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10-02-2016 - Nel 2015 98 attacchi. Stati Uniti al primo posto

Nell'anno appena trascorso sono stati dieci in più del precedente primato stabilito nel 2000. I dati sono stati pubblicati dal International Shark Attack File (Isaf) della Florida.

Nel 2015 ci sono stati 98 attacchi di squali a danno di esseri umani. Si tratta di un nuovo record che supera quello stabilito nel 2000 quando invece gli attacchi erano stati 88 e che ovviamente fa riferimento ad incidenti avvenuti in tutto il mondo. La buona notizia è che di questi attacchi solo 6 sono stati mortali mentre nel 2000 erano stati 11. I dati sono stati rilasciati nel rapporto annuale dell’International Shark Attack File (Isaf), un database mondiale che registra gli attacchi di squalo, che si trova all'interno del Florida Museum of Natural History nel campus della University of Florida.

Come riporta il Washington Post, oltre metà degli attacchi, 59, sono stati sferrati negli Stati Uniti la maggior parte dei quali (3 ogni 10) in Florida. Nel Sunshine State, come soprannominato lo stato americano, sono stati registrati nel 2015 ben 30 morsi di squali, un numero molto più elevato di quello dell'anno precedente (furono 23) ma inferiore a quello del 2000 (37) che detiene ancora il record.

Dal 19° secolo ad oggi la Florida ha subito 730 attacchi di pescecane e oltre un terzo di questi si è verificato in una sola contea: quella di Volusia, dove nasce la città di Daytona Beach, nota al mondo per gli eventi motoristici. L’unico attacco fatale in acque americane è stato però alle Hawaii: Margaret Cruse che nell’aprile scorso è stata uccisa mentre faceva snorkeling a largo di Maui.

Rimanendo sugli altri dati forniti dall’Isaf dei 98 attacchi, 16 sono stati registrati nella acque del Nord America fuori dagli Stati Uniti, 18 in Australia, 8 in Sudafrica e gli altri 5 tra Brasile ed Egitto. Il 49% delle persone è stato attaccato mentre faceva surf o si trovava su altre tipologie di imbarcazioni mentre il 42% mentre nuotava o si trovava in acqua.

"Il numero di interazioni squali-esseri umani che si verificano in un dato anno è direttamente proporzionale alla quantità di tempo che le persone trascorrono in mare", si legge nel rapporto. Gli autori hanno poi aggiunto che "bisogna aspettarsi realisticamente che il numero degli attacchi cresca nei prossimi anni".

Oltre a questi numeri bisogna segnalare che ci sono stati altri 66 incidenti che non possono essere considerati "non provocati": 36 attacchi provocati dall'azione dell'uomo, 14 attacchi di uno squalo a imbarcazioni e altre situazioni definite "poco chiare".


   
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