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Link originale  Specie coinvolta: Wobbegong maculato - Orectolobus maculatus
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05-03-2015 - Il sesto senso degli squali bentonici per gli attacchi dal basso

Secondo uno studio recente, il wobbegong (Orectolobus maculatus) e lo squali angelo australiano (Squatina australis) hanno sviluppato organi elettrosensoriali unici che gli permettono di attaccare ignare prede dal basso.

Lo studio, che coinvolge il ricercatore dell'UWA Ocean Institute, Channing Egeberg e il dottor Ryan Kempster, confronta e analizza la distribuzione e l'abbondanza dei recettori electrosensoriali sia del wobbegong macchiato sia dello squalo angelo australiano, e hanno scoperto che le due specie presentano grandi raggruppamenti di recettori sia sulla pinna dorsale sia su quella ventrale, che favoriscono il loro stile di vita a contatto col fondo marino in attesa di una preda a cui tendere una imboscata con una velocità incredibile.

Dall'analisi della biologia sensoriale, è risultato che le due specie hanno evoluto una distribuzione di recettori analoga in maniera indipendente, e diversa da quella di tutti gli altri squali, la maggior parte dei quali possiede distribuzioni di recettori in accordo con le proprie strategie di caccia.

Il sistema electrosensoriale degli squali, infatti, si è evoluto per operare in modo efficiente nelle condizioni ambientali del particolare habitat in cui vive una specie, affermano gli studiosi, e alcuni squali, come il Port Jackson, possiedono un minimo di 150 elettrorecettori, mentre alcune specie di squali martello possono averne più di 3.000

Nei wobbegong e negli squali angelo studiati, mancano recettori mandibolari che si pensa aiutino le altre specie a dirigere la bocca verso le prede durante l'attacco, e queste differenze probabilmente riflettono i diversi comportamenti di, in modo che si possano apprendere le loro abitudini alimentari solo guardando la distribuzione e l'abbondanza di questi elettrorecettori.

Oltre ai gruppi ventrali e dorsali, i wobbegong e gli squali angelo possiedono un gruppo di elettrorecettori nell'arco ioideo (post mandibolare) raro, che gli scienziati pensano possa aiutarli nel rilevamento di un predatore. Infatti, data la posizione posteriore di questi elettrorecettori sulla testa, crediamo che possano contribuire all'individuazione di predatori piuttosto che di prede, capacità particolarmente utile per le specie bentoniche che trascorrono lunghi periodi di tempo immobili sul fondo del mare.

Attualmente questa è solo una teoria, ma potrebbe essere verificata bloccando alcuni gruppi di elettrorecettori e valutando la risposta comportamentale dello uno squalo allo stimolo indotto della preda e del predatore.

http://www.sciencewa.net.au/topics/fisheries-a-water/item/3368-shark-s-sixth-sense-aid-attacks-from-below


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