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Link originale  Specie coinvolta: Palombo stellato - Mustelus asterias
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17-12-2014 - Si impoverisce la dieta del palombo stellato istriano

SPALATO. Granchi, acciughe, seppie, altri pesci e addirittura alghe. È quanto rinvenuto da un gruppo di biologi sloveni e croati negli stomaci di una quindicina di palombi stellati, squali finiti accidentalmente nelle reti a strascico di alcuni pescherecci in attività nelle acque dell’Adriatico settentrionale. I contenuti sono stati analizzati dal team congiunto sloveno–croato, con gli esemplari di palombo lunghi tra i 50 e i 152 centimetri.

I risultati della ricerca, relativi alla cattura di squali avvenuta tra dicembre 2005 e aprile 2007, sono stati pubblicati nell'ultimo numero della rivista scientifica Natura Croatica. Si rileva un dato che gli studiosi hanno definito parecchio preoccupante: nello stomaco di un palombo non era presente nulla, nessun resto di cibo, una cosa che deve fare assolutamente riflettere perché conferma il graduale ma inarrestabile impoverimento delle acque marine. Ma anche trovare resti di vegetali negli squali che sono carnivori è allarmante: equivale a rinvenire tracce di latte nello stomaco di un alcolista.

A detta dei biologi dell'Istituto oceanografico di Spalato, nel mare Adriatico vivono circa 30 specie di squali, di cui alcune arrivano solo saltuariamente in queste acque. La specie più pericolosa per l'uomo nelle acque adriatiche, sostengono gli studiosi spalatini, è la verdesca che, attratta dal sangue, può attaccare l'uomo per errore anche si tratta sempre di eventi è molto rari.

L’ultimo, grave attacco in Adriatico di un pescecane all'uomo si è verificato nell'ottobre del 2008 nel mare che bagna l’isola dalmata di Lissa. Il pescatore sub lubianese Damjan Pecek, 43 anni, fu morso al polpaccio della gamba destra nell'insenatura di Smokovo, mentre era impegnato in una battuta di pesca in apnea. A provocare probabilmente l’attacco fu il fatto che avesse appeso alla vita una ricciola catturata da poco e dunque ancora sanguinante. Probabilmente la scia di sangue lasciata dal pesce attirò uno squalo che, secondo i testimoni oculari dell’aggressione, era lungo circa 5 metri. Secondo gli esperti, Pecek (finito all'ospedale di Spalato e poi ripresosi dall'incidente) era rimasto vittima di una delle seguenti tre specie: squalo bianco, smeriglio o verdesca.

L’ultimo attacco dalle conseguenze tragiche avvenne nel 1974 nella baia di Preluca, tra Fiume e Abbazia, con due turisti cecoslovacchi presi di mira da due squali. Gli sfortunati turisti, che si erano portati al largo a bordo di materassini gonfiabili, morirono dissanguati.

http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2014/12/16/news/squali-a-dieta-nelle-acque-istriane-1.10508025


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