolineando quale importanza avesse rivestito per la federazione questa iniziativa: «Abbiamo cambiato i regolamenti di pesca durante le gare per permettere agli squali e ad alcuni elasmobrachi di essere taggati e rilasciati e questa è stata la misura adottata nell’immediato, la prima cosa che potevamo fare da subito; ma c’è anche da dire che in questi due anni abbiamo visto quanto sia importante che gli stessi pescatori prendano coscienza e sappiano che alcuni tipi di pesci che vengono catturati durante le competizioni, soprattutto il surf casting e il biggame, rientrano nella famiglia degli squali e sono quelli che devono essere protetti e salvaguardati, perché in pericolo estinzione nel Mediterraneo».

Il consigliere Claudio Nolli, intervenuto subito dopo il Prof. Matteoli, ha rimarcato l’importanza del cambio “culturale” «che necessita di tempo e che avviene laddove c’è continua comunicazione tra scienza e pescatori perché sono proprio questi ultimi quelli che possono aiutare di più gli studiosi, quelli che hanno sempre sotto controllo le condizioni dei pesci che catturano, che notano la loro presenza o meno e che, attraverso il metodo della taggatura, possono fornire informazioni preziosissime a chi invece dice loro che tipi di pesci stanno pescando. Noi non possiamo fermare questo dialogo così fruttuoso – ha continuato Claudio Nolli – è troppo importante per la salute degli squali nel Mediterraneo». E’ stata poi la volta della biologa Simona Clò che durante questi due anni è stata a contatto con i pescatori in diverse occasioni; tra le altre ricordiamo l’uscita in mare, nel tratto antistante Porto Barricata, con decine di imbarcazioni di società sportive arrivate da diverse parti d’Italia proprio per seguire le indicazioni della Clò sulle modalità di taggatura.

«I pescatori sono assolutamente ricettivi e molto interessati e credo che questa loro disponibilità rientri tra i successi dell’iniziativa; avevo paura che una biologa non fosse ben accetta tra i pescatori, forse perché viene vista come la figura di chi dice cosa si deve o non si deve fare, un po’ quella che sgrida, invece ho avuto la prova che insieme possiamo raggiungere davvero dei risultati eccellenti». Quindi è toccato al prof. Terlizzi che ha presentato la sua relazione – alcune copie sono state distribuite ai presenti – parlando anche di quali misure sta adottando la Comunità Europea non soltanto per salvaguardare la presenza degli squali nel Mediterraneo ma anche per rendere la pesca, soprattutto quella professionale, sostenibile e non distruttiva.

Al termine degli interventi sono state consegnate delle targhe a tre società sportive, quelle che hanno effettuato il maggior numero di taggature in questi due anni: la Società “Surf Casting Caorle”, la “Società Sportiva Barricata” e la Società “Friuli Surf Casting Team 7”. L’appuntamento per una nuova conferenza Sharklife è stato dato per la fiera “WorldFishing” di Roma.

http://www.italianfishingtv.it/shark-life-addio-o-solo-ciao/


   
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