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Link originale  Specie coinvolta: Squalo dai denti a lancia - Glyphis glyphis
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11-11-2015 - Raro squalo di fiume adulto taggato per la prima volta in Australia

Gli squali dai denti a lancia (speartooth in inglese), Glyphis glyphis, sono tra i più sfuggenti che esistano. Nascosto nelle acque torbide dei fiumi tropicali, nessun adulto vivo era mai stato visto prima di adesso, e questo è il primo esemplare, una femmina adulta, etichettato e rilasciato vivo. I trasmettitori invieranno dati ai satelliti per un periodo di due mesi, rivelando i primi dettagli su questa specie minacciata da estinzione.

L'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura stima che ce ne siano circa 2.500 individui al massimo, confinati nei sistemi fluviali tropicali in Australia e Papua Nuova Guinea. Poco si sa sui loro spostamenti e sulle minacce che incombono su di loro. Così, la cattura di due adulti è stata una grande emozione per Richard Pillans del CSIRO, l'organizzazione di ricerca nazionale dell'Australia a Brisbane, e per suoi colleghi.

Essi li hanno cercato alla foce del fiume Wenlock, dove gli esemplari appena nati erano stati visti in passato, e anno avuto la fortuna di catturare una femmina e un maschio adulti. "E' stata un po' una sorpresa la cattura di un maschio", dice Pillans. Questo potrebbe significare che non solo sono gli squali partoriscono lì, ma potrebbero anche essere il luogo dove si accoppiano.

La cattura di un maschio è anche utile per confermare le dimensioni di uno squalo completamente sviluppato, avendo gli organi genitali simili a peni calcificati, segno che ha raggiunto la maturità. "Prima di allora non avevamo idea di quanto potessero crescere", dice Pallins. Il maschio ha misurato 2,3 metri di lunghezza, ed è il più grande esemplare mai osservato fino a oggi. La femmina non era gravida e ha misurato 2,2 metri di lunghezza.

Fino al 2014 erano stati visti, vivi o morti, solo esemplari non adulti di questa specie, ma l'anno scorso gli scienziati sono entrati in possesso di fotografie dei pescatori di Papua Nuova Guinea che avevano catturato alcuni adulti conservando alcune parti degli animali.

Tag GPS

Ogni esemplare etichettato da Pallins ha due trasmettitori satellitari attaccati alla pinna dorsale. Uno si staccherà dopo 60 giorni e l'altro dopo 120 giorni, e stando a galla trasmetteranno ai satelliti le informazioni sulla temperatura, la salinità e la profondità delle acque che gli squali hanno frequentato. Inoltre, prima che ciò accada, quando gli squali nuotano in superficie il GPS registra la loro esatta posizione.

Pallins ha anche preso un campione di DNA da ogni squalo e afferma che sarà confrontato con quello rilevato dagli esemplari più giovani nell'arco di due anni successivi, aiutando gli scienziati determinare l'appartenenza ai vari gruppi. Anche se i giovani vivono solo nei fiumi, si pensa che gli adulti probabilmente passino la maggior parte del loro tempo in ambienti marini, tornando nei fiumi solo per partorire e, eventualmente, per accoppiarsi. Dal momento che nessuno conosce i loro spostamenti, gli sforzi per la conservazione non possono concentrarsi su direzioni precise.

La protezione degli esemplari giovani è almeno altrettanto importante, dice Pallins. "Durante questa fase della vita, durante la stagione secca possono spostarsi fino a 30 chilometri all'interno del fiume," dice. "Quindi, qualsiasi minaccia che si verifichi in questo ampio raggio potrebbe influenzare la loro popolazione e aumentarne la mortalità".

Pressione della pesca

Le minacce possono arrivare da più parti: dallo sbarramento del fiume più a monte, dalle reti da pesca lungo il percorso e finanche dai cambiamenti climatici. Nel fiume Bizant, questi squali non sono più stati visti a partire dalla metà degli anni 1980. "Le ragioni sono molto probabilmente l'elevata pressione della pesca che si è verificato dalla fine del 1980. Ma anche, eventualmente, la variabilità climatica che ha prodotto una siccità prolungata".

Questa notizia giunge proprio mentre l'Australia rilascia un piano di protezione per il pesce sega e gli squali di fiume, gruppo al quale appartiene anche lo squalo dai denti a lancia.

"Le informazioni che verranno raccolte dagli esemplari marcati, tra cui l'analisi di campioni genetici raccolti, fornirà informazioni decisive per i futuri sforzi di conservazione", spiega Gregory Andrews, commissario per le specie minacciate del dipartimento australiano dell'ambiente.

https://www.newscientist.com/article/dn28473-worlds-most-elusive-shark-found-and-tagged-for-the-first-time/


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