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03-10-2016 - Trovato un parente dello squalo gigante Megalodon, è Magalamna paradoxon

Un parente stretto del Megalodon - il più grande squalo che sia mai vissuto - è stato identificato utilizzando resti fossili trovati in California, North Carolina, Perù e Giappone.
Lo squalo, Megalolamna paradoxodon, è vissuto 20 milioni di anni fa e aveva impressionanti denti lunghi 5 centimetri. La nuova scoperta (il suo nome significa "Denti paradossali") rivela anche importanti informazioni su Megalodon, ormai estinto e i grandi squali bianchi esistenti.

I grandi bianchi non sono diretti discendenti del Megalodon, che sarebbe potuto arrivare fino a ben più di 10 metri (anche se alcuni ricercatori addirittura pensano che potesse crescere fino a 20 metri). Tuttavia, secondo la ricerca pubblicata sulla rivista Historical Biology, i bianchi hanno preso il posto del Megalodon al vertice della catena alimentare degli oceani.

L'autore Kenshu Shimada ha spiegato che gli squali Megalodon e i moderni grandi squali bianchi appartengono all'ordine dei Lamniformi. Tuttavia, una separazione deve aver avuto luogo molto lontano nel tempo, e le due linee hanno intrapreso un diverso percorso evolutivo.

"Allora, è sbagliato dire che il moderno grande squalo bianco si è evoluto dal Megalodon", ha detto Shimada, un paleobiologo alla DePaul University e ricercatore associato presso il Museo Sternberg in Kansas.

"Le prime forme del grande squalo bianco coesistevano con Megalodon," ha detto Shimada, "ma così come Megalodon è diminuito fino a estinguersi, il grande squalo bianco ha continuato il suo cammino e ha assunto il ruolo ecologico di super predatore dei mari moderni."

Megalolamna co-esisteva con Megalodon e con una lunghezza di circa 4 metri era molto più piccolo di Megalodon, ma aveva denti anteriori adattati per il taglio e i denti posteriori che strappavano anche i tessuti più coriacei con con relativa facilità.

"Megalodon potrebbe essere stato predatore di Megalolamna, ma tali eventi deve essere stati molto rari, considerando il fatto che Megalolamna è uno squalo eccezionalmente raro in base alla documentazione fossile", ha detto Shimada, spiegando che ne sono stati trovati solo una dozzina di denti fossili.

Lui e i suoi colleghi pensano che Megalolamna si nutrisse di pesci di medie dimensioni, compresi altri squali. Riguardo al motivo per cui i suoi denti sono stati trovati in luoghi distanti come la California e il Giappone, si crede che Megalolamna abbia avuto una diffusa distribuzione geografica.

I suoi denti assomigliano a versioni di grandi dimensioni dei moderni squali salmone (Lamna ditropis) che appartengono al genere Lamna. Ancora un altro genere, Otodus, entra in gioco quando si parla di squali con i denti grandi. Shimada e il suo team ritengono quindi che Megalodon appartenga al genere Otodus, e che sia emerso subito dopo l'età dei dinosauri, 60-65 milioni di anni fa. Perciò, questi ricercatori, invece di definirlo Carcharodon Megalodon, si riferiscono a Megalodon come Otodus Megalodon.

"Le prime specie di Otodus erano più piccole di Otodus Megalodon, ma includevano forme relativamente grandi documentate da denti robusti e ben conservati, che sono indicativi di una dieta a base di prede di grandi dimensioni", ha detto Shimada.

Matthias Epple dell'Università di Duisburg-Essen, ha detto che gli squali con i grandi denti, come i moderni grandi bianchi, avevano denti comprensivi di fluoroapatite. Questo è un minerale duro che si forma nello smalto dei denti esposti al fluoro e aiuta a prevenire il decadimento favorendo la resistenza all'acidità.

"Si potrebbe dire che questi squali utilizzassero una specie di dentifricio", ha detto Epple.
Megalolmna aveva un'altra cosa in comune con i grandi bianchi: la sua dimensione. I grandi squali bianchi oggi possono crescere fino a ben più di 4 metri. Le dimensioni molto più grandi di Megalodon potrebbero essere state influenzate dal clima, secondo Shimada e il suo team, che riferiscono che sia Megalolamna sia Megalodon sono emersi nel corso di un periodo particolarmente caldo della storia della Terra.

Shimada prevede di studiare i cambiamenti climatici in relazione alle dimensioni del corpo degli squali e di altri animali, per vedere se esiste una relazione con l'aumento medio delle temperature globali.

http://www.seeker.com/new-shark-megalolamna-puts-megalodon-and-great-whites-in-their-place-2028654908.html


   
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