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17-04-2015 - AES chiede di non usare più il termine Attacco di Squalo

Di David Shiffman, 5 Febbraio 2015, originariamente apparso su Southern Fried Science.

L'American Elasmobranch Society, la più grande organizzazione professionale al mondo di
scienziati esperti di squali e razze, ha emesso una risoluzione che chiede alla Associated Press e alla Guida Reuters di non utilizzare più la frase 'attacco di squalo' e sostituirla con una più accurata (e meno sensazionalistica) scala di espressioni che rappresenti il rischio e gli effetti dell'interazione realmente avvenuta. Gli AP Stylebook e la guida etica Reuters sono il riferimento per i giornalisti e gli editori al fine di evitare l'uso di terminologia imprecisa e obsoleta. L'ultima AP Stylebook ha più di 90 voci nuove o aggiornate che consigliano ai giornalisti e ai redattori a non usare più, per sempio, termini come 'clandestino', 'pulizia etnica' e 'omofobia'.

"Gli scienziati esperti di squali negli Stati Uniti e in tutto il mondo hanno un grande rispetto per l'autorevolezza della Associated Press e Reuters. Speriamo che la utilizzino per per garantire al pubblico informazioni più precise sugli incidenti con gli squali." , ha detto Lara Ferry, Presidente della American Elasmobranch Society, che ha inviato una lettera formale all'AP Stylebook e alla Guida Reuters.

Attualmente, anche se alla frase 'attacco di squalo' è associata l'immagine di un grande squalo responsabile della morte di un essere umano, è usata indistintamente dai media per descrivere ogni incontro tra un uomo e uno squalo, anche quelli che non riguardano alcun tipo di contatto fisico. Il 38% delle segnalazioni di 'attacchi di squali' nel Nuovo Galles del Sud, Australia, tra il 1.970 e il 2.009 non ha causato alcun danno. Questo è fuorviante e facilita la percezione da parte del pubblico che gli squali siano più pericolosi di quello che realmente sono, una percezione che ha influenzato negativamente la conservazione degli squali e le politiche di gestione.

"La precisione nella segnalazione dei media di morsi di squalo e le diverse interazioni uomo-squalo è particolarmente importante per descrivere i tragici eventi della scorsa estate, il pubblico merita la migliore informazione per assicurarsi che non ci sia confusione tra effetti molto gravi e mortali dei morsi di squalo e incidenti minori", ha detto Christopher Neff, uno studente dottorando di ricerca presso l'Università di Sydney. In un recente lavoro, Neff e Bob Hueter del Mote Marine Lab hanno proposto una tipologia di etichettatura in scala (sistema di classificazione)per descrivere le interazioni uomo-squalo. Questa tipologia copre l'intera gamma di queste interazioni, tra cui:

1 - Avvistamenti di squali
Avvistamenti di squali nelle acque in prossimità delle persone. Nessun contatto fisico uomo-squalo.

2 - Incontri di squali
Interazioni uomo-squalo in cui il contatto fisico avviene tra uno squalo e una persona, o un oggetto inanimato in possesso di quella persona, senza effetti dannosi per le persone. Ad esempio, uno squalo che morde una tavola da surf, un kayak o un barca, verrebbe classificato sotto questa etichetta. In alcuni casi, uno squalo può fisicamente 'urtare' un nuotatore senza morderlo, e questo sarebbe etichettato come un incontro, non come un attacco. In questo caso, essendo la pelle degli squali molto ruvida, potrebbero verificarsi abrasioni cutanee da contatto.

3 - Morsi di squalo
Incidenti in cui gli squali mordono le persone con conseguenti lesioni da minori a moderate. Potrebbero essere coinvolti squali grandi o piccoli, ma in genere, si verifica un solo morso, in caso contrario, con più morsi, le lesioni potrebbero essere gravi. In questa categoria, il termine 'attacco di squalo' non dovrebbe mai essere usato a meno che la motivazione e l'intenzione dell'animale - come la predazione o la difesa - siano chiaramente definiti da esperti qualificati. Dal momento che ciò accade raramente, questi incidenti dovrebbero essere trattati come casi di 'ferite di squalo' che come 'attacchi di squali'.

4 - Morsi mortali di squalo
Sono i rapporti uomo-squalo in cui avvengono gravi lesioni alla persona a causa di uno o più morsi, causando una significativa perdita di sangue e/o di tessuti del corpo, con un esito fatale. Ancora una volta, mettiamo fortemente in guardia contro l'uso del termine 'attacco dello squalo' a meno che la motivazione e l'intenzione dello squalo sono chiaramente stabiliti da esperti. Fino a nuove informazioni scientifiche che spieghino meglio il funzionamento delle molle biologiche che portano gli squali a mordere gli esseri umani, siano esse di natura fisica o chimica, si sconsiglia l'uso del termine 'attacco dello squalo' da parte degli scienziati, i funzionari governativi, i media e il pubblico, per etichettare questi casi di interazione uomo-squalo.
"L'utilizzo di un approccio come quello proposto da me e da Chris, mette questi incidenti nella giusta prospettiva", ha detto il dottor Hueter. "Dobbiamo assolutamente smettere di chiamare ogni interazione squalo-uomo un 'attacco', perché non ha basi scientifiche e aumenta il rischio per i bagnanti oltre a gettare una ingiusta luce di discredito sull'intero gruppo di questi animali. In un momento in cui molte popolazioni di squali sono state gravemente decimate, l'uso della parola 'attacco' in titoli e programmi televisivi è controproducente per la conservazione marina ".

La lettera completa dell'AES alla Associated Press e alla Reuters può essere letta nel post originale di Shiffman. Per quanto ne sappiamo, ancora nessuna risposta è arrivata dalle due agenzie.

David Shiffman è un biologo marino che studia l'ecologia degli squali. Potete seguirlo su Twitter: @WHYSHARKSMATTER.

http://www.earthtouchnews.com/conservation/conservation/top-shark-scientists-call-on-the-media-to-abandon-the-phrase-shark-attack



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